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Lo stato di salute della viticoltura eroica: "sfortunata la terra quando ha bisogno di eroi"

Vendemmia a Moncenis www.iaraosta.it Vendemmia a Moncenis

Qualche settimana fa mi sono ritrovato casualmente a seguire l’ultima puntata della trasmissione televisiva AGRI3, dove venivano proposte alcune interviste che mettevano in primo piano l’effettiva difficoltà dei viticoltori eroici o di montagna o che hanno vigneti in zone critiche (forti pendenze, soggetti a salinità ecc...).

Sfortunata la terra quando ha bisogno di eroi ” era il titolo d’apertura. Posto in altri termini, quanto difficile e faticoso è lavorare in vigna e quanto importante è questa “disciplina”, fatta di sacrificio e abnegazione, per il territorio e per la qualità del vino?
Il punto essenziale, che mi ha spinto a proporre questo argomento, riguarda la difficoltà del viticoltore eroico a raggiungere livelli di guadagno decenti o meglio dignitosi, da intendere come limite minimo della dignità umana. Le cifre erano molto chiare e parlavano di 3200€ di guadagno annuale. Probabilmente si tratta del dato più negativo, ma altrettanto probabilmente la media non sarà molto più alta.  Persone che si trovano a conquistare la terra palmo a palmo e a custodirla giorno dopo giorno, per gestire pochi ettari e produrre 20.000-25.000 bottiglie.
Volendo trascurare l’aspetto puramente economico perché di difficile determinazione, anche se al giorno d’oggi è spesso determinante, siamo in un ambiente in cui è la passione che stimola ad andare avanti e le ore lavorative perdono la misurabilità e si trasformano in hobby.
Da appassionato e sensibile alle problematiche legate alla coltivazione della vite mi chiedo: sono queste le basi per lo sviluppo della viticoltura eroica, sinonimo di qualità e tipicità dei vini italiani? Credo proprio di no. Altro elemento da non trascurare è l’importanza che la viticoltura eroica ha per il mantenimento del territorio e l’ambiente. Gestire un vigneto in condizioni difficili, per le forti pendenze, significa adeguare il terreno alla coltivazione, preservarne l’aspetto ed evitarne l’abbandono con le conseguenze abbastanza prevedibili. Volendo entrare nei casi più estremi significa anche preservare un tessuto sociale e  culturale di alcune zone ed evitare lo spopolamento di alcune aree rurali.
Si parlava di piccoli aiuti comunitari mal distribuiti e difficili da ottenere, dati in base alle giornate lavorative senza considerare che il viticoltore lavora 12 ore al giorno.
La pratiche eroiche necessitano di sostegno e progettualità  attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e della politica. Aiuti concreti e misurati in base all’effettivo sforzo umano sono gli elementi indispensabili per non perdere il più importante patrimonio enologico dell’Italia e preservare l’ambiente.
Serve un continuo sforzo anche nell’ambito della ricerca, nell’innovazione tecnologica e per la divulgazione delle conoscenze acquisite. Tutti elementi che possono determinare una riduzione dei costi di gestione del vigneto.
Probabilmente possiamo anche contare sui grandi produttori affinché una parte dei loro investimenti vada a sostegno della viticoltura eroica e delle persone che lavorano duramente per ottenere uve eccellenti, determinanti nella definizione dei caratteri sensoriali del vino italiano di qualità . Vogliamo essere certi che il prezzo del vino venga spartito correttamente in base agli sforzi sostenuti da tutte le persone coinvolte nella filiera di produzione.
Probabilmente, il CERVIM, organismo indipendente che ha l’obiettivo di tutelare, valorizzare e sostenere le "viticolture eroiche", ha già colto molti dei segnali negativi e si sta già muovendo per sensibilizzare gli organi competenti. Come spesso accade in Italia gli sforzi degli enti preposti non sono mai sufficienti, ma uniti a alla sensibilizzazione di tutti coloro che amano il vino italiano e intendono valorizzarlo qualcosa può cambiare. Non fermiamoci ad ascoltare “le voci più comode” ma valutiamo anche i piccoli produttori che spesso non riescono a promuovere i loro prodotti, ma che sicuramente ci stanno vendendo il vero vino italiano.

Ultima modifica ilMartedì, 22 Giugno 2010 19:46
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