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Le zone vitivinicole delle Marche

Zone viticole delle MarcheColli Pesaresi e Metauro: siamo sulla zona più settentrionale della regione. I terreni sono permeabili con presenza di marne calcaree e sabbia.  Le colline permettono di ottenere delle  buone esposizioni  coltivando la vite negli appezzamenti meglio esposti, sui pendii più ripidi, a discapito della comodità di operare.

 

Il Sangiovese è il vitigno più coltivato ed è presente in modo uniforme in tutta la regione ad eccezione delle zone di Focara, Roncaglia e sulle colline vicino all’ultimo tratto del fiume Metauro. A Focara viene coltivato il pinot nero mentre a Roncaglio si produce un ottimo bianco sempre dal pinot nero, vinificato in bianco mentre sulle parte finale del fiume Metauro è molto diffuso il vitigno biancame.
Castelli di Jesi: un solo nome che spicca per questa famosa zona, il verdicchio. Questo vitigno trova un ambiente pedoclimatico eccellente, non riscontrabile in altre zone, con cui si ottiene un ottimo vino (Verdicchio dei Castelli di Jesi) conosciuto in tutto il mondo.
Conero e rosso conero: qui, in una superficie molto limitata per estensione (500ha), il Montepulciano trova un terreni di origini molto diverse e un microclima particolare. Il prodotto è un vino rosso molto importante che sta riscuotendo un grande interesse.
Valle Camerina: siamo sulla zona più settentrionale della valle tra l’appennino umbro-marchigiano e il preappennino marchigiano. Qui il verdicchio, grazie ai terreni e alle altitudini più elevate, preserva i caratteri tradizionali con l’aggiunta di sfumature molto apprezzate. Naturalmente il clima meno mite determina un residuo secco inferiore con un vino più fresco e meno strutturato. I terreni  sono permeabili con presenza di marne, argille,silicio, calcare e sabbia.
Serrapetrona: siamo su un territorio montano ad est del monte Letegge. L’altitudine media è sui 500m s.l.m.. I terreni sono costituiti da rocce calcaree e marne scure con presenza di argilla e silicio. La vernaccia nera è il vitigno che viene coltivato da cui si ottiene un vino (Vernaccia di Serrapetrona) dalla caratteristiche inconfondibili.
Colli maceratesi: territorio collinoso con discrete escursioni termiche giornaliere. Il vitigno più coltivato e macera tino (tradizionalmente chiamato ribona) un clone del verdicchio da cui si ottiene un vino qualitativamente molto interessante ma che ancora non ha avuto molto spazio all’interno del mercato italiano.
Colli di Tronto: siamo sul tratto terminale del fiume Tronto nell’area che prosegue verso il mare adriatico e contiene la famosa cittadina balneare di S. Benedetto del Tronto.  Sangiovese, accompagnato da Montepulciano e da Passerina e Trebbiano sono i vitigni che vengono impiegati per l produzione del Rosso Piceno Superiore, vino molto apprezzato per il suo carattere e la sua vitalità.
Piceno:  è senz’altro una delle zone più vaste delle Marche dove si produce il Rosso Piceno. Meritano sicuramente una nota la presenza di alcuni vitigni tradizionali che stanno dando ottimi risultati: il pecorino e la passerina. Il vino ottenuto da questi vitigni a bacca bianca è stato riconosciuto della DOC di Offida,  una vera e propria cru dove si producono vini di qualità.
Falerio dei Colli Ascolani: la zona di produzione è compresa nel territorio collinare della provincia di Ascoli, con esclusione della fascia alto collinare, montana e dei fondo valle. Il vino ottenuto, principalmente dal vitigno trebbiano con il contributo di altri vitigni (Pecorino, Passerina, Malvasia Toscana, Verdicchio, Pinot Bianco), è considerato, per le sue  qualità organolettiche, una via di mezzo tra Verdicchio e Bianchello