Log in

Ho deciso: faccio Bio

Tutti possono adottare tecniche o metodi di produzione biologica per la cura e la nutrizione delle proprie colture o allevamenti. 

L’iter da seguire per entrare in un mondo bio è del tutto volontario, ma una volta che si decide di intraprendere tale percorso, ci sono una serie di obblighi da rispettare.

La certificazione del metodo di produzione biologica è necessaria solo per quelle aziende che intendono vendere il prodotto e specificare in etichetta il riferimento al " biologico " e/o che vogliono accedere al sostegno pubblico. Un'azienda che voglia certificare la propria attività, o parte di essa, deve affrontare un preciso percorso tecnico/burocratico definito dalla legislazione comunitaria, nazionale e regionale (la normativa è indicata di seguito, pertanto facilmente consultabile, mentre la modulistica può essere scaricata dai siti degli Organismi di Certificazione):

1.Ammissione al sistema di controllo. Il produttore sceglie il proprio Organismo di Controllo (O.d.C.) a cui invia la notifica di attività di produzione con metodo biologico; si assoggetta, così, al regime di controllo e si impegna formalmente al rispetto delle norme stabilite dal Reg. CE 834/2007 , entrato in vigore dal 1 gennaio 2009 abrogando lo "storico"  Reg. CEE 2092/91 .

2.Certificazione biologica. La certificazione è il processo attraverso il quale l’azienda ottiene il certificato di conformità del sistema aziendale, non solo nella fase di produzione, ma anche in quella di trasformazione, confezionamento o commercializzazione, alle norme di produzione biologica previste dalla legge. La certificazione rappresenta anche una garanzia per il consumatore. L'azienda in regime di controllo che deve commercializzare, chiederà all'Organismo di Controllo il certificato di conformità aziendale (che è la licenza a certificare), il certificato di prodotto e l'autorizzazione alla stampa delle etichette.

Per il mantenimento della qualifica di operatore controllato, gli imprenditori ammessi al regime di controllo devono adempiere a diversi obblighi, quali il rispetto delle normative in materia di agroalimentare oltre che specifica per il biologico, la reperibilità per le visite ispettive, l'aggiornamento della documentazione.

Quindi chiunque intenda rendersi “bio” deve scegliere l’Organismo di controllo più vicino alle proprie esigenze.

Approfondiamo l’iter burocratico.


L'operatore per entrare nel sistema di controllo del biologico deve compilare il modulo di notifica di attività con metodo biologico in duplice copia, da inviare con Raccomandata con Avviso di  Ricevimento: 

• una copia, con marca da bollo da Euro 14,62, all'Assessorato regionale competente, allegando  fotocopia della carta di identità del titolare o legale rappresentante dell'azienda;
• l’altra copia all’Ufficio Regionale dell’Organismo di Controllo prescelto.  

L’operatore avrà cura di conservare in azienda la ricevuta della raccomandata ed una fotocopia della notifica.

L'operatore, inoltre, sia esso produttore, allevatore, o trasformatore, deve allegare alla copia della notifica da consegnare all'Ufficio dell’Organismo di Controllo prescelto competente, la seguente documentazione:


1. il Contratto per la certificazione nel quale:

• richiede l’assoggettamento al sistema di controllo dell’Organismo di Certificazione accettandone le condizioni economiche, le modalità di pagamento e di comunicazione delle relative modifiche;

• dichiara di aver ricevuto, conoscere ed accettare tutto quanto prescritto dal Regolamento tecnico interno per la Certificazione Bio ed eventuali allegati;

• sottoscrive l’informativa sull’uso dei dati personali. 

2. copia del versamento dell’acconto eventualmente richiesto dal tariffario vigente;

3. lo statuto e l'elenco dei soci se l'azienda è in forma societaria o cooperativa (ovvero l’iscrizione alla CCIAA in loro assenza);

4. tariffario dell’Organismo di Controllo prescelto firmato per accettazione;

5. certificato di attribuzione partita IVA;

6. dichiarazione integrativa alla notifica (piano di gestione – rif. art. 63 del Reg. CE 889/08). 

Oltre a quanto sopra elencato, è necessario inviare all’Ufficio dell’Organismo di Controllo competente ulteriore documentazione, a seconda della tipologia di attività svolta (produzione agricola, zootecnia, apicoltura, trasformazione) che viene specificata nelle pagine seguenti specifiche per tipologia di attività.


