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DOC Canavese

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La DOC Canavese racchiude in se la storia enologia del Piemonte. Tra i vitigni coltivati in questo territorio troviamo: nebbiolo, barbera, bonarda, freisa da cui si ottiene il Canavese Rosso. Troviamo inoltre delle rarità enologiche mantenute solamente da alcune storiche cantine a base di neretto.

I vini che si ottengono all’interno della DOC Canavese non sono dotati di una grandissima struttura. Essi spiccano per morbidezza equilibrata da un tocco di vivacità e freschezza. I profumi non sono particolarmente intensi ma piacevoli, fruttati e vinosi. Le pratiche enologiche prevedono brevi macerazioni della bucce per estrarre la giusta concentrazione di antociani ed evitare che i tannini siano troppo agressivi.
Questi vini rossi si abbinano molto bene con i secondi piatti della cucina lucale.

Crocevia di fondamentale importanza che permette al Piemonte di comunicare con le nazioni d’oltralpe, il Canavese è sempre stato, proprio per questa sua configurazione, luogo di passaggio e di permanenza di popoli e di tribù nonché oggetto di contese.

Questa zona, vero corridoio tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, offre una grande ricchezza di ambienti naturali, dalla pianura alle Alpi attraverso piccole valli, colline moreniche e laghi, caratterizzati da microclimi che hanno permesso, già dal tempo dei Romani, la coltivazione della vite. Dalla Serra al Gran Paradiso, da Chivasso alla Vallée, i vigneti sono da sempre parte integrante di questo paesaggio, caratterizzato da numerosi castelli ad imperitura testimonianza dei Signori e dei feudi del grande passato locale.
I vigneti, la cui coltivazione a ridosso delle Alpi richiede cure attente, testimoniano un amore ed una passione per la terra che hanno radici antiche. Frutto di lavorazioni accurate, i vitigni Erbaluce e Nebbiolo sin dal 1967 sono rispettivamente alla base delle Denominazioni di Origine Controllata Erbaluce di Caluso o Caluso, la cui area di produzione include anche alcuni comuni delle province di Biella e Vercelli, e Carema, dal nome dell’omonimo comune.

Dall’uva bianca Erbaluce, il cui nome pare derivare dalla leggendaria ninfa Albaluce, si ottengono tre tipologie di vino (Erbaluce di Caluso, Spumante e Passito), a dimostrazione del grande potenziale enologico di questo vitigno.

Dalla più nobile uva a bacca rossa piemontese, il Nebbiolo, forse così chiamato per l’epoca tardiva di vendemmia quando già le prime nebbie avvolgono i filari e sfumano i contorni delle viti, si produce, ai confini con la Valle d’Aosta, il raro e fascinoso Carema. Quest’ultimo nasce su terrazzamenti i cui caratteristici muretti a secco (topion) e pilastri in pietra, oltre a catturare i raggi del sole rilasciandoli poi alle viti, sono un vero e proprio vanto architettonico per gli uomini che ne tramandano l’arte costruttiva ed una concreta prova del sacrificio di coltivare una terra dura e difficile.

Con il Caluso Passito, le cui uve appassiscono nei solai (solè) per alcuni mesi prima della pigiatura e concentrano nel tempo i loro aromi che sprigioneranno intensi nei calici, il Carema condivide il ruolo di fiore all’occhiello della vitivinicoltura locale.
Infine dal 1996, Erbaluce, Nebbiolo, ma anche Barbera, Bonarda, Freisa, Neretto di San Giorgio ed altre uve locali concorrono alla denominazione d’origine Canavese che, come nel caso della DOC Caluso, si estende parzialmente anche nelle vicine province di Biella e Vercelli.

La ricchezza di materie prime del territorio, l’arte pasticcera (torcetti, nocciolini, biscotti della duchessa, canestrelli, paste di meliga …) ed una grande tradizione di ospitalità, esaltano ed integrano la tavolozza enologica canavesana.
Fonte: TORINO DOC, Selezione enologica della Camere di Commercio di Torino.

I vini della DOC Canavese

Vino Vitigni Altre tipologie Resa Alcol Aff.
BIANCO erbaluce Spumante, Passito 12 10% -
ROSSO nebbiolo,barbera,bonarda,freisa utilizzati da soli o congiuntamente min 60%. Ammessi altri vitigni max. 40% Spumante 11 10,5% -
ROSATO stessi vitigni del rosso ma senza nessuna specificazione - 11 10,5% -
BARBERA barbera min. 85% - 11 10,5% -
NEBBIOLO nebbiolo min. 85% - 10 11% -
Ultima modifica ilMercoledì, 27 Aprile 2011 19:45
  • Zona di produzione: comprende 98 comuni in provincia di Torino alcuni in provincia di Biella e Vercelli.
  • Vitigni: erbaluce,nebbiolo,barbera,bonarda,freisa
  • Resa: 10-12 t/ha
  • Titolo alcolometrico minimo: -
  • Affinamento: -
  • Epoca di consumo consigliata: Epoca migliore per il consumo: Bianchi e rosati: 1 anno; Rossi: 1-3 anni.
  • Ulteriori tipologie: Altre tipologie: Novello rosso.
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