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Vinoway: il brindisi di fine anno dei nostri autori

Vinoway è costituito da alcune persone che trovano nel Vino un ambiente affascinante e intrigante, ricco di storia, lavoro duro e comunicazione.

Esperti e appassionati che hanno l'obiettivo di poter dire la loro sulle tematiche indotte e contribuire a far crescere l'enorme patrimonio del Vino italiano. Il progetto, con umiltà, condivisione e spirito di iniziativa, sta tracciando un percorso ben definito frutto delle competenze di Marketing e Comunicazione Web.

Vogliamo sfruttare le potenzialità di internet nell'epoca dell' informazione, far crescere sempre più il patrimonio vitivinicolo, la gastronomia ed il turismo italiano che hanno reso famoso il nostro Paese nel mondo.

Abbiamo chiesto ad alcuni nostri autori quali vini non dovranno mancare nel Cenone di Fine Anno.
 
Davide Gangi:
Raramente mi presto a recensire vini perché ritengo che sia più corretto lasciare il campo ai nostri autori che svolgono con molta attenzione,  spirito obiettivo, passione e professionalità il compito della critica. Ma per questa occasione faccio uno strappo alla regola. Ho scelto due vini pugliesi, un campano e un abruzzese, gli ultimi due li menziono in quanto sono i vini che ho degustato qualche giorno prima della fine di quest'anno.
Primitivo di Manduria Doc Es Riserva 2013 - Gianfranco Fino
Per Lui Ottavianello 2014 Salento Igt - Leone de Castris
Fiano Igp Oinì 2011 - Tenuta Scuotto
Spumante Metodo Classico Millesimato Dosaggio Zero Biologico, Autentico 2012 - Jasci & Marchesani

Malinda Sassu:
Al di là dei nomi blasonati, seguirò il mio gusto e lascerò spazio al bouquet ricco e variegato, dall’agrume al fumé, del Particella 906 di Ciro Picariello, un punto di riferimento per quelli come me che sono appassionati di Fiano e che è lì ad aspettarmi in cantina dal 2013. Poi una piccola chicca da Fumane, in Valpolicella, un vellutato e morbido Amarone perfetto con i formaggi. Le bollicine personalmente le riservo all’inizio dell’anno, dall’antipasto al dessert c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra queste ho un Trento Dosaggio Zero Riserva di Maso Martis che credo mi darà qualche soddisfazione e con il quale brinderò al 2017!

Jenny Gomez:
In Petra Trebbiano d'Abruzzo Doc Chiusa Grande
Trattasi di un vino la cui macerazione avviene in vasche di pietra di Pietranico (Pe). Ne deriva un vino dalla mineralità spiccata, con sentori netti di frutta a polpa bianca croccante, giglio e macchia mediterranea. È un tributo alle antiche tecniche di vinificazione con un concetto nel contempo avanguardistico.
Majugual 114 Pas dosé Fausto Zazzera
A piccoli passi si fa largo la produzione artigianale di questo produttore che propone spumanti metodo classico sempre diverse, mai uguali; quindi: "Majgual". Il perlage è fine, il colore è paglierino con riflessi dorati. I profumi sono di camomilla, miele, crosta di pane, nocciola e un tocco agrumato. In bocca è voluminoso e vellutato, non proprio armonico, ma sicuramente sapido e per niente banale.
Tiati Metodo classico brut Cantine Teanum
Caparbietà del giovane enologo Donato Giuliani che ha voluto osare proponendo un metodo classico da Bombino e Aglianico vinificato in bianco. Esperimento riuscitissimo. Il perlage è fine e carezzevole. Al naso le note iodate sono travolgenti. Completano il profilo i sentori floreali delicati e le note di pasticceria. Sorso vivace e fantasticamente sapido.

Liliana Savioli:
Sono ancora indecisa sui vini che metterò in tavola a Natale ma inizieremo sicuramente con un metodo classico. Non so ancora se l'Erbaluce di Caluso di Tenute Roletto o il Masetto Privè di Cantina Endrizzi, dipende dagli antipasti. Poi passeremo a un vino bianco fermo, l'Ograde di Skerk, per il pasticcio di zucca e provola affumicata. Per la tacchinella ripiena di castagne passiamo al rosso, uno Schioppettino di Prepotto, quello di Ronc Soreli. Il panettone non può non avere il suo Moscato... che sia però di Mongioia!! Buon Anno a tutti.

Giuditta Lagonigro:
Pongo al vertice delle mie preferenze la Malvasia istriana, vitigno che di solito si esprime al meglio con vini di carattere e personalità, decisi, resi eleganti da quella sottile vena di aromaticità non invadente. Per i vini rossi dico un vino che mi ha fatto riappacificare con il Chianti giacché non riuscivo ad appassionarmi ad alcun prodotto di quel territorio. Si tratta di Felsina Berardenga Rancia 2012, Chianti classico Riserva Docg, Auguri!

Claudio Bonifazi:
Se per il veglione di Capodanno dovessi mai brindare e abbinare le portate della cena lo farei indubbiamente con etichette provenienti dalla mia regione, il Lazio.
Ad un antipasto di Crostini al Guanciale si sposa un grande spumante tutto autoctono: l’ Extra Brut Rosé Kius 2012 di Marco Carpineti prodotto da uve di Nero Buono di Cori.
Primo piatto tipico della cucina romana: la carbonara. Il Frascati Superiore Primo Riserva 2015 di Merumalia.
Per l'involtino al sugo ripieno di spezie e pepe non si può non abbinare l'Habemus 2013 dell’Azienda Agricola San Giovenale.
Per l’abbinamento dolce con la bavarese di prugne: Idea 2014 di Trappolini.

