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Umbria e l'eleganza dei suoi Vini

Parliamo oggi di quella meravigliosa regione italiana che è fiore all'occhiello per paesaggi, storia, arte, gastronomia, ma che ritengo non sia ancora sufficientemente elogiata come merita per quanto riguarda il comparto vitivinicolo.

Intendiamoci, non sono certo qui oggi a scoprire l'acqua calda ribadendo la grandezza dei Vini umbri agli Appassionati, ci mancherebbe, però al di fuori di questa nostra cerchia di “Enoici Amanti” c'è una moltitudine di persone, più o meno patite di Vino, che ancora non è consapevole del prezioso patrimonio vitivinicolo di questa regione.
Me ne accorgo spesso dialogando con amici, colleghi, conoscenti: quasi tutti almeno una volta si sono tolti lo sfizio di acquistare una bottiglia di Barolo, Brunello, Barbaresco, Amarone, ma purtroppo molte di loro non hanno mai avuto la curiosità di degustare per esempio un Sagrantino di Montefalco, alcuni addirittura ne hanno a malapena sentito parlare.

E' proprio a tutte queste persone che mi rivolgo in particolar modo, facciamo quindi un piccolo viaggio virtuale in Umbria, terra la cui tradizione vitivinicola affonda le proprie radici sin dai tempi di Etruschi e Romani, da molto quindi si è consci delle enormi potenzialità enologiche di questa regione.

Il suo territorio è prevalentemente collinare, cornice ideale per accogliere ulivi e viti di cui l'Umbria è meravigliosamente ricamata, tanto da costituirne un elemento fondamentale per la bellezza del paesaggio.

A livello di vitigni abbiamo una grande cultura e valorizzazione dell'autoctono come riserva preziosa di una territorialità che deve sottolineare l'unicità di una regione, ma negli anni si è sviluppata anche un'intelligente e calibrata integrazione con i vitigni internazionali, creando un quadro ampelografico variegato ed enologicamente interessante.

Le varietà autoctone per eccellenza dell'Umbria sono il Sagrantino per quanto riguarda le uve rosse ed il Grechetto per quelle bianche, mentre per quest'ultima la diffusione è più ampia sul territorio regionale, per quanto riguarda il Sagrantino la sua coltivazione ed il suo terroir d'eccellenza sono nell'intorno della zona di Montefalco, in provincia di Perugia.

A livello storico è d'obbligo segnalare come un fondamentale impulso all'affermazione vitivinicola dell'Umbria a livello internazionale sia da attribuire a Giorgio Lungarotti e ad Arnaldo Caprai.

Il primo si impegnò tenacemente nella zona di Torgiano, agli inizi degli anni '60, credendo fortemente nelle potenzialità enologiche di questo territorio e si deve a lui il merito della prima Doc umbra denominata appunto Torgiano, che poi nel 1990 divenne anche Docg per quanto riguarda il Torgiano Rosso Riserva.

Nella zona di Montefalco invece fu Arnaldo Caprai a credere profondamente nel vitigno Sagrantino e nei primi anni '70 iniziò a rilanciare questa nobile uva che ai tempi veniva da molti snobbata o sottovalutata. Si deve quindi a lui la conoscenza all'estero di quel grande vino che oggi è il Sagrantino di Montefalco Docg, ma per fortuna molte piccole-medie aziende percepirono le potenzialità di questo vitigno ed intrapresero con enormi risultati qualitativi la sua produzione.

L'aspetto fondamentale è che sulla scia di questi ambiziosi pionieri del Vino si sia sviluppata una forte coscienza territoriale relativa alle potenzialità vitivinicole dell'Umbria, per cui nel corso del tempo tramontò la tradizione di conferire il prodotto ad altre regioni per i loro tagli, iniziando così un importante lavoro di crescita qualitativa che ha portato oggi i Vini umbri ad essere dei gioielli di cui essere orgogliosi.

Credo però che ci sia ancora molto da fare in termini di comunicazione e promozione, parere che si coglie anche discutendone con i piccoli produttori umbri, occorre fare un passo decisivo per spiegare al consumatore le enormi potenzialità di questa zona e la varietà ampelografica che la contraddistingue.

