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Pino De Luca

Pino De Luca

Pino De Luca, una moglie, due figlie e un cane.
Docente di Informatica che, dopo una vita vissuta avventurosamente intorno ai settantacinque chili per un metro e ottanta, scopre la felicità.

La seconda vita principia a 44 anni è fatta di penna (e di bicchieri e stoviglie), racconta il territorio, delle avventure in cucina e in cantina e studiano i sacri testi cercando nella etnogastronomia il rapporto tra i popoli e la loro alimentazione.

Un incontro, una sera di dicembre, con Kuaska (Lorenzo Dabove) fa scattare l'amore per la birra della quale segue le avventure dalla più piccola home alla produzione su larga scala.
Più che esperto ama definirsi consapevole cercando nel dettaglio e nella particolarità il racconto di una produzione.

Amori: lealtà, convivio, conversazione, piacere. Detesta superficialità, superbia, miserabile furbizia e i sudari candidi che nascondono vergogne inenarrabili.
Il curriculo, se interessa, chiedetelo a lui oppure cercate Pino De Luca sulla rete. Sulle circa duecentomila ricorrenze che trovate ve ne sono trentamila serie (che appartengono ad un bravissimo pittore) e il resto al nostro che ha il suo idolo nel mix tra Bertoldo e Cyrano.

Se scrive bene o male lo giudichino i lettori, premi, citazioni, passerelle non sono garanzia di un bel niente.

Il profilo me lo sono scritto da solo in terza persona a testimoniare una indubbia capacità schizofrenica, lo dico perché nessuno paghi per le mie scempiaggini delle quali assumo sempre piena responsabilità. Ciauz.

Ristorazione: “tra alimentazione, spettacolo edibile e marketting”

Di rado ormai mi trovo a scrivere di food, l’ho fatto per molti anni prima che in tanti si tuffassero nell'orgia collettiva, ma ho ripreso carta e penna per ribadire un paradigma al quale resto fedele. Magari qualcuno mi dirà che sono arcaico e "mulo", ma chi nasce rotondo non può morire quadrato.
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