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DOC Erbaluce di Caluso

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DOC Erbaluce di Caluso DOC Erbaluce di Caluso DOC Erbaluce di Caluso
Le prime notizie del vitigno Erbaluce risalgono al 1606. Esso è stato menzionato per la prima volta in un libro di Giovanni Battista Croce, gioielliere presso il Duca Carlo Emanuele I. Il primo nome è anche quello del vitigno e sembra venga da Albalux, datogli dai Romani quando videro crescere da queste parti le prime uve derivanti da piantine importate, pare da vigneti campani.
Alba Lux, luce dell’alba per via, probabilmente, delle tonalità degli acini che diventano color oro e poi rame man mano che i raggi del sole li illuminano.
Il secondo nome, Caluso è quello del comune posto tra Torino e Ivrea, considerato l’epicentro della produzione del vino, il primo tra i bianchi del Piemonte ad ottenere la DOC nel Luglio del 1967.

Le antiche origini di Caluso

Le antiche origini di Caluso vengono fatte risalire alle popolazioni celtiche dei Salassi in età preromana.
I romani in seguito fecero di Caluso una cittadella fortificata, cinta di mura e per questo la denominazione Oppidum Classum, ossia “città forte-chiusa”, da cui il nome Caluso presubilmente a presidio della strada per Eporedia (attuale Ivrea) vista la strategica posizione su un’altura dominante la pianura canavesana fino a Torino verso sud e la pianura di Ivrea verso nord.
Caluso possiede quattro frazioni: Rodallo, Arè, Vallo e Carolina e tre cascinali maggiori, Moliette, Borgata Cascina e la Tavalina.
Una splendida cittadina citata anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia (purgatorio, VII 133-136) con riferimento alla guerra del canavese culminata nella battaglia di Caluso nel XIV sec.: “Quel che più basso tra costor siatterra guardando in suso, è Guglielmo Marchese per cui e Alessandria e la sua guerra fa pianger Monferrato e Canavese”.
La particolare posizione geografica sul versante meridionale estremo che chiude l’anfiteatro morenico d’Ivrea favorisce la cultura e la produzione di vini quali Erbaluce di Caluso, il Caluso passito e Caluso spumante metodo classico. Per questa ragione la cittadina è sede dell’enoteca regionale del Piemonte.

Microclima, terreno e produzione


Montagne piemontesi e valdostane a proteggere l’Anfiteatro naturale, colline distribuite tutt’intorno, corsi d’acqua e laghi piccoli ma importanti a determinare microclimi favorevole alle uve nell’immediato circondario. Il tutto retaggio di remoti ghiacciai scomparsi da millenni ma capaci di lasciare in eredità terre da vino, con sabbie minerali, sassi, arcigni e ghiaie disposte su terrazzamenti spesso naturali disegnati da ghiacciai durante il loro ritiro. Terre quasi per niente calcare, prive di azoto ma ricche di potassio, un elemento che favorisce l’accumulo di sostanze zuccherine.


Vino Vitigni Altre tipologie Resa Alcol Affinamento
BIANCO erbaluce
12 11% -
PASSITO erbaluce Riserva 12 17% 48-60 mesi
SPUMANTE erbaluce - 12 11,5% -
Ultima modifica ilMercoledì, 27 Aprile 2011 19:42
  • Zona di produzione: comprende l'intero territorio dei seguenti comuni in provincia di Torino: Agliè, Azeglio, Bairo, Barone, Bollengo, Borgomasino, Burolo, Caluso, Candia Canavese, Caravino, Cossano Canavese, Cuceglio, Ivrea, Maglione, Mazzè, Mercenasco, Montalenghe, Orio Canavese, Palazzo Canavese, Parella, Perosa Canavese, Piverone, Romano Canavese, San Giorgio Canavese, San Martino Canavese, Scarmagno, Settimo Rottaro, Strambino, Vestignè, Vialfrè, Villareggia e Vische. In provincia di Vercelli il comune di Moncrivello. In provincia di Biella i comuni di Roppolo, Viverone e Zimone;
  • Vitigni: Erbaluce
  • Resa: 12 t/ha
  • Titolo alcolometrico minimo: -
  • Affinamento: -
  • Epoca di consumo consigliata: Bianchi mediamente 1 ammo, Passiti 5-8 anni.
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