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Nella Capitale il Negroamaro diventa protagonista grazie a Vinoway Italia

Il nostro viaggio sensoriale alla scoperta della Puglia, attraverso i propri vitigni, continua a riservare piacevoli emozioni nella Capitale d’Italia.


Mercoledi 11 Marzo u.s. si è svolta a Roma la seconda cena di degustazione di Vinoway presso il Circolo degli ufficiali della Marina, che ha avuto come protagonista indiscusso il Negroamaro.

Le caratteristiche di questo vitigno sono l’ottima struttura e l’inconfondibile colore, che riescono a identificarlo con il territorio d’appartenenza.

Grazie alla collaborazione di sei differenti aziende vitivinicole pugliesi è stato possibile rendere questo percorso di degustazione una bellissima scoperta.

Osservare negli occhi dei commensali le emozioni nate a ogni differente sorso è una grande soddisfazione, che deve giungere a tutti coloro che operano con passione e dedizione in questo settore.

Il “matrimonio d’amore” che lega il cibo al vino si è ripetuto con successo stuzzicando i palati degli invitati, sollecitando nelle loro menti la voglia continua di scoprire rendendosi attori principali di un viaggio speciale.

L’azienda Antica Enotria ha presentato il proprio Negroamaro in purezza, aprendo così le danze del gusto. La famiglia Di Tuccio lavora nel settore agricolo da anni, seguendo i principi di un’agricoltura biologica. Tra Cerignola e la via del mare che conduce a Margherita di Savoia sorge questa realtà, che ha come fulcro centrale l’antica masseria, risalente al ‘700. Rosso rubino intenso contornato da un’unghia trasparente. Irrompe all’olfatto con i classici profumi fruttati e rievoca i toni della tostatura grazie all’affinamento in grandi botti. Il sorso è delicato con un finale persistente.

L’azienda Ognissole appartiene al progetto portato avanti in Puglia da Feudi di San Gregorio, che dopo aver acquistato diversi ettari a Fragagnano, in provincia di Taranto, realizza vini seguendo una propria identità, ancorandola a una terra ricca di storia e tradizione. Nel bicchiere il colore è un rubino compatto, al naso regala toni di frutti rossi, ribes in testa, si percepisce grande freschezza, che al palato è confermata. Questi due vini hanno accompagnato l’antipasto iniziale composto da una selezione variegata di bruschette.

Il primo piatto ha rispecchiato la tradizione salentina, utilizzando le sagne ‘ncannulate con pomodoro fresco e una spolverata di ricotta forte, il tutto servito con il Negroamaro dell’azienda Cistonaro di Francavilla Fontana con il suo Maricò. L’azienda sorge sull’antica via Appia che collega Roma a Brindisi a metà strada tra il Mar Ionio e l’Adriatico. Il colore di questo vino è un rubino intenso e impenetrabile. Al naso si apre su una complessità di sentori che ricordano i profumi della tipica macchia mediterranea, delle spezie e solo sul finale ritornano le nuance di frutta matura. Tannino presente, ma non invadente, elegante e dal finale molto persistente.

La seconda portata - tubettini, cozze e fagioli -  è stata accompagnata dal vino prodotto da Agricole Vallone, il Brindisi Riserva 2009 composto all’80% da Negroamaro e al 20% da Montepulciano. Rosso rubino intenso. All’olfatto sprigiona un mix di sentori che riportano alla mente i toni speziati del pepe nero, del cuoio, del cioccolato fondente, al gusto è più ampio e dinamico, regalando una tridimensionalità all’intero palato.

La cena è proseguita con una selezione di salumi e formaggi stagionati accompagnati con il Negroamaro “Nero di Velluto” dell’azienda Feudi di Guagnano. Questo vino forte e robusto racconta la sfida portata avanti da cinque amici, che hanno fatto del recupero delle vigne, ormai abbandonate dagli anziani vignaioli, una bella storia dal finale vincente. Già al primo sguardo si percepisce la sua forte personalità, il colore, quel rosso così scuro, evidenzia delle specifiche tecniche di allevamento e affinamento, che poi al sorso diventano certezze. Straboccano i profumi della frutta matura, quasi cotta, la tostatura ricorda il caffè, note balsamiche e di liquirizia deliziano l’olfatto e conquistano il palato. Il finale rimane un ricordo persistente.

All’azienda Paolo Leo con l’Orfeo, Negroamaro in purezza, è toccato il compito di chiudere la cena. La storia di questa famiglia, giunta alla quinta generazione di vignaioli, racconta una realtà che pone le radici nella fertile terra di San Donaci, Brindisi, con il concreto obiettivi, già realizzato, di esportare in tutto il mondo il frutto del proprio lavoro. L’Orfeo è un vino dall’inconfondibile colore, rosso rubino compatto, al naso irrompe con i sentori fruttati, ammalia con le note vegetali e floreali e al palato sprigiona la propria morbidezza ed eleganza. I tannini sfiorano la bocca e scivolano via, lasciando un intenso finale.

Il nostro viaggio non termina qui, le degustazioni proseguono coinvolgendo altre tipologie di vini che hanno in comune il territorio, ossia la Puglia, e l’eccellenza come valore.
Ultima modifica ilLunedì, 16 Marzo 2015 08:49

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