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Le zone vitivinicole dell' Emilia Romagna

Zone viticole dell' Emilia RomagnaProvincia di Piacenza: zona della DOC Colli Piacentini dove l’attività agricola è predominante. Si producono vini di qualità con una ridotta produttività.

 

L’ervi rappresenta il vitigno su cui, negli ultimi 25 anni, grazie alle sperimentazioni condotte dalla Cattedra di viticoltura dell’Università Cattolica di Piacenza, si sta puntando.Incrocio tra barbera e bonarda non molto vigoroso, abbastanza produttivo che anticipa di qualche giorno la maturazione fenolica dell’uva. Il vino prodotto è il Gotturnio, dalle caratteristiche intermedie rispetto ai vini prodotti dai vitigni bonarda e barbera. Il prodotto risulta morbido e con tannini poco aggressivi.

Anche la coltivazione di vitigni a bacca bianca aromatici, come la malvasia di Candia e il moscato rimangono una costante di questa zona. Inoltre si stanno diffondendo altri vitigni autoctoni come l’ortrugo.
Dal 2001 viene prodotta una piccola quantità di Vin Santo dei Vigoleno già riconosciuto con una DOC che saprà far parlare di se.
Provincia di Parma: i vitigni più diffusi sono gli stessi della piacentino. Si producono ottimi vini da malvasia di Candia “a sapore moscato” e sauvignon che hanno riscontrato un buon successo a livello nazionale.
Reggiano: zona del Lambrusco, vino emiliano per eccellenza. Viene prodotto da cinque vitigni diversi a seconda del terreno: lambrusco salamino, maestri, marani, monte ricco e ancellotta. 
Altro vino interessante, anche se poco conosciuto fino a poco tempo fa, è il Colli di Scandiano e di Canossa Bianco Classico prodotto in diverse versioni dal vitigno spergola.
Modenese: quando si parla di questa zona si nomina senz’altro il lambrusco di Sorbara e del lambrusco grasparossa. Quest’ultimo prende il nome dal colore rosso del radice e del pedicello. Altro lambrusco coltivato è il salamino detto Santa Croce.
Provincia di Bologna: DOC Reno e DOC Colli Bolognesi. Nella prima viene coltivato il montù, vitigno di antica tradizione locale dal quale si produce Reno Montuni. Nelle colline bolognesi, intorno a Monte San Pietro si coltiva il pignoletto che esprime vini diversi a seconda del terreno, tutti particolarmente interessanti.
Fascia costiera adriatica in provincia di Ferrara: terreni sabbiosi che permettono la coltivazione di alcuni vitigni particolarmente adatti all’ambiente pedoclimatico. Quello più diffuso è il fortona o uova d’oro.  Zona della DOC Bosco Eliceo dove si producono i vini Fortana, Merlot, Sauvignon e Bianco da vitigni ancora franchi di piede che hanno quindi resistito alla filossera grazie ai terreni sabbiosi.
Colli di Faenza: siamo in provincia di Ravenna. La zona viticola si concentra principalmente sulla valle del Marzeno. I terreni sono di natura alluvinale-argillosa e presentano elevate percentuali di magnesio e tufo. Vengono coltivati principalmente albana, sangiovese di romagna e trebbiano romagnolo.
Colline di Forlì: terreni argillosi e asciutti adatti alla coltivazione dell’ albana e il sangiovese di romagna.
Colline di Cesena: terreni di medio impasto con prevalenza di argilla. Viene coltivato l’ albana e il sangiovese di romagna.