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Luca Gardini parla del Takitaly su Mixer Planet

Luca  Gardini ha voluto dedicare un articolo su Mixer Planet, rivista mensile distribuita in tutti i migliori ristoranti, winebar, bar ed enoteche del territorio nazionale, menzionando Takitaly, il nuovo “format” di eventi organizzati dall’Associazione Vinoway Italia per valorizzare la unicità e la versatilità delle risorse territoriali tipiche di ciascuna regione italiana.
Evento all'insegna del confronto con i produttori e del dibattito che ha calamitato l’attenzione degli addetti ai lavori e che si è collocato subito come momento vocato al confronto con i produttori, andando oltre allo schema consueto della degustazione guidata.

Sono state 45 le aziende che hanno partecipato agli eventi tenutisi a Bari e Trani portando in degustazione poco più di 95 vini tra  bianchi e spumanti.

Hanno partecipato all’evento le aziende:
Agricole Vallone, Albea,  Alberto Longo, Angiuli, Apollonio, Botromagno, Calitro, Cantele, Cantina Sociale Barletta, Cantine due Palme, Cantine San Marzano, Cardone, Casa Primis, Casaltrinità, Cefalicchio, Cerfeda dell’Elba, Chiaromonte, Colli della Murgia, Crifo, Ferri, Feudi di Guagnano, Futura 14,  Gianfranco Fino, I Pastini, Imperatore, Jorche,  l’Astore, Leone de Castris, Lizzano, Miali, Ognissole, Paolo Leo, Rivera, Rosa del Golfo, Rubino, San Donaci, Teanum,  Tormaresca, Torrevento, Toto, Tre Pini, Trullo di Pezza,  Valentina Passalacqua, Vecchia Torre e Vetrere.

Riportiamo l’articolo pubblicato da Luca Gardini per gentile concessione della Mixer Planet Fiera Milano.

La Puglia ricomincia ad andare in bianco

UNA REGIONE DEDICATA STORICAMENTE AI ROSSI E Al VINI ROSATI, RISCOPRE LA PROPRIA VOCAZIONE PER IL BIANCO ATTRAVERSO DUE INCONTRI E ALTRETTANTE DEGUSTAZIONI PROMOSSE DALL'ASSOCIAZIONE VINOWAY

Pigliate la Puglia e osservatela con occhio attento.

Sarà facile notare che non le manca nulla. Eccellente fin quasi all'eccesso dal punto di vista naturalistico per quella, scusate il gioco di parole, naturalità, che si mostra disinvolta persino in riferimento all'agricoltura.

Non a caso la regione è stata considerata come il granaio d'Italia -ancora potrebbe vantarne il titolo- senta dimenticare che qui crescono, con una facilità ha quasi della spontaneità, verdure dai colori accecanti e dai sapori intensi. Il merito va ripartito tra clima. generosamente assolato, e terra rossa.

In realtà il “pavimento regionale” è costituito da un elevato numero di variabili geologiche, che comprendono: argilla, tufo, calcare e marna. Infine gli alberi. Se dall'ulivo si ricavano alcune tra le cultivar più gustose e in alcuni casi più salutari (la Coratina è una tra le varietà più ricche in assoluto di polifenoli) dalla vite si ottengono uve dai sapori tipici e generosi.

L'alberello da queste parti non e mai un diminutivo, ma un sistema di allevamento della vite portato in dote dai greci, che qui più che altrove, decisero di importare cultura e, appunto, coltura.

Il risultato e che ancora oggi molte varietà, in paricolar modo a bacca rossa, vengono ancora allevate secondo questa tecnica che favorisce il più possibile l'irraggiamento solare dei frutti.

Questa rigogliosità dell'ecosistema pugliese ha tuttavia finito, in alcuni casi, per compromettere, o per meglio dire rallentare, gli aspetti qualitativi della produzione regioanle.

Come? 1 rossi venivano mandati persino al nord, ad irrobustire mosti ben più blasonati, mentre i bianchi costituivano la base per realizzare il Vermuoth. Oggi finalmente è la qualità, per altro a base di autoctoni, a comandare, grazie a varietà come Bombino, Verdeca, Bianco d'Alessano, Fiano bianco, Fiano Minutolo, solo per citarne alcune.

GLI AUTOCTONI BIANCHI

Il panorama delle uve “pallide” pugliesi non si potrebbe dire comunque completo senza la riscoperta del Vermentino, solo in apparenza fuori dalle classiche rotte del vitigno visto che se ne hanno testimonianze della presenza in regione sin dal 1700, e l'immancabile Chardonny.

La difficoltà di coloro che decidano di avvicinarsi alla produzione bianchista regionale, è tuttavia quella da cadere vittima della confusione. Per fare chiarezza, cercando di tirare le fila di stili. territori e inflessioni varietali, è nata la manifestazione Takitaly, voluta da Vinoway.

Durante le due tappe, Bari e Trani, l'associazione capeggiata da Davide Gangi ha deciso di tracciare, attraverso assaggi e confronti, un'istantanea del panorama degli autoctoni regionali grazie a numerosi banchi d'assaggio e ad una degustazione di ben 19 campioni in rappresentanza di altrettanti modi d'intendere il bianco pugliese.

Se il Fiano Minutolo ha messo in risalto la propria natura aromatica, piuttosto coerente, in tutti i campioni presenti, la Verdeca è parsa più “caotica”. Vitigno acido, dal modesto o ventaglio aromatico, la Verdeca è stata spesso utilizzata in assemblaggio, magari con il Bianco d'Alessano, anche se, in solitario, (Felline, Feudi di Guagnano, Miali, per citare alcune tra le aziende presenti al tasting) potrà rap-presentare, se concepita con un forte legarne territoriale, un bianco dalle spiccate doti di abbinabilità, in particolar modo con la cucina itticamente crudista della regione.

Il Bombino e già, soprattutto in versione spumante, una valida alternativa al momento dell' aperitivo, mentre il Fiano, quello bianco questa volta, pare la sfida più prossima con cui si dovrà misurare la viticoltura della regione.

Luca Gardini


Ultima modifica ilDomenica, 11 Ottobre 2015 17:19

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