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Five Roses Leone de Castris: il primo rosato in una bottiglia di birra

Il nome di questo vino rimanda a un bel racconto di famiglia che, intrecciandosi con eventi storici e fortuiti, fa parte a pieno titolo della storia dell'enologia italiana.
Infatti, si tratta del primo rosé mai imbottigliato in Italia, anno 1943. Il nome anglofono "Five Roses" attribuito al rosato da Negroamaro (90%) e Malvasia Nera (10%) è legato alla contrada “Cinque Rose” di Salice Salentino, dove la nota famiglia pugliese Leone de Castris, viti-vinicoltori dal XVII secolo, possiede diversi ettari di vigna e dove per diverse generazioni la progenie è stata di cinque figli, quindi "Cinque Rose", come si chiamava all'inizio l'intramontabile rosato.

Nel 1943 Don Piero Leone De Castris vende una cospicua fornitura di vino agli americani; il generale Charles Poletti, responsabile degli approvvigionamenti per le forze alleate che sul finire della guerra si innamorò di questo vino, obiettò sull'idonietà del nome italiano, oggi si direbbe per questioni di Marketing, e così lo cambiò in "Five Roses" per il nuovo mercato americano.

Di solito la narrazione si ferma a questo punto, ma c'è di più. C'è un particolare che non andrebbe tralasciato. Parlando in termini commerciali moderni, all'epoca c'era uno scoglio da superare legato al packaging. Non potendo contare su una fornitura di bottiglie in periodo di guerra, Don Piero decise di fare incetta di tutte le bottiglie di birra trovate a Brindisi, in modo da imbottigliarci il vino. In questo contenitore "alternativo" partì alla volta degli Usa la prima spedizione di rosato italiano.

Dal 1943 ad oggi il "Five Roses" ha consolidato il suo status di "leggenda", sempre fedele alla sua cifra stilistica organolettica e sempre in grado di essere piacevole, nuovo e sorprendente. Il colore rosa cerasuolo caldo e intrigante; le note di ciliegia, fragola, lamponi e la scia di rosa canina; i tannini freschi e nel contempo setosi, gratificano la beva e conquistano anche i consumatori più esigenti. È un rosato senza tempo. Versandolo nel calice sarebbe bello ricordare le parole di Don Piero la prima volta che lo offrì ai suoi ospiti: "È un rosato da Malvasia Nera e Negroamaro, coltivato nella mia tenuta delle Cinque Rose a Salice. È un vino che facciamo in piccole quantità perché piace molto a mia moglie Lisetta e alle sue amiche. Finora non l'avevamo mai imbottigliato"…

Ultima modifica ilGiovedì, 20 Agosto 2015 12:43

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