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DOCG del Veneto: la Genesi

DOCG del Veneto DOCG del Veneto
Le 14 DOCG che contraddistinguono il Veneto fanno di questa regione   una delle principali aree geografiche  d'Italia per  qualità di produzione sia di uve che dei relativi vini.
Amarone, Valpolicella, Recioto, Bardolino, Soave, Prosecco, Custoza, sono  nomi di vini conosciuti in tutto il mondo, ma non sono gli unici che vengono prodotti in questa terra che può vantare un territorio esteso che va dalle montagne al mare; questi vini sono portabandiera  della produzione enologica Italiana. Molto di questa notorietà è dovuta negli anni alla’attenta  valorizzazione delle proprie uve autoctone  sia bianche, sia rosse, tanto per citarne alcune Garganega, Turbian (da cui nasce il Lugana) Trebbiano di Soave, e Prosecco, producono vini bianchi; Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e Raboso sono quelle principalmente utilizzate nella produzione dei vini rossi, abbiamo tralasciato volutamente altri vitigni indigeni che a tutto campo collaborano alla produzione enologica, ma considerati gregari dei sopracittati. Questo patrimonio colturale/ampelografico e le diversità morfologiche e di scheletro dei terreni  quindi consente una produzione di vini con differenti qualità e virtù, da vini leggeri e piacevoli fino a quelli più robusti e impegnativi, tanto per citarne uno: l'Amarone.

Storicamente il vino in Veneto inizia in epoche remotissime e ciò è comune a molte regioni italiane. Scoperte archeologiche documentano la presenza allo stato selvatico della vite  in diverse zone tra cui l’area del Garda  e del Monte Baldo, nonché l’area della “Pessàra” di Bolca sui Monti Lessini famosa quest’ultima  per i reperti fossili del terziario e nel quale sono state ritrovate foglie  che documentano quanto detto prima.

Prima dell’arrivo dei Greci che diederò un forte impulso alle produzioni anche con l’introduzione di nuove varietà colturali.  Si pensa che la vite selvatica e l'uva fossero  utilizzate dalle popolazioni italiche come alimento. Le prime testimonianze della produzione enologica in Veneto si hanno a merito delle popolazioni Etrusco-Retiche.,le prime importanti fonti scritte sui vini risalgono all'epoca dei Romani, quando i vini della Retia (regione a quei tempi che copriva l’area che và dalla attuale provincia Bergamasca a quella Trevigiana) furono decantati per la loro qualità. Il vino Retico - prodotto con uva Retica  fu  citato da molti storici ed autori del passato come Columella, Celso, Marziale, Strabone, Svetonio, Plinio il Vecchio, Virgilio.

Alla caduta dell’impero romano l’affermazione delle produzioni enologiche era tale che  Flavius Magnus Aurelio Senator - meglio conosciuto come Cassiodoro, ministro del re Ostrogoto Teodorico lasciò testimonianza scritta circa un vino celebratissimo dal nome di “Acinaticum”. Vino dolce che può essere considerato il vero antenato dei  Recioti di Soave, Gambellara , e Valpolicella. Veniva prodotto  con uve fatte appassire in graticci e successivamente vinificate. La sua notorietà e valore economico furono addirittura protetti con uno speciale editto nel 643 infatti Il re Longobardo Rotari emise  un editto che stabiliva pene a chiunque causasse danni ai vigneti. Questo tipo di protezionismo produsse effetti tali da diffondere la viticoltura dappertutto giungendo nel tardo medioevo in epoca di dominio di Venezia  la sua crescita commerciale ed economica con l’esportazione dei vini in altri paesi. Lo scambio non fu univoco perché a sua volta la Serenissima fece sui nei propri domini altre colture mediterranee e le estese in altre zone come il Friuli –Venezia Giulia, la Dalmazia e L’Istria è il caso della Malvasia che a tuttoggi è patrimonio di quelle zone. Quando Venezia decadde commercialmente nel 1500,nell’est del Mediterraneo si ebbe un forte impulso alla produzione di vini locali non giungendo più altri vini di provenienza orientale, si affermarono allora i vini della zona di Treviso, di Vicenza e quelli del territorio della Valpolicella.

