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Alternativa al rame: utilizzi dei Fosfiti (Parte 3)

I fosfiti possono essere impiegati nelle strategie di difesa delle colture, contro le maggiori avversità, in diverse fasi fenologiche, impiegati in miscele e in sinergia con altri prodotti con diverso meccanismo d’azione.

I risultati che si possono ottenere, in termini di ripristino dello stato di salute delle piante, sono sicuramente tangibili ed apprezzabili. Nelle prove che io stesso sto conducendo nella mia azienda da 3 anni ho costatato un aumento del grado zuccherino a condizione che la pianta non subisca eccessivo stress idrico, peso medio del grappolo simile ad un trattamento con agrofarmaci tradizionali, la sperimentazione oltre agli apprezzabili risultati ottenuti sulle colline del Valdobbiadene DOCG dove sono stati condotti trattamenti anche solo con utilizzo di fosfiti, senza agrofarmaci, è stata condotta su un vigneto di Pinot Grigio in allevamento (anno impianto 2008) in pianura con bagnatura fogliare al mattino. Tenendo in conto che l’annata 2009 è stata abbastanza tranquilla, con trattamenti ripetuti ogni 12gg a dose di 350ml/hl non ho avuto alcun sintomo di peronospora durante tutta la stagione, se non nel caso di un trattamento con viti ancora parzialmente bagnate, in questo caso si ha avuto la comparsa di qualche macchia peronosperica, ma queste non hanno avuto la solita diffusione esponenziale, sono rimaste tali in numero. Riportiamo sotto alcuni preparati in commercio.

CONCIMI FOGLIARI DOSE MEDIA NECESSARIA [ml/hl] CAMPIONAMENTO DITTA PESO SPECIFICO [g/ml] % H3PO3 [g/100ml]
Tenax Ca Mg 330 2004 Bionatura 1,52 55,2
Fosfisan 370 2004 Agrofill 1,43 49,2
Fosfid’OR 410 2004 Agrimport 1,42 44,2
Magnifos K 420 2003 Sariaf 1,30 43,4
Phosfik 430 2004 Biolchim 1,39 42,7
Phosfik N-P-K 470 2004 Biolchim 1,38 38,6
Phytos’K 430 2003 Valagro 1,40 43,0

L’uso di fosfiti non è ammesso in agricoltura biologica perché è un prodotto di sintesi, mentre è ammesso nella lotta integrata. Questi concimi fogliari non possono essere utilizzati in senso stretto contro la peronospora perché non sono registrati per tale malattia ed esistono diverse controversie legali in atto. Il suo utilizzo deve essere dichiarato nel Quaderno di Campagna (obbligatorio) come concime fogliare, ed è consigliato dal germogliamento alla fase di massima crescita vegetativa(fioritura) in cui cambia l’organo di accumulo, l’acino accumula l’acido fosfonico che rimane nell’uva, nel mosto e nel vino per lunghi periodi anche se sotto i limiti di legge. Ha una bassa tossicità al momento del trattamento in vigneto sia per l’uomo e per l’ambiente e la sua degradazione è in fosfato ossia concime per le viti.

Per la bibliografia e altre informazioni rivolgersi a Marco Merotto.

Ultima modifica ilGiovedì, 17 Giugno 2010 20:42

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