Nel gota dei grandi vini rossi italiani c'è di diritto il Sagrantino di Montefalco, un vino caratterizzato dalle enormi potenzialità di affinamento, grande estrazione di frutto, importante carica tannica, con caratteristici profumi di frutta rossa molto matura che evolvono con piacevoli sfumature terziarie durante l'evoluzione. Uno di quei Vini per i quali vale la pena dimenticarsi in cantina alcune bottiglie per poi degustarle fra 5, 10, 15 anni e oltre, con la consapevolezza di avere di fronte un cavallo di razza che saprà stupire.

La produzione di Vino in Umbria è suddivisa quasi equamente fra bianchi e rossi, con una leggera prevalenza di quest'ultimi, questo aspetto fa subito capire come non siano solo i Vini rossi strutturati la peculiarità di questa regione, ma esiste anche una lunga tradizione di Vini bianchi che ha seguito negli anni il trend qualitativo crescente. In quest'ottica è la zona di Orvieto quella storicamente più conosciuta al di fuori dei confini regionali, in particolar modo per gli interessanti prodotti basati sui vitigni bianchi autoctoni Procanico, Grechetto e Verdello. Oltre a questa zona rinomata, su tutto il territorio vitato la tradizione dei bianchi ha storicamente generato Vini di buona gradevolezza gustativa, tanto da costituire appunto quasi la metà del volume produttivo regionale.

Come accennavo in precedenza, molte Cantine hanno anche deciso di investire nell'impianto di vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Gamay, Pinot Nero, Chardonnay e Sauvignon Blanc, tanto per citarne alcuni.

Grazie a favorevoli condizioni pedoclimatiche, in alcune zone dell'Umbria si è puntato su Vini ottenuti da queste uve, in assemblaggio fra loro oppure affiancati ai vitigni autoctoni, ottenendo in entrambi i casi Vini di ottima eleganza gustativa.

Esempi di ciò sono quelli dalla zona del Lago Trasimeno e del Lago di Corbara, due comparti umbri molti vocati grazie anche al prezioso effetto di volano termico offerto dai bacini d'acqua adiacenti.

Sempre in tema di vitigni internazionali si segnala comunque che in molte zone del territorio  alcune brillanti Cantine valorizzino queste uve per produrre degli Igt Umbria di ottimo spessore enologico,spesso con taglio bordolese, ulteriore dimostrazione di come si sia saputa intelligentemente sviluppare un'ottima integrazione ampelografica fra autoctono ed internazionale.

Per cui grazie a Sagrantino, Sangiovese, Canaiolo Nero, Grechetto, Procanico, Verdello si rivendicano le eccellenti tipicità territoriali dei Vini umbri, con uve che solo in alcune zone ristrette sanno svilupparsi a livelli notevoli di qualità. Invece gli eccellenti risultati ottenuti con i vitigni internazionali sanciscono in modo definitivo la generale potenzialità pedoclimatica di una regione che ha saputo sfruttare le singole sfaccettature territoriali per coltivare ciò che più è congeniale.

Un'altra importante nota da segnale è che in alcune zone della provincia di Orvieto le condizioni pedoclimatiche favoriscono il raro e prezioso sviluppo sui grappoli della Botrytis Cinerea, detta Muffa Nobile, grazie alla quale è possibile ottenere dei vini dolci passiti di eccezionale morbidezza e tipica connotazione aromatica, definiti in gergo Vini Muffati, realizzati nella maggior parte dei casi utilizzando Sauvignon Blanc e Grechetto.

Un fattore interessante che contraddistingue la produzione vitivinicola dell'Umbria è l'ottimo rapporto qualità/prezzo, infatti nonostante il livello sia costantemente cresciuto negli anni possiamo dire che il costo medio al pubblico dei Vini è rimasto su valori di assoluto buon senso, senza eccessi di rincaro come accaduto invece in qualche altra regione più “griffata”.

Con questo breve cenno alla vitivinicoltura umbra spero di aver suscitato curiosità degustativa in tutte quelle persone che sino ad oggi avevano erroneamente sottovalutato le potenzialità di questa zona, per cui ora è loro dovere di appassionati quello di affrettarsi a degustare in primis un Sagrantino di Montefalco, un Grechetto dei Colli Martani ed un dolce Vino Muffato dell'orvietano.

Successivamente, dopo aver incontrato concretamente il fascino dei “nettari” umbri, potranno approfondire tutte le ulteriori sfumature territoriali di questa regione i cui migliori Vini sono una splendida espressione di eleganza enologica italiana.

Ultima modifica ilGiovedì, 26 Gennaio 2012 09:34

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