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Colline Lucchesi: qui si parla “internazionale”

Colline Lucchesi Colline Lucchesi
Quando si ha il piacere di incontrare sui propri passi di amante del Vino quelli delle Colline Lucchesi si resta affascinati, ma soprattutto si comprende per l'ennesima volta che il patrimonio enologico italiano è grande proprio perché ci sono piccole zone come questa che sanno produrre alta qualità, pur non godendo della fama e del blasone di altre realtà.

Quando si parla di Toscana non è certo una delle prime zone che tornano alla mente, ma dopo che ci si è confrontanti con i suoi vini le Colline Lucchesi restano nella mente dell'appassionato.

Ci troviamo a Nord-Ovest della Toscana in una zona molto particolare, da un lato riparata dalle montagne e dall'altro lambita da un clima che risente del mare a poche decine di chilometri.

Il Vino e le Colline Lucchesi hanno un rapporto che si intreccia nella storia sin dai tempi antichi, infatti Etruschi, Liguri e Romani in tempi diversi iniziarono e svilupparono la coltivazione della vite in queste zone.

Il conferimento della DOC per i vini rossi risale addirittura al 1968 mentre nel 1985 arrivò anche la denominazione per i bianchi. Ma il crescente successo qualitativo di questa zona è legato al terroir, le migliori espressioni enologiche delle cantine sono spesso legate a degli IGT, che consentono la vinificazione di uvaggi esclusi dal disciplinare, ma con importati risultati enologici, segno che terreno e microclima sono in grado di cullare la vite per condurla ad una grande uva.

Parliamo ora proprio di quest'ultima, ovviamente essendo in Toscana non può certo mancare una bella dose di barbatelle di Sangiovese, ma sono i vitigni “internazionali” che negli ultimi decenni hanno consentito alle Colline Lucchesi di affermare il proprio livello qualitativo.

Quando si apre il discorso di questi vitigni in Toscana spesso si generano vivaci polemiche che fanno sussultare i tradizionalisti sostenitori del Sangiovese, che guardano le uve “internazionali” come delle sgradite ospiti.
Voglio chiarire subito la mia posizione: ci sono dei “pilastri” che in certe zone della Toscana hanno fatto la storia del nostro paese con dei vini prodotti da Sangiovese in purezza, sto parlando per esempio della zona di Montalcino. Se ragioniamo in questo ambito mi schiero anche io dalla parte dei conservatori che combattono ardentemente l'idea di “sporcare” questi gioielli con opinabili modifiche dei disciplinari, solo per assecondare particolari politiche commerciali.

Detto questo, sappiamo tutti che la Toscana è una regione molto ampia e variegata dal punto di vista ampelografico, proprio per questo ci sono zone dove storicamente i vitigni “internazionali” hanno palesemente dimostrato di generare grandi vini. Per cui in nome di una imprescindibile “democrazia” enologica ritengo assolutamente legittimo da parte dei produttori la scelta di puntare su queste uve con lo scopo di valorizzare un terroir su cui riescono ad esprimersi al meglio.

Sono anche un forte sostenitore dei vitigni autoctoni, della loro salvaguardia come patrimonio inestimabile della nostra terra, è un dovere coltivarli e vinificarli dove storicamente si sono espressi al meglio. Però nessuno deve scandalizzarsi se in altri contesti si punta su Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Alicante, Petit Verdot, Sauvignon, in quanto il terreno rappresenta il primo inflessibile giudice della bontà dell'uva, bisogna saperlo leggere ed assecondarlo senza forzature, altrimenti sarà lui a mettere il bastone fra le ruote del viticoltore.

Nelle Colline Lucchesi è avvenuto proprio questo processo: oggi il Sangiovese ed i vitigni “internazionali” sono meravigliosamente integrati ed insieme contribuiscono all'eccellenza dei vini di questa zona.

Per quanto riguarda la DOC sono ammesse 11 tipologie di vino: Rosso (anche Riserva), Sangiovese (anche Riserva), Merlot (anche Riserva), Bianco, Vermentino, Sauvignon, Vin Santo, Vino Santo Occhio dei Pernice.

In particolare è il Merlot che la fa un po' da padrone: qui è in grado di raggiungere ottime espressione aromatiche e grande rotondità gustativa.

Le versioni Rosso e Bianco hanno uvaggi che rappresentano il legame fra “tradizionale” ed “internazionale”, prevedendo una percentuale del 45-70% rispettivamente di Sangiovese e Trebbiano Toscano, affiancati ad altri vitigni ammessi dal disciplinare.

Sulle Colline Lucchesi alcune aziende coltivano e vinificano con eccellenti risultati il Syrah per cui, assieme alla zona di Cortona, rappresenta in Toscana uno dei terroir più vocati per questo nobile vitigno, che viene prodotto sotto forma di IGT non essendo espressamente previsto in purezza dal disciplinare dalla DOC.

Altro aspetto da sottolineare è la dimensione della aziende vitivinicole delle Colline Lucchesi che solo in pochi casi raggiungono un volume produttivo di 60/70.000 bottiglie all'anno, mentre solitamente hanno valori inferiori con una conduzione spesso familiare mantenuta da diverse generazioni. Questo tessuto di piccoli produttori sta duramente lavorando per consolidare le tradizioni tramandate negli anni, valorizzando degli stili enologici personali che uniti rafforzano l'immagine qualitativa dell'intera zona.

Forse è proprio la mancanza di grossi “industriali” del vino che impedisce alle Colline Lucchesi di imporre il proprio marchio sul mercato, ma sinceramente, visti i concreti risultati che stanno ottenendo, preferisco di gran lunga questo tessuto di piccoli imprenditori che su quel terroir sono cresciuti e lo sanno valorizzare come se fosse una parte di loro, perché questo legame al territorio si esprime attraverso un amore che finisce direttamente nel vino, rendendolo grande.

Concludiamo questa breve rassegna sulle Colline Lucchesi offrendo qualche “consiglio” per la degustazione, relativamente a vini acquistabili in cantina a cifre inferiori ai 25 €:

Fattoria di Fubbiano        IGT Toscana Rosso “I Pampini”                10-15 €
Fattoria di Fubbiano        Colline Lucchesi DOC Rosso “San Gennaro”          5-10 €
Fattoria Maionchi        Colline Lucchesi DOC Rosso                  5-10 €
Fattoria Sardi & Giustiniani    Colline Lucchesi DOC Merlot “Sebastiano”            10-15 €
Tenuta Lenzini        IGT Toscana Rosso “Poggio de Paoli”            10-15 €
Tenuta Lenzini        IGT Toscana Rosso Syrah                    10-15 €
Tenuta Lenzini        Colline Lucchesi DOC Merlot                  5-10 €
Tenuta di Valgiano        Colline Lucchesi DOC Rosso “Palistorti”              5-10 €
Tenuta di Valgiano        Colline Lucchesi DOC Bianco “Palistorti”              5-10 €
Terre del Sillabo        Colline Lucchesi DOC Sauvignon “Naga”            20-25 €

Apriamoci quindi al confronto con la Toscana, non solo parlando di Montalcino, Chianti, Montepulciano, Bolgheri, ma ampliando le nostre esperienze degustative verso zone meno blasonate, ma assolutamente ricche di qualità enologica e cultura del territorio: le Colline Lucchesi ne sono uno splendido esempio, ora sta a voi imparare a conoscerle.


Ultima modifica ilMercoledì, 16 Novembre 2011 07:24

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