Le sorti del vino veneto cambiarono radicalmente  nel 1709, anno in cui si registrò un'incredibile stagione fredda (da molti definita mini-glaciazione) che a causa delle gelate  distrusse la maggioranza dei vigneti. Si pensi che fino all’epoca i vigneti venivano impiantati ad altezze che oggi definiremmo di  montagna e l’ulivo ( altra pianta notoriamente mediterranea) venivano coltivate intensivamente in tutta la pianura padana da secoli, ma a causa dell’evento in questione le colture cosiddette miti furono  sconvolte radicalmente. In seguito a questo infausto evento la viticoltura Veneta divenne poco qualitativa la produzione dei vini seguì la stessa sorte. Nel 1800 si attraverso lo studio delle caratteristiche del territorio e delle varietà che meglio si adattavano, vi fu una rinascita generale. Un’altra catastrofe di proporzioni drammatiche che colpi tutta Europa alla metà del 1800 furono l’oidio, la peronospora e infine la fillossera. Questi eventi provocarono la distruzione pressoché totale dei vigneti Veneti ma condizionarono comunque la volontà di rinascita dell'enologia Veneta così 1876 fu fondata la Scuola di Enologia di Conegliano e nel 1923 la Stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia. Da quel momento in poi e per tutto il 1900 le ricerche e l’impegno profuso nella valorizzazione dei vitigni locali e non solo, hanno permesso nel secondo dopoguerra lo sviluppo di attività commerciali che hanno consentito ai vini Veneti un’affermazione in campo nazionale ed internazionale.

Classificazione del vino  Veneto

I vini prodotti in Veneto sono classificati secondo il sistema di qualità in vigore in Italia.
Il livello più alto di questo sistema è il DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) il quale prevede un'ulteriore classificazione nel caso in cui si indichi la sottozona di produzione.
Le attuali aree DOCG del Veneto sono: Amarone della Valpolicella, Bardolino Superiore, Colli Asolani Prosecco, Colli di Conegliano, Colli Euganei Fior d’Arancio, Conegliano Valdobbiadene-Prosecco, Lison, Montello rosso, Piave Malanotte, Recioto della Valpolicella, Recioto di Gambellara, Recioto di Soave, Soave Superiore.  Per qualità e caratteristiche non bastano poche righe per dare un quadro esaustivo singolarmente per ogni tipologia di vino che rimandiamo a successive singole descrizioni, tuttavia a mera indicazione generale citiamo alcune delle caratteristiche fondamentali che li identificano.

Valpolicella, Amarone e Recioto
I vini rossi più famosi del Veneto sono prodotti nella Valpolicella/Valpantena e fra questi il più noto è certamente l'Amarone. Questo vino è prodotto con le uve Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara; le uve subiscono uve appassimento come per lo stile produttivo del Recioto. Il risultato è un vino di corpo e struttura persistente. Differenze tra Amarone e Recioto sono che mentre il primo è essenzialmente un vino secco, il secondo contiene una certa quantità di zuccheri residui che ne fanno un vino dolce. Sono prodotti con le stesse uve.

Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene
La zona di Conegliano, in particolare Valdobbiadene, và di nomina per la produzione di spumanti derivati da uva Prosecco. Prosecco è il nome dell'uva utilizzata per la sua produzione. Il sistema Charmat - o metodo Martinotti, è preferito nella produzione per esaltare le caratteristiche dell'uva Prosecco. Esiste una piccola produzione areale limitata  denominata “Prosecco Superiore di Cartizze” che prende il nome dall'omonima località sita nel comune di Valdobbiadene.

Soave e Recioto di Soave
Eccellenti vini bianchi sono quelli prodotti nel comprensorio della città di Soave, vicinissima alla bellissima Verona. I vini sono frutto di due uve bianche: Garganega e Trebbiano di Soave. La zona classica comprende due soli comuni Soave e Monteforte d'Alpone. Il Recioto di Soave  è prodotto con uve appassite per circa sei mesi - principalmente Garganega  e quindi vinificate, ne risulta un vino dolce in cui è possibile riconoscere piacevoli aromi di albicocca secca, agrumi e miele ottimo con locale Pandoro  e come vino da meditazione.

Colli Euganei, Breganze e Torcolato
Nella provincia di Padova i Colli Euganei hanno lunga tradizione per vini  bianchi, rossi e spumanti, tra loro spicca il Fior d'Arancio in versione passito, prodotto con uva Moscato Giallo.
L'area vinicola di Breganze, in provincia di Vicenza si distingue per la produzione di uva “Vespaiola” con essa si producono interessanti vini bianchi secchi, ma la migliore espressione si ottiene dopo appassimento  con la produzione del “Torcolato”, uno stupendo vino dolce apprezzato in tutto il mondo.

Le altre zone
Fra queste si trova Bardolino, i cui vini sono prodotti con le stesse uve dell'Amarone, ma con minore struttura e carattere dovute alla posizione dei vigneti siti a ridosso ed affacciati sulla Riviera del Lago di Garda. In questa zona è prodotto il Bardolino Superiore a cui è riconosciuta la qualifica DOCG.
In provincia di Vicenza in Gambellara la DOCG appartiene al Recioto di Gambellara - prodotto con uva Garganega. Da notare il più raro Vin Santo.
In conclusione avremo ancora molto da dire su le eccellenze di questa terra che è il Veneto, orgoglio evanto dell’enologia italiana tutta.


Ultima modifica ilMercoledì, 11 Aprile 2012 06:43

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