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I VINI DEI NOSTRI AUTORI DEDICATI A VOI. AUGURI DA VINOWAY

Anche quest’anno si sta concludendo e vogliamo chiudere dandovi alcuni consigli per le vostre scelte dei vini con cui accompagnare la vostra tavola.
Ho fatto richiesta agli autori di Vinoway di indicarci una lista di cinque vini che non dovrebbero mancare in questa occasione di festa. Capisco benissimo la difficoltà e l’imbarazzo di racchiudere in soli cinque nomi tutto il panorama enoico mondiale  ma sono anche sicuro che ognuno di noi abbia i propri “vini del cuore”.

Ho voluto articolare questo elenco in due parti iniziando con Jenny Gomez, Andrea Amistani, Stefano Pelagalli, Gherardo Fabretti, Riccardo Vendrame e Ignazio Anglani.

Il Team Vinoway augura a tutti i suoi lettori, cresciuti quest’anno in maniera esponenziale, un Sereno Natale ed un 2015 pieno di allegri brindisi.

Jenny Gomez
Dalla "Regione verde d'Europa", l'Abruzzo, cinque assaggi di cui uno in tandem; quindi in realtà sei. Tocchiamo le quattro province. Apriamo e chiudiamo all'insegna dell'originalità e della filosofia bio con una delle aziende più certificate d'Europa, Chiusa Grande ubicata a Nocciano (Pe); rimaniamo nella stessa provincia per andare poi a Popoli e conoscere una chicca di Valle Reale, che il Gambero Rosso ha individuato come azienda podruttrice del miglior bianco dell'anno. Successivamente ci spostiamo a Chieti da Tenuta I Fauri vincitrice della Gran Medaglia d'Oro al Concorso di Bruxelles con il Montelpuciano d'Abruzzo Ottobre Rosso. Per il penultimo sorso passiamo a Teramo, azienda Centorame, una giovane realtà che guadagna consensi anno dopo con vini equilibrati.

D'Eus - Chiusa Grande

Uno spumante brut biologico Metodo Classico vinificato in due versioni, bianco e rosé, ideato per omaggiare Gabriele D’Annunzio nel  150° anniversario della sua nascita. D’Eus  - che prende il nome dalle prime lettere del cognome del titolare dell'azienda  Franco D'Eusanio -  è  una “creatura” concepita come sfida coraggiosa per dimostrare  la possibilità  di fare un prodotto ricercato e difficile, come lo spumante Metodo Champenois, in una terra nota fondamentalmente per il Montepulciano D’Abruzzo.  Perlage persistente e minuto. Note croccanti, menta e agrumi. Brioso in bocca, ma mai irruento.


Passerina - Tenuta i Fauri

La nostra proposta è diversa, non vi parliamo dei vini pluripremiati. Proponiamo un loro vino di cui non si parla abbastanza, eppure rispechcia molto la personalità dei giovani titolari della cantina, i fratelli Luigi e Valentina Di Camillo (delegata regionale Donne del Vino). La Passerina de I Fauri è brillante nel calice, dai profumi netti e progressivi. Note polpose di pesca, soffio di ginestra e menta. Esordio pacato in bocca che lascia spazio ad un brio del tutto inatteso.


Tua Pina - Centorame

Un Pecorino legato alla famiglia, nel senso letterale del termine. Etichetta scelta dalla moglie del titolare, Lamberto Vannucci, e vino a lei dedicato.  È un Pecorino di carattere ed elegante, proveniente da vigne che crescono in colline di fronte al Mare Adriatico. Nota eterea evidente, più o meno marcata a seconda dell'annata,  unita a sentori minerali e con una bella  impronta iodata. Menta e salvia. Sorso morbido e fresco dalla persistenza  prolungata.


Vigneto San'Eusanio - Cerasuolo  - Valle Reale


Questa è una chicca proveniente da un cru ubicato nell'appezzamento più in alto della proprietà, a 497 m.s.l.m. e circoscritto da un bosco. Posto magico, tra i più suggestivi dell'Abruzzo. Le condizioni pedoclimatiche che insistono in questo luogo regalano vini dai profumi netti, eleganti e persistenti. Una intensità e complessitità di cui va molto fiero il titolare di Valle Reale Leonardo Pizzolo. Due vendemmie diverse nell'arco della giornata  per ottenere un profilo sensoriale differenziato.  Vendemmia ore 4.00 (etichetta nera). Chicchi "gelati" che in sé racchiudono il terroir. Cerasuolo dal colore rosa antico. Al naso muschio, pompelmo rosa e frutti di bosco  minuti;  linfa e corteccia. In bocca ingresso esile che si fa largo avvolgendo tutto il palato con un timbro balsamico e minerarale. Vendemmia diurna (etichetta bianca).  Note più "calde". Salvia, menta, ciliegia e tocco agrumato. Fresco in bocca, sapido e persistente.


