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San Colombano al Lambro: i Vini di Milano!

Questa zona vitivinicola è in Italia spesso sconosciuta agli appassionati di Vino, purtroppo ciò accade anche nella stessa Lombardia, per cui è giusto il momento di spendere qualche parola per questo territorio che negli anni ha visto crescere il suo livello qualitativo medio, lottando contro luoghi comuni che cercano di relegare i suoi prodotti ad un uso locale.

Ci troviamo su una isolata collina nel mezzo della Pianura Padana a Sud di Milano, distante da quest'ultima circa 40 km, con una esposizione da Est a Ovest di circa 7 km. In questa zona confinano ben tre province: Milano, Pavia, Lodi ed il Comune principale che regala il nome alla Doc è appunto San Colombano al Lambro, rimasto sotto l'amministrazione della provincia di Milano nonostante la costituzione di quella di Lodi, rimanendo così come una vera e propria “isola” all'interno di quest'ultima.

San Colombano al Lambro deve il suo nome ad un monaco missionario irlandese che partito dalle sue terre di origine passò per questi luoghi all'inizio del VII secolo, ed oltre all'attività apostolica di conversione al cristianesimo, incentivò fortemente la coltivazione della vite, dando origine ad una tradizione che ora costituisce un elemento distintivo di questo territorio.

Dal punto di vista vitivinicolo le uve rosse storicamente più coltivate sono Croatina, Barbera ed Uva Rara, ma da qualche decennio si stanno affermando anche Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Nero. Mentre per quanto riguarda le uve bianche abbiamo principalmente lo Chardonnay, il Riesling e quella che viene qui definita “l'uva d'oro” ovvero la Verdea. Quest'ultima viene di fatto considerata autoctona della zona di San Colombano al Lambro, anche se alcune documentazioni storiche ne fanno risalire l'origine in Toscana, ma a parte questi dibattiti è indubbio che sulla collina milanese si punti decisamente su questo vitigno a bacca bianca da parecchi decenni. La Verdea è un'uva che per la sua buccia resistente si presta molto all'appassimento, proprio per tale motivo oltre all'utilizzo nella produzione di vini bianchi secchi viene vinificata con successo per l'ottenimento di gradevoli passiti dolci.

La vocazione di questo territorio per la viticoltura viene sancita nel 1984 con l'ottenimento della DOC San Colombano al Lambro che per i vini rossi prevede Croatina 30-50%, Barbera 25-50%, Uva Rara max 15% ed altri vitigni ammessi per un max 15%. Invece per i vini bianchi il disciplinare prevede Chardonnay min 50%, Pinot Nero min 15% ed altre uve ammesse per un 15% max.

In generale si potrà notare una somiglianza dei vitigni con quelli maggiormente coltivati nel vicino Oltrepò Pavese, tuttavia le differenze sono molte, in particolare quest'ultimo è un bacino di Pinot Nero fra i principali al mondo, sia per quantità che per qualità. Inoltre in Oltrepò esiste da decenni una tradizione spumantistica di altissimo valore ed in costante crescita, mentre nella zona di San Colombano abbiamo questa realtà, ma senza che sia attualmente il fiore all'occhiello della produzione.

Infatti i vertici qualitativi vengono raggiunti coi vini rossi fermi, non solo rientranti nel disciplinare nella DOC, ma spesso vinificati anche come IGT Collina del Milanese, indicazione geografica che spalanca le porte all'uso dei vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon e Merlot, sia in uvaggio fra di loro che assieme a Croatina e Barbera.

San Colombano al Lambro esprime quindi tutte le sue potenzialità in questi vini rossi di ottima struttura, spesso affinati in legno, regalando espressioni enologiche di buon pregio, evolute e con potenzialità di affinamento negli anni.

Come si diceva prima, ottimi risultati si ottengono anche nella produzione di vini passiti utilizzando la Verdea in purezza oppure in uvaggio per esempio con la Malvasia, ottenendo prodotti di piacevole aromaticità e vellutata dolcezza.

Ci tengo particolarmente anche a menzionare una tipologia di vini giovani e freschi che qui vengono prodotti in buona quantità, i quali sfruttando Croatina, Barbera ed Uva Rara offrono delle ottime alternative per un uso quotidiano: frizzanti, fruttati e di grande bevibilità, all'insegna di un rapporto col Vino volto alla gradevolezza ed all'abbinamento versatile con i cibi di tutti i giorni.

Le dinamiche del mercato vinicolo e la sua evoluzione negli anni ha portato queste zona a non essere molto conosciuta al di fuori del territorio lombardo, forse per le sue piccole dimensioni o probabilmente per il poco “potere” politico nel sistema. Ancor peggio è la scarsa conoscenza dei suoi vini anche all'interno della regione, è proprio per questo motivo che ritengo opportuno estendere l'invito ad approfondire questa zona vitivinicola, mettendo da parte scetticismo e pregiudizi, perché ci sono delle piacevoli sorprese ad aspettarvi e scoprirle sarà fonte di soddisfazione per l'appassionato.

Proprio per questo propongo al solito qualche consiglio per la degustazione, mettendo in evidenza anche l'ottimo rapporto qualità/prezzo dei vini della zona:

IL BISSERINO        San Colombano al Lambro Rosso DOC Riserva        10-15 €
NETTARE DEI SANTI    IGT Collina del Milanese “Franco Riccardi”        10-15 €
NETTARE DEI SANTI    IGT Collina del Milanese Passito di Verdea              5-10 €
PIETRASANTA        San Colombano al Lambro Rosso DOC Riserva        10-15 €
PODERI SAN PIETRO    IGT Collina del Milanese “Trianon”                15-20 €
PODERI SAN PIETRO    IGT Collina del Milanese “Monastero di Valbissera”      5-10 €

Chi ha letto l'articolo ora è obbligato a sapere che anche in provincia di Milano, a poche decine di chilometri dalla metropoli, esiste un'elegante collina dove la vite viene coltivata da moltissimo tempo ed i cui frutti sono utilizzati da laboriosi cantinieri per produrre vini di qualità, con un impegno costante e crescente negli anni che sta portando a risultati meritevoli di un encomio.

Fossi in voi la curiosità di provarli sarebbe forte......per cui vi passo la palla!
Ultima modifica ilLunedì, 05 Dicembre 2011 21:09

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