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Una terra suggestiva: storia, tradizioni, territorio e Consorzio dei Vini d'Irpinia

Una terra suggestiva: storia, tradizioni, territorio e Consorzio dei Vini d'Irpinia Vigneto Carazita - Tenuta Cavalier Pepe
Tante eccellenze nei diversi settori fanno squadra, si stringono la mano e vanno a braccetto. È uno dei modi per migliorare la visibilità di un territorio e farlo crescere. Così è anche per il vino, settore nel quale il modus operandi di fare sistema si sta espandendo negli ultimi anni.
 
In qualche caso i risultati sono tangibili, ed il comune intendere la storia, le tradizioni e la professionalità ( serietà ) emerge in modo adeguato. È un investimento quotidiano, atto ad affermare l'identità e la personalità del territorio attraverso la promozione dei propri vini.

Il Consorzio Tutela dei Vini d' Irpinia, ufficialmente deliberato qualche settimana fa, è uno dei casi in cui il "sistema" funziona. Guidato dal Presidente Stefano Di Marzo, conta 530 soci. Lo scopo è tutelare le quattro denominazioni: Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi DOCG, e Irpinia DOC.



L'attività di tutela è complessa, e va dalla formazione di chi dovrà professionalmente occuparsi di mantenere e sviluppare la qualità di un prodotto, fino alla promozione di tutte quelle iniziative che possono avviare il prodotto stesso verso il mercato più ampio possibile.

Qui ci occupiamo di vino, e il vino è il risultato di un continuo ed intenso rapporto tra la natura e l'uomo: è una realtà ben visibile in Irpinia, dove la vocazione vinicola del territorio ha trovato la giusta interpretazione da parte di viticultori e imprenditori che hanno voluto e saputo difenderla, adoperandosi perché i loro vini fossero innanzitutto espressione di cultura e tradizione.


È un lavoro molto importante, finalizzato ad incontrare le aspettative di coloro i quali, venendo a visitare l' Irpinia - conosciuta anche attraverso i vini - desiderano percorrere la sua storia e approfondire la conoscenza diretta delle sue caratteristiche. Ora, tutelare questo patrimonio vuol dire innanzi tutto valorizzare una terra che parla di eccellenze, in grado di competere con altre denominazioni italiane importanti e che ha saputo salvare dall'estinzione e rendere produttivi vitigni autoctoni tra i migliori del nostro Paese.

Vitigni come l'aglianico, il greco, il fiano, che fanno parte di un inestimabile patrimonio ampelografico, una vera ricchezza della Campania - dove dimorano anche altri vitigni diffusi in altrettante aree geografiche della regione - e che hanno trovato in queste terre il giusto habitat, fornendo le basi delle tre Denominazioni di Origine Controllata e Garantita. Non a caso gli unici vini insigniti dalla DOCG della Campania vengono prodotti in Irpinia. A tal proposito, va ricordato che il Taurasi è stato l'unico vino DOCG dell' Italia meridionale fino al 2003.



Accanto alla DOCG c'è la denominazione Irpinia DOC che corrisponde ad altre 19 tipologie di vini, e copre l'intera superficie della provincia di Avellino.

Volendo distinguere gli ambiti territoriali della produzione dei vini DOCG, si può dividere l'Irpinia in due grandi aree: la prima si sviluppa tra le colline attraversate dal fiume Calore, culla dell' aglianico, vitigno dal quale si ricava il Taurasi. La seconda area è la zona collinare bagnata dal fiume Sabato, dove si coltivano i vitigni a bacca bianca come il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo.

La caratteristica che rende straordinaria la viticultura in Irpinia è la ricca biodiversità che ha diverse cause: una per tutte la conformazione dei terreni di origine vulcanica - riscontrabile in vaste aree della Campania - che non ha permesso alla fillossera di attecchire, evitando così la sostituzione con varietà extraregionali o internazionali.

Le viti si coltivano ad altitudini che variano dai 300 agli 800 metri, su terreni sciolti in alcune zone e più compatti in altre, con presenza di argilla, calcare e sostanze minerali. Ma si evidenziano anche altre differenze che caratterizzano i territori, come i microclimi, i sistemi di allevamento, le esposizioni ecc...



Tra le varie denominazioni, le aree vinicole più estese sono quelle del Taurasi, prodotto in 17 comuni, e del il Fiano di Avellino prodotto in 26 comuni. A seguire quella del Greco di Tufo realizzato in 8 comuni.

Si producono milioni di bottiglie, in cui gioca un ruolo fondamentale la cura della terra e della vite, il lavoro e l'investimento ( in termini non solo economici ) di uomini e donne accomunati dalla stessa passione. Il ruolo del Consorzio dei Vini d' Irpinia è rendere sostenibile il sistema produttivo, ed evidenziare l'ampiezza di una tradizione millenaria che si è evoluta fino a diventare una colonna portante dell'economia del settore agroalimentare dell'Irpinia. Il radicamento delle tradizioni e culture locali, è un altro punto importante sul quale fare leva.

In un territorio antichissimo, identificato come la culla fertile della viticultura nazionale, autentico, ricco di paesaggi naturali, abitato da borghi medievali, la storia dell' umanità non può che camminare di pari passo con la produzione del vino. Taurasi, Greco e Fiano affascinano al sorso e lasciano presagire il grande patrimonio naturale e suggestivo di questo scorcio della Campania.
Ultima modifica ilLunedì, 23 Ottobre 2017 16:53

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