PERLA NERA -  Chiusa Grande
il vino dell’Eros. È un nome che promette ciò che dichiara. Nella retroetichetta il riassunto migliore: "Non è un vino, ma una donna rosso fuoco che concede i suoi favori solo ai grandi amanti. Non è un piacere effimero, ma una passione intensa che rende schiavi per tutta la vita. Non è il solito vino, ma un Montepulciano d'Abruzzo Doc dal colore rosso rubino con sensazioni di frutta matura, cioccolato e pepe nero. Bevendo sognerete di spogliare il corpo ampio e generoso di una Perla Nera, con l’unico rimpianto di non poterla avere per sempre".

Andrea Amistani
Quando mi chiedono queste cose vado in crisi. Davide mi scrive due righe della serie: "Fammi una lista dei cinque vini che secondo te non dovrebbero mancare in queste festività Natalizie. Pubblichiamo la prossima settimana”
Impresa ardua, ne avrei cinquanta di vini che vorrei stappare ma giustamente bisogna fare una scelta, quindi dopo lunghe riflessioni e stravolgimenti mi sono deciso. Ecco la mia lista:

Prosecco Brut DOCG Conegliano Valdobbiadene- Giovanni Frozza - Vidor (TV)

Per aprire le danze delle festività, questo Prosecco sarà l'aperitivo ideale. Un brut secco con 6-7 gr/litro di residuo che richiama le note di mela verde, il fiore di acacia e una freschezza e leggere mineralità e sapidità date dalle colline moreniche a sud du Valdobbiadene. Non vi fremerete al primo calice, garantito!


Spumante Metodo classico "Jamais" Extra Brut di Cascina Baricchi


Particolare, molto particolare. Siamo nelle colline di Neviglie in provincia di Cuneo, dove questa piccola cantina produce delle vere e proprie chicche. Il metodo classico "Jamais" è ottenuto da un 70% di Pinot Nero, con fermentazione in legno, e da un 30% di una riserva "Solera" di Chardonnay, Sauvignon Blanc, Viogner, Reisling e Chenin blanc. 30 mesi sui lieviti. Fuochi di artificio al naso, uno spettacolo di profumi che vanno dalle note di frutti rossi alla crosta di pane e lievito, alla pasta di mandorle. Sontuoso per certi aspetti, ma con una bella freschezza. Meno di 2000 bottiglie.

Pinot Grigio ramato 2012 - Az. agr. Flaibani - Cividale del Friuli

Splendido il colore ramato, si intona alla perfezione con il clima di festa natalizio; profumi di fiori, pompelmo, melone e mela. Fresco e minerale, corposo al palato, con la frutta che ritorna e un leggero retrogusto di fiori di campo. L'alcol c'è (14°) ma non disturba, il vino è perfettamente equilibrato e vi lascierà un ricordo nitido nella mente.

Nasi Rossi 2006 DOCG Colli Conegliano – Az. Maso di Villa – Collalto di Susegana (TV)


Un bordolese che non ti aspetti, prodotto da uve Cabernet Sauvignon e Merlot in mezzo alle vigne di Glera nel territorio del Prosecco.  E’ complesso e stratificato con sentori che escono a tornate: vaniglia, frutta matura quasi di confettura con note di prugna, di marasca, frutti di bosco. La speziatura c’è, con il pepe, nota di liquerizia e, appena percepibile, di balsamico.
Al palato ha una struttura importante, si sente il corpo e l’alcol. Tannini strutturati e armoniosi, mai invadenti. Ritrovo la frutta matura nel retrogusto, con una nota sapida interessante e un finale lungo e pieno. Ha ottimi margini di invecchiamento. 3000 bottiglie, vendita solo online.