In particolare: documentazione per le aziende di TRASFORMAZIONE

1. Documentazione di ingresso
1.1 Documenti inerenti i locali notificati
Gli operatori che svolgono attività di condizionamento/magazzinaggio/trasformazione e/o commercializzazione, oltre ai documenti generali precedentemente elencati, devono fornire all’Ufficio dell’Organo di Controllo prescelto per la Certificazione, la seguente documentazione facente riferimento a tutti i locali destinati al magazzinaggio ed alla lavorazione delle produzioni controllate :

a. copia delle autorizzazioni sanitarie necessarie o copia della loro richiesta all’autorità competente, inclusa la planimetria dello stabilimento con la destinazione d’uso dei locali;
b. copia del piano di autocontrollo HACCP;
c. planimetria delle strutture e dei locali eventualmente adibiti allo stoccaggio, magazzinaggio, conservazione, preparazione;

1.2 Piano di gestione
Il Piano gestione della trasformazione, in conformità all'art. 63 del Reg. CE 889/08 è un documento in cui vanno indicate le misure che l’azienda intende adottare ai fini del rispetto della normativa comunitaria. Tale piano può essere redatto o su modulistica dell’Organismo di Controllo prescelto o utilizzando analoga documentazione aziendale (piano autocontrollo HACCP, piani della qualità ISO 9000, procedure ed istruzioni interne) e deve essere presentato come documento di ingresso nel sistema di controllo, assieme alla notifica, ed ogni volta ci siano delle variazioni significative (entro 30 giorni).

2. Altra documentazione obbligatoria per gli operatori

2.1 Piano annuale di lavorazione

Il Programma Annuale di Lavorazione (PAL), con l’indicazione dei prodotti per i quali richiede la certificazione, deve essere inviato dall’operatore ogni anno entro il 31 gennaio all’Ufficio dell’Organismo di Controllo prescelto. Eventuali variazioni significative devono essere comunicate allo stesso ufficio, mediante l’invio del medesimo modulo “di variazione” entro 30 giorni dall’avvenuto cambiamento.
Nell'anno di ingresso dell'azienda nel Sistema di Controllo, il Programma Annuale di Lavorazione deve essere notificato non oltre i 30 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione di accesso al Sistema di Controllo.

2.2 Elenco fornitori, Ricette, Elenco unità di lavorazione utilizzate

Al momento della richiesta di certificazione e prima della visita del tecnico addetto all’ispezione e valutazione da parte della Commissione di certificazione, l’azienda deve inviare all’Ufficio dell’Organismo di Controllo prescelto per la Certificazione l’elenco fornitori, le ricette di preparazione dei prodotti trasformati e l’elenco unità di lavorazione; tali documenti possono essere sostituiti da analoga documentazione aziendale che riporti le medesime informazioni:

2.3 Registri

L’azienda controllata, oltre alle normali registrazioni contabili e di carico/scarico magazzino (che devono tener distinti chiaramente i prodotti bio da quelli convenzionali), deve conservare su modulistica fornita dall’Organismo di Controllo prescelto o analoga documentazione aziendale:

a. Registro di lavorazione
b. Registro materie prime
c. Registro vendite 

Tali registri devono sempre essere disponibili ed aggiornati. L’operatore deve inoltre tenere a disposizione anche una copia dei documenti registrati di ingresso e uscita prodotti ( fatture, ddt, bollettari, etc).
Per approfondimenti sul sistema di controllo e certificazione, consultare le Linee Guida Etichettatura dei prodotti da agricoltura biologica ai sensi dei Reg CE 834/07 e Reg CE 889/08.

Valutazione e sorveglianza.

A seguito dell’invio della documentazione richiesta per l’ingresso nel sistema di controlli, l’Organismo di Controllo prescelto per la certificazione, provvederà allo svolgimento della visita di avvio mediante personale tecnico qualificato, ed alla successiva valutazione di conformità.

Solo successivamente potrà procedere all’emissione dei documenti di certificazione utili all’azienda ed ai suoi clienti. 

Nell'arco dell'anno solare, in ogni caso, viene garantita almeno un visita completa.

Come richiedere i certificati.

L'operatore in regola con il sistema di controllo dell’Organismo di Controllo, può chiedere su apposito modulo l'emissione del Certificato di conformità e di altri documenti attinenti la certificazione.

Il Certificato di conformità  riporta le seguenti indicazioni:

a. il nome e/o la ragione sociale dell’Organizzazione titolare della certificazione;
b. la dicitura “Documento giustificativo ai sensi dell’art. 29, § 1 del Reg CE 834/07”;
c. il numero di registrazione del certificato;
d. la data di emissione (data di inizio validità) e la data di fine validità;
e. lo stato di revisione;
f. la denominazione dei prodotti sottoposti a certificazione e relativa categoria (riferimenti alla certificazione previsti dall’art. 23 del Reg. CE 834/07 e dall’art 62 del Reg. CE 889/08 e se questi sono immessi sul mercato sfusi e/o etichettati);
g. eventualmente, la lista di distribuzione del documento (riferimenti destinatari).

Il Certificato di conformità dell’azienda è valido 18 mesi allo scadere dei quali ICEA, verificati tutti gli elementi emersi nel corso del periodo precedente e a seguito dell’esito positivo della verifica, procede,  ad una nuova emissione.

