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Trinitapoli: la perla archeologica del Tavoliere

Reperti dal valore inestimabile. Il patrimonio agro-ambientale, culturale  ed enogastronomico come chiave di sviluppo.

«Quali sono i piatti della Puglia che conoscete? Zitti…! Fatemi indovinare: Orechiette alle cime di rapa. Qual è la prima zona  turistica della Puglia che vi viene in mente? Aspe’…Ve lo dico io: il Salento. Dai…, ci ho preso gusto, un’ultima domanda. Ditemi un’iniziativa culturale della Puglia che vi viene subito in mente. No, non ditemela. Ve la dico io: la notte della Taranta».  Sono le parole dell’acuto e irreverente Alessio Giannone, alias Pinuccio di Striscia la Notizia, scelto come “ambasciatore” della Puglia dagli organizzatori del press tour  “Trinitapoli. Il passato del futuro”. L’iniziativa di 3 giorni, riservata agli operatori della comunicazione, è stata ideata dal comune di Trinitapoli  (BAT) e supportata dai fondi europei per lo sviluppo regionale con l’intento di promuovere e valorizzare il territorio.

Trinitapoli – con le sue distese pianeggianti rinomate prevalentemente per la coltivazione di grano, carciofi, uva da tavola e da vino, ulivi e pomodori – custodisce un patrimonio archeologico dal valore inestimabile. Questa cittadina ci svela una Puglia diversa dai suddetti cliché provocatoriamente evocati da Pinuccio. Ci parla di una zona ricca di storia e di risorse ambientali tutte da scoprire, meritevole di essere raccontata sempre più spesso. La città è pronta per accogliere un turismo di qualità. Le strutture ricettive ci