“Faè” Passito IGT – Az. Bepin de Eto – San Pietro di Feletto (TV)


Faè è il termine dialettale di Faggeto, che un tempo ricopriva le colline del Felettano, ora votate alla viticoltura. Il vitigno è il Manzoni Bianco, incrocio tra Riesling Renano e Pinot Bianco. Elegante, mai stucchevole, intenso nelle note di miele, albicocche secche, arancia candita. 100gr/l di residuo zuccherino che non stona affatto. Complesso e armonioso, con una bella sapidità e finale lungo che vi lascierà belle emozioni, al punto di osare con un altro calice. Viene prodotto solo in particolari annate.


Stefano Pelagalli
Carissimo Davide riconosco di essere andato oltre il tuo mandato e mi auguro di aver commesso solo un peccato veniale!
Onestamente trovo difficile effettuare la scelta di un vino se non motivata dall'abbinamento ad un piatto e così facendo ritengo di aver agito con equilibrio, privilegiando le qualità del vino anzichè le singole aziende.


1. Tortellini bolognesi in brodo  + vino rosato da negroamaro (Girofle - azienda Severino Vigneti e Cantine)


Un piatto liquido con note speziate ed aromatiche in fondo alla sfoglia che vengono ben equilibrate dai caratteri di buona persistenza aromatica ed intensità, ricchezza olfattiva e freschezza di un eccellente rosato di negroamaro.

2. Gnocchi di semolino alla romana + metodo classico brut rose' da negramaro (Five roses metodo classico - azienda Leone de Castris)


Un piatto bianco dal gusto pastoso con sfumature dolci e aromatiche dettate dall'impasto a base di burro e noce moscata non può che richiedere bollicine con una buona freschezza e sapidità ma anche una giusta persistenza: sarete stupiti dalle doti di un metodo classico a base negroamaro.

3. Baccalà' al forno con patate alla Triestina + sauvignon fume' ( Vulcaia - azienda Inama)


Il baccalà, appena soffritto, giace su un letto di patate e viene irrorato con una salsa a base di scalogno, pachino e cannella. Morbidezza, persistenza, freschezza e mineralità del sauvignon fumè si faranno apprezzare ancora di più se abbinate a questo piatto. .

4. Arista di maiale al latte alla reggiana + sangiovese Chianti classico riserva (azienda Badia a Coltibuono)


Che dire di più? Un abbinamento della migliore tradizione eno-gastronomica italiana che vi porterà alla riscoperta delle eccellenti qualità gusto-olfattive un vino un pò dimenticato ma che sta tornando alla ribalta.

5. Struffoli alla napoletana + vino da dessert Primitivo di Manduria dolce naturale (Azienda agricola Attanasio)

Dulcis in fundo gli struffoli, simbolo del Natale da Napoli in giù: impossibile descriverli, bisogna provarli. Dolcezza su dolcezza, abbinate un vino che è quasi un nettare, unica DOCG del Grande Salento e che racchiude tutto il calore ed i profumi di questa terra.

Gherardo Fabretti
Ebenezer Scrooge – la natalizia storia di Dickens è arcinota – riceverà la visita di tre spiriti del Natale. I miei cinque vini seguono la stessa logica: due per ricordare il passato, uno per vivere il presente e due per progettare il futuro. Il vino, in fondo, è anche questo: prezioso scrigno di momenti preziosi nel tempo.

Jacques Selosse Brut Initial - Blanc de Blancs - Grand Cru. 

Le creature della famiglia Selosse le ho conosciute un giorno, a Bolgheri, brindando con alcuni amici durante un pranzo, per celebrare una magnifica giornata. Nei sette ettari ad Avize, Cramant e Oger, Anselme, figlio di Jacques, porta avanti la tradizione di famiglia, Dopo la spremitura, il mosto, in barrique, fermenta  senza l'aggiunta di lieviti selezionati; al batonnage, settimanale durante l'inverno e mensile durante l'estate, segue la malolattica e il dosaggio, a base di fruttosio d'uva. Tre annate successive con invecchiamento sui lieviti in bottiglia di almeno 2 anni e mezzo ed ecco la monumentale bottiglia da stappare per ricordare, ancora una volta, lontani amici da riabbracciare presto.

Voglar – Peter Dipoli.

Ancora amici, ancora brindisi. Un sauvignon blanc ascetico, tutto agrumi e mineralità, nato dalle mani silenziose del bolzanese Peter Dipoli, per brindare ad una reunion torinese con una cara amica e per sciogliersi in risate furiose davanti ad una pizza in un vecchio cortile di Catania.

Torgiano Rosso Vigna Monticchio Riserva – Lungarotti.