L’operatore, una volta ottenuta la certificazione di conformità  ha diritto di:

a. utilizzare la certificazione ottenuta ed il logo dell’Operatore di Controllo prescelto nel rispetto di quanto previsto dal Procedura per l'uso del marchio dello stesso;
b. rendere pubblico il Certificato di Conformità;
c. utilizzare nell’etichetta dei prodotti sottoposti a certificazione le diciture di conformità previste dalla normativa comunitaria e dal Regolamento tecnico interno per la Certificazione;
d. utilizzare nelle schede tecniche e nel materiale pubblicitario esplicitamente riferiti ai prodotti sottoposti a certificazione, le diciture di conformità previste dalla normativa comunitaria e dal regolamento tecnico interno per la certificazione.

Sulla documentazione accompagnatoria della merce, gestita in forma controllata, dovranno essere riportati almeno i seguenti elementi:


1. la dicitura “PRODOTTO BIOLOGICO/BIO/ECO” o “DA AGRICOLTURA BIOLOGICA” (“prodotto in conversione all’agricoltura biologica” nei casi previsti);

2. codice operatore (assegnato dall’Organismo di Controllo prescelto per la certificazione ad ogni azienda di decide di assoggettarsi presso il proprio ente);
Copia di questa documentazione (o i dati contenuti) dovrà essere inviata ad ICEA, da parte dell’operatore, entro 5 gg. lavorativi dall’avvenuta transazione;

3. controllato da (inserire il nome dell’Organismo di Controllo).

Sull’etichetta devono almeno risultare:

a. l’indicazione al metodo di agricoltura biologica conformemente a quanto stabilito dalla normativa comunitaria e nazionale vigente;
b. codice dell’organismo di controllo; 
c. codice alfanumerico dell’operatore.

Periodi conversione.

Le produzioni agricole raccolte nei primi 12 mesi, a decorrere dalla data di inizio di conversione, non possono essere certificate come provenienti da agricoltura biologica, ma sono da considerare di tipo convenzionale.

Trascorso tale periodo le produzioni potranno essere certificate come “in conversione all’agricoltura biologica”.

Per le produzioni zootecniche il periodo di conversione varia a seconda delle specie e della tipologia produttiva (6 mesi per i ruminanti da latte, 12 mesi per quelli da carne, 6 settimane per le ovaiole, 10 settimane per il pollame da carne, ecc.).

Nel caso delle produzioni zootecniche il prodotto in conversione non può avere alcuna qualifica e certificazione.

La data di fine conversione viene comunicata dall’Organismo di Controllo contestualmente al rilascio dell’Attestato di idoneità.

Provvedimenti adottati in caso di rilievo di Non Conformità.

La normativa comunitaria prevede due tipi di non conformità: irregolarità ed infrazione, in funzione della capacità di pregiudicare o meno la sicurezza del sistema di controllo e alle quali corrispondono provvedimenti più o meno gravi.

Irregolarità.

Consiste nel mancato rispetto degli aspetti formali e della documentazione prevista dal sistema di controllo, che non comportino effetti prolungati o manifesti tali da indurre a variazioni sostanziali dello status aziendale e che comunque non alterino l’affidabilità dell’operatore. In riferimento al principio della gradualità di applicazione dei provvedimenti, le irregolarità, a loro volta, si suddividono in lievi ed importanti. Questa classificazione tiene conto della conseguenza che la carenza riveste sulla conformità del processo e/o sul rispetto dei dettami legislativi.

Infrazione.

Consiste in una inadempienza, manifesta o avente effetti prolungati, degli obblighi prescritti dalla normativa comunitaria, vuoi  per la mancanza di alcuni elementi che compongono la documentazione, vuoi per la contravvenzione degli ulteriori obblighi facenti carico all'operatore. 
In riferimento al principio della gradualità di applicazione dei provvedimenti, le infrazioni, a loro volta, si suddividono in lievi ed importanti. Questa classificazione tiene conto della conseguenza che la carenza riveste sulla conformità del processo e/o sul rispetto dei dettami legislativi.

Il Sistema di Controllo dell’Organismo di Controllo prescelto per la Certificazione, è sottoposto alla vigilanza dell'Autorità Competente ai sensi della normativa comunitaria e nazionale vigente.

Qualsiasi comportamento da parte delle aziende controllate che configuri una palese violazione di quanto disposto dalla normativa Comunitaria e Nazionale vigente verrà tempestivamente comunicato da parte dell’Organismo di Controllo all'Autorità Competente secondo le modalità imposte dalle stesse.

Indipendentemente dai provvedimenti sanzionatori che in tali casi l'Autorità Competente ritenesse opportuno prendere nel caso di violazioni, l’Organismo di Controllo, può applicare i seguenti provvedimenti sulla base della propria Linea Guida:

1. richiamo scritto;
2. diffida;
3. sospensione cautelativa della certificazione;
4. soppressione delle indicazioni del metodo di produzione biologica;
5. sospensione della certificazione;
6. esclusione dell’operatore (ritiro dell’Attestato di idoneità aziendale del Certificato di Conformità).



Che Bio ce la mandi buona ;)
Ultima modifica ilVenerdì, 10 Febbraio 2012 13:44

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.