Luigina Simonetti:
Ultimo giorno dell'anno,  mi piacerebbe  bere tre vini che con il loro stile mi rappresentano. Franciacorta DOCG Satèn  Vintage Collection Ca' Del Bosco 2011. Ingresso delicato ed elegante, fresco, sapido, persistente.
Il secondo vino  rappresenta un classico dell'enologia pugliese ovvero il Castel del Monte Chardonnay Doc Pietrabianca 2015 di Tormaresca. Al sorso fresco, minerale e lungamente sapido.
Per concludere, Attimi Demisec di Cantine Imperatore, prodotto da Minutolo, un autoctono pugliese. Il sorso è ricco: ritorna il frutto maturo con una scia di pungenza persistente.

Luisa Alzetta:
Spumante MC Rosé Riserva Extra Brut 2009 di Revì - Aldeno (TN),  perchè a fine Anno ci vuole uno spumante importante, elegante, che si fa ricordare, ma non "difficile".
Refosco 2011 di Marco Cecchini - Faedis (UD) e Merlino (rosso dolce fortificato) di Pojer e Sandri - Faedo (TN), due vini caldi, suadenti e intensi, da degustare con molta calma davanti ad un caminetto acceso, proprio da atmosfera natalizia.

Davide Micheletti:
I miei vini che non dovranno mancare per il veglione di fine anno sono:
Battista Belvisi azienda Abbazia San Giorgio: vino bianco secco IGT terre siciliane orange Zibibbo 2015. Due settimane di macerazione fermentazioni spontanee in acciaio, nessuna aggiunta di solfiti, vigne di 70 anni ad alberello pantesco (Pantelleria) su sabbie vulcaniche affinamento in botti di castagno.
Giovanna Morganti azienda Podere Le Boncie: vino boncie 5 toscana IGT 2007. Ha dentro cinque vitigni in percentuale maggiore Sangiovese poi Colorino Canaiolo  Foglia Tonda e Mammolo.
Zeno Zignoli azienda agricola Monte dei Ragni: vino Amarone della Valpolicella Doc 2003.

Luigi Salvo:
Un impareggiabile bianco dell'estremo Nord, l'Alto Adige Kerner Aurona Riserva 2013 Laimburg, adatto ai grandi piatti di apertura del Capodanno dalle cantine storiche sotterranee tra le più affascinanti d'Italia.
Il Brunello di Montalcino è da tutti considerato un vino importante, Il Brunello di Montalcino il Marroneto Madonna delle Grazie 2010 è davvero unico, un godimento per i giorni migliori.
Il siciliano Passito di Pantelleria Ben Ryè 2014 di Donnafugata, sia per la sua grandissima piacevolezza di beva tra dolcezza, freschezza e sapidità, sia per le sue splendide vigne ad alberello pantesco, elette dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità.

Francesco Galeone:
Lessini Durello DOC Metodo Classico 55 mesi, Millesimo 2010, Riserva Extra Brut, dell’Azienda Agricola Sandro de Bruno di Montecchia di Crosara (VR), consiglio l'abbinamento con piatti di pesce.
Lugana Riserva DOC del Lupo 2013, dell’Azienda Agricola Cà Lojera di Peschiera del Garda (VR), grande versatilità negli abbinamenti, dai piatti di pesce a quelli di carni bianche.
IGT Rosso Veronese “PaCo” 2013, dell’Azienda Agricola Paolo Cottini di Castelrotto di San Pietro in Cariano (VR) nella Valpolicella Classica, adatto a piatti importanti di carne.

Antonio Monaco:
Menegotti Vino Spumante Metodo Classico – Pas dosè:
Le festività di fine anno propiziano il mangiare ed  il bere sopra le righe della quotidianità, a motivo di  ciò la mia scelta per il settore “bollicine” si è posata su  un prodotto particolare della provincia veronese, (Villafranca di Verona).
Meroni- Valpolicella Superiore DOC.
La Valpolicella sui vini rossi offre veramente tanto ma il mio interesse si è fermato ultimamente sul Valpolicella Superiore perché questa tipologia rispetto agli altri rappresenta il vino più “semplice” che non perde completamente quella nervosità ed asperità tipica di tutti i rossi Valpolicella veronesi. 
Con queste caratteristiche può degnamente competere con grandi rossi per accompagnare i suntuosi arrosti delle festività e non disdegna anche accostamenti con formaggi stagionati ma non piccanti.
Vicentini Agostino – Recioto di Soave  Docg.
Tra tutti i vini dolci passiti italiani il “Recioto di Soave” può salire sul podio per storia e tradizione. Il suo accostamento gastronomico oltre Pandoro, lo vede campione anche con altra pasticceria lievitata del periodo come il Panettone, ma anche semplicemente sorseggiato come vino da meditazione spezzato da una pasta frolla darà soddisfazione.

Amanda Arena:
CDC 2011 Baglio del Cristo di Campobello: per i primi saporiti come cannelloni ripieni di sugo di carne  o gli immancabili cappelletti in brodo è il vino ideale, corposo e con buona acidità. E' un blend di Nero d' Avola, Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon.
La Firma Cantine del Notaio 2011: ottimo per un secondo di carni rosse brasate o selvaggina. La Firma è un Aglianico del Vulture in purezza.
Ben Ryé 2008 Donnafugata: ideale per accompagnare formaggi erborinati, il panettone o dolci a base di ricotta. E' ottenuto da uve di Moscato di Alessandria in purezza.
 
Auguri dalla Redazione di Vinoway.
 

 
Ultima modifica ilVenerdì, 30 Dicembre 2016 14:08

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