Un vino a metà tra passato e presente: i ricordi di una meravigliosa Umbria assaporata in estate, pronti ad affiorare in una bottiglia, ancora per poco, nelle segrete della cantina. Da sole uve sangiovese e canaiolo, l'eredità di Giorgio Lungarotti raccolta dalle figlie Teresa e Chiara per un monumento dei rossi italiani.

Malvasia delle Lipari DOC – Paola Lantieri.

Un passito siciliano alla faccia di chi la malvasia vorrebbe vederla solo come acqua colorata. Profumi di agrumi canditi, albicocca, mandorla e zolfo, coltivata tra mille difficoltà, caparbiamente, da Paola Lantieri sull'isola di Vulcano, è un vino per il futuro, una metafora in bottiglia per chiunque vuole ancora scommettere sulle proprie bravure, nonostante il mondo voglia convincerlo del contrario.

Vecchio Samperi Ventennale – Marco De Bartoli.


Per guardare al futuro bisogna azzardare, come Marco De Bartoli, capace di sfornare un Marsala così Vergine da non necessitare di aggiunte di alcool. La burocrazia non lo capì, e continua a non capirlo, ma a lui non importò, come ai figli oggi. Tirare dritto, ieri, oggi, sempre. Per un nuovo anno migliore del precedente.

Riccardo Vendrame
Annibale Alziati, Oltrepò Pavese Gaggiarone Bonarda 2008: un vino piacevolissimo per struttura, frutto e una sorprendente acidità che ne esalta la beva. Una bottiglia riuscitissima per un vitigno poco esaltato.

Meroi, Friuli Colli Orientali Vigna Dominin Refosco 2010

Spesso il Friuli viene associato ai bianchi, ma il paese di Buttrio è indubbiamente un territorio da grandi rossi. Il Refosco di Paolo Meroi è integro, impenetrabile, ricco di tensione e profondità.

Andrea Felici, Verdicchio di Jesi Classico Cantico della Figura 2010


Se il verdicchio è a mio avviso il più interessante vitigno a bacca bianca in Italia, sicuramente il Cantico della Figura di Leopardo Felici è un vino impeccabile per espressività del territorio, pulizia ed espansione gustativa.

Bellenda, Conegliano Valdobbiadene Prosecco sup. Brut Metodo Classico S.C.1931


Se gli spumanti sono vini immancabili per le feste Natalizie, e siete indecisi tra un Franciacorta ed un Trento, optate per un Prosecco Metodo classico con lunga sosta sui lieviti. Se la Glera può dare qualcosa di più, come dice il "paron" Umberto Cosmo, allora riscopritela in questa versione, entrando in un'altra dimensione, quella che potrebbe portare il Prosecco fuori dalla banalità.

Aquila del Torre, vino bianco Oasi 2012

Un vino da tavola che farà innamorare e stupire. Il picolit in versione secca (l'unico prodotto in Friuli Venezia Giulia), è un vino avvolgente, ricco, caldo ed elegante. Può ricordare certi viogner francesi, senza strafare, sorreggendo la materia grasse e morbida con una notevole acidità. Se il vino dolce vi sta stretto, provate questa versione rivoluzionaria, ma bevetelo come fosse semplicemente un vino bianco.


Ignazio Anglani

Non è semplice restringere il campo a 6 vini per le feste... ma ci provo!

1 Cenerentola Donatella Cinelli Colombini

Il vino del cuore... per me in ogni senso. Elegante, lungo, autoctono, longevo...immancabile.

2 Moscato Rosa Franz Haas

Non amo i vini dolci, ma per le feste almeno uno andava indicato e la mia scelta è ricaduta sul grande produttore altoatesino.

3 Walter Massa

Scegliete uno dei sui Timorasso e non potrete sbagliare

4 Passopisciaro

Anche qui scegliete uno dei suoi Nerello Mascalese con i nomi delle contrade e starete certi di godervi una gran bottiglia

5 Brut Tradicion 1er Cru Florence Duchene

Durante le feste poteva mancare qualcosa per brindare? Ecco una piccola produttrice francese di grande qualità.

6 Volevo scegliere un vino pugliese, ma sono troppo legato a tutta la mia Puglia ed ai suoi tanti grandi vini per deciderne uno solo. Voi però non fatevene mancare almeno uno.

Ultima modifica ilMercoledì, 24 Dicembre 2014 09:05

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