Log in

La Ribolla Gialla: una lunga storia di successo

Sarà forse il nome, sarà che è un vino che piace o per disgrazia dell ‘ex Tocai Friulano, ma la Ribolla Gialla suscita spesso interesse. Allora cresce il senso di conoscere e studiare la storia e le origini del vino che nasce sempre da un vitigno, da una specifica area e che oltre che avere delle cratteristiche organolettiche che si possono abbinare ad un cibo o a particolari momenti di meditazione ha un rapporto popolare di tradizioni e di legame con il territorio. Quale storia? Quale tradizione? Quale territorio? Ed infine... Quali caratteristiche organolettiche? Diamo delle risposte!

Com’è naturale che sia, prima di parlare del vino andiamo a scoprire l’origine del vitigno. I suoi antenati sembrano essere l’uva Avola, importata dai Romani durante il loro dominio in terra  friulana o secondo altra tesi la varietà Robola che era coltivata in Friuli Venezia Giulia durante il periodo del dominio di Venezia arrivata delle isole Ionie e della Dalmazia diffusa appunto dai veneziani all’ epoca delle Senerissima Repubblica di Venezia. L’ipotesi più accreditata rimane quella sostenuta da molti studiosi che ritengono questo vitigno di origine autoctona.
Esistono molte varietà o cloni di questo vitigno tra cui la più tradizionale Ribolla di Rosazzo, la Ribolla bianca imperiale (chiamata anche Ribuelàt e che veniva coltivata sulla zona di Premariacco), la Ràbola, la Ribolla di Castel Dobra e la Ribolla Verde. Quest’ultime due varietà erano e sono tuttora coltivate sul Collio Sloveno, dove danno ottimi risultati.
Il vino Ribolla Gialla ha una storia molto lunga che risale a 700 anni come scritto su alcuni documenti che testimoniano la sua compravendita, registrata in un atto notarile del 1299. Altri documenti citati dal professor Perusini raccontano che la Ribolla Gialla veniva offerta dal comune di Udine alle cariche politiche e militari al loro ingeresso nella città.
Alla fine del trecento la fama di questo vino aveva varcato anche la frontiera italiana. Alcuni cronisti tedeschi avevano un’ ottima ammirazione per il Rainfald, considrato di ottima qualità.
La culla di questo vino sono le colline di Rosazzo in provincia di Udine ma questo vitigno e altre sue varianti venivano coltivate nella fascia di terra che ta Terceno scende quasi fino all’ Istria, in zone viticole ancora oggi molto conosciute come l’ Isonzio, il Collio e i Colli orientali del Friuli e più a est verso le colline Slovene dove il vitigno veniva chiamato Rebula. La Ribolla Gialla trova la sua migliore espressione in collina, dove questo vitigno vigoroso, dal germogliamento e maturazione tardive, dà ottimi risultati e per questo motivo la sua coltivazione non raggiunse mai la pianura.
La zona che più di tutte ha saputo dare e ricevere dalla Ribolla Gialla è il Collio nelle provincie di Udine e Gorizia. In questi terriotori questo vino ha raccolto i frutti del passato, delle tradizioni, delle trasformazioni in campo viticolo. D’ altra parte una zona con una tradizione enologica secolare e patria storica di molti splendidi vini non può che influenzare l’ evoluzione dei prodotti viticoli e quando tali cambiamenti sono sorretti dalla vocazione e dalla cultura i risultati sono sorprendenti.
Insieme al viticoltore questo vino ha attraversato momenti di crisi, nel periodo post medioevale, dovuti alla presenza di troppe varianti, di difficile selezione a discapito della qualità, fino a toccare momenti di distruzione totale con la Grande Guerra, ma tutto colmato con dal forte legame tra vitigno e territorio, con la consapevolezza che i sacrifici umani a seguito di errori o di catastrofi servono a ridisegnare la strada del successo enologico della Ribolla Gialla.
Nel 1968, tappa cruciale per il comparto vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia, abbiamo il riconoscimento della DOC Collio che ha scritto il disciplinare per ben 19 vini prodotti nella zona, tra i quali, la Ribolla Gialla.
La vinificazione tradizionale prevedeva uvaggi assieme al Friulano (ex Tocai) e la Malvasia istriana ma successivamente si è scelto, nella maggiornaza di casi, di seguire la vinificazione in purezza, che esalta le doti di freschezza ed eleganza di questo vitigno, con vini meno corposi più freschi, dai profumi floreali sempre eleganti e fini.
Esistono tuttavia diversi prodotti frutto della sperimentazione enologica che fanno della Ribolla Gialla un vitigno molto duttile, conseguenza dell’ elevata acidità malica, in grado di sostenere la spumantizzazione e anche periodi di affinamento abbastanza lunghi. Volendo fare una sintesi troviamo produzioni particolari come:

  • La spumantizzazione in autoclave con la maturazione delle fecce per 24 mesi.
  • Rese bassissime, lunghe macerazioni sulle bucce nei tini aperti.
  • Maturazione nelle botti gradi o nelle barrique.
  • Utilizzo delle anfore interrate.

I vini prodotti con questo tipo di lavorazioni sono espressioni molto particolari, forse che escono dagli schemi tradizionali, ma che hanno la capacità di mantenere più alto l’ interesse per questo vino e del territorio.
Se vogliamo dare delle linee guida relative alle caratteristiche organolettiche del vino Ribolla Gialla e i suoi abbinamenti possiamo sintetizzare un’ ipotetica degustazione:

  • Colore: colore giallo paglierino scarico, con deboli riflessi verdognoli.
  • Profumo: intenso, floreale e fragrante, elegante e raffinato.
  • Gusto: secco, note citrine, di ottima beva.
  • Abbinamenti: antipasti freddi, con salse agre al limone, minestre, in particolare creme vellutate e primi piatti a base di verdure, e piatti di pesce soprattutto di acqua dolce.
  • Temperatura di servizio: 10-12 °C.
Ultima modifica ilVenerdì, 02 Aprile 2010 07:28
Altro in questa categoria: Cari il vino dell’amore »

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.