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Oidio: difesa sostenibile con SCNB2

Lo Zolfo è utilizzato come antioidico sin dal 1850 e rappresenta ancor oggi il prodotto più economico ed utilizzato in agricoltura.
Lo zolfo agisce come vapore sul micelio e sulle spore del parassita danneggiando diversi aspetti della biologia del fungo e non permette l’insorgere di fenomeni di resistenza.

Tuttavia ha effetti tossici nei confronti dell’uomo e dell’entomofauna utile, la sua citotossicità nei confronti dei tralci in presenza di temperature elevate ed i problemi di interferenza sul processo di fermentazione, soprattutto nel caso di vitigni bianchi a maturazione anticipata.
Le piante come gli animali col passare del tempo hanno evoluto il proprio sistema immunitario perfezionando i propri sistemi di difesa, in modo da riconoscere il patogeno e attivare di conseguenza la specifica difesa per bloccare l’invasore.
La complessità di questi meccanismi di risposta non sono ancora svelati anche se la ricerca sta riuscendo a decifrare alcuni meccanismi. Esistono diversi tipi di difesa delle  piante, ma quello che a noi interessa in questo contesto è la Resistenza Sistemica Acquisita(SAR). Ogni pianta attaccata da un patogeno (oomiceti, funghi, batteri, virus, nematodi, insetti) attiva le proprie difese nel punto d’infezione, nelle parti più lontane della pianta viene attivata una difesa sistemica che protegge i tessuti da possibile colonizzazione conseguente del patogeno. È una resistenza ad ampio spettro ed ha una certa persistenza nel tempo. Una resistenza indotta(ISR) tipo SAR attivabile con microrganismi, allerta la pianta e la rende pronta a rispondere in modo rapido al patogeno. La SAR è legata all’acido SACILICO mentre ISR all’acido JASMONICO e all’etilene.
L’SCNB2 (Brevetto depositato in Italia il 10 Agosto 2009 n. VR2009A00123) è un idrolizzato proteico con proteine estratte dalla carne(ottenute da bollitura) e un idrolizzato proteico(PEPTONE) composto da catene di aminoacidi ottenute da proteine di origine animale dopo digestione(caseina, soia, pisello) in rapporto 3:5 in peso. Entrambe inducono resistenza contro l’oidio, ma insieme danno un effetto sinergico. Le sostanze che lo compongono sono totalmente naturali, innocue per l’uomo, l’ambiente e gli insetti e sono presenti nel mercato a costi bassi. Il prodotto rispetta i principi sull’agricoltura biologica, è applicabile anche in lotta integrata in combinazione con altri fungicidi, fertilizzanti, agrofarmaci che ne completano l’efficacia. L’SCNB2 viene diluito in acqua prima del trattamento con dose da 0,8 a 8g/l e più e non lascia alcun residuo sulle piante e sui frutti derivati anche con applicazioni in fase di raccolta.
È stata testata l’efficacia nei confronti dell’oidio su vite, fragola, zucchina, cetriolo ed una parziale efficacia nei confronti della peronospora della vite.

MECCANISMO D’AZIONE

L’SCNB2 è un induttore di resistenza e l’attivazione della difesa avviene sia sulle foglie trattate sia su quelle non trattate. Le prove sono state svolte su vite in campana con inoculo 6 ore dopo il trattamento, il prodotto di riferimento è il Thiovit a 3g/l. Il controllo della malattia è buono e l’efficacia è confermata anche in campo aperto. La gravità della malattia a fine luglio è di poco superiore a quella del campione trattato con zolfo tradizionale.

Grafico percentuale di oidio su foglie

CONCLUSIONI

Nelle applicazioni in vigneto in condizioni di elevata pressione della malattia non offre un controllo totale se usato per tutta la stagione, ma ha bassi costi ed è innocuo. Potrebbe essere utilizzato in condizioni di bassa pressione della malattia o comunque ridurre la quantità di principio attivo utilizzabile.
Con i cambiamenti climatici in atto, la riduzione della superficie coltivabile per l’avanzare della desertificazione, la siccità e l’aumento della popolazione mondiale, per soddisfare al bisogno di ciascun individuo dobbiamo conservare le nostre risorse, proteggere l’ambiente nel rispetto dei nostri figli. Questa sfida sarà vinta solo con pratiche a basso impatto ambientale che limitino i prodotti chimici di sintesi. La ricerca avrà un ruolo fondamentale nel passaggio da un’industria chimica ad una sostenibile, quindi ad un’agricoltura sostenibile che dia frutti di qualità più genuini per il consumatore.

Ultima modifica ilVenerdì, 26 Marzo 2010 15:37

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