Log in

Dai Carruggi fino al mare…la Liguria

Dai Carruggi fino al mare…la Liguria Dai Carruggi fino al mare…la Liguria
Regione montuosa e collinare per eccellenza, il territorio ligure comprende gran parte del versante tirrenico delle Alpi e dell’ Appennino che, scendendo a picco sul mare ne danno una conformazione molto particolare.
Il clima è prevalentemente mite sulla costa e di tipo continentale nella parte montuosa che, ha anche la funzione naturale di protezione dai venti nordici.
Furono gli Etruschi, forse già antecedentemente ai greci, a coltivare per primi la vite nella zona occidentale della regione che, ad oggi in tutto il territorio, è normalmente posta su terrazze che possono trovarsi in collina, nell’entroterra o nelle vicinanze del mare.

I principali vitigni sono il Rossese (diverse sono le versioni di Dolceacqua e della Riviera Ligure di Ponente), il Vermentino, il Pigato (il cui nome potrebbe derivare dal termine "pigau", che significa macchiato, per la caratteristica macchia scura che compare sull'acido alla maturazione, oppure dal termine "picatum", vino aromatizzato in uso ai tempi dei romani)  e l’ Ormeasco o Ormeasco di Pornassio dall’ omonimo borgo in provincia di Imperia e il Bosco.

A questi si aggiungono altri vitigni a bacca bianca quali la Lumassina (chiamata anche Buzzetto o Mataòssu a seconda della zona di produzione), l’ Albarola e la Bianchetta Genovese.

Le D.O.C. della regione sono otto:
     - Cinque Terre e Cinque Terre Sciacchetrà
     - Colli di Luni
     - Colline di Levanto
     - Golfo del Tigullio
     - Pornassio
     - Riviera Ligure di Ponente
     - Rossese di Dolceacqua
     - Val Polcèvera

Tra le particolarità del territorio troviamo lo Sciacchetrà o Refurzà o Vin Duse in dialetto ligure, vino passito dolce e liquoroso derivante da vendemmia tardiva e prodotto nella zona delle Cinque Terre da non confondere con l’ Ormeasco Sciac-trà rosato e secco, da uve omonime della Riviera Ligure di Ponente. Nell’ uvaggio troviamo per la maggior parte uva Bosco (40%) ed il restante può essere Albarola e/o Vermentino.

Importante è la motivazione di molti vignaioli nel continuare a fare un mestiere difficile e quella dei giovani di inserirsi nel mondo del vino promuovendo qualità e “rimettendo in piedi” vitigni ormai quasi spariti del tutto.
L’ augurio che voglio fare a tutti, è quello di diffondere il più possibile ed al meglio la cultura del buon vino e dell’enogastronomia in base alle proprie possibilità, come in parte spero di fare anche io, cercando di sostenere le piccole produzioni in modo da ridare “motore” e valore a chi il vino lo continua a fare con l’uva; la propria, derivante dalla fatica di un anno di lavoro e che cerca e nella maggior parte delle volte ci riesce, a proporre prodotti di eleva qualità ed un “onesto” prezzo.

Quello di cui, specialmente oggi,  abbiamo bisogno!


Ultima modifica ilSabato, 29 Ottobre 2011 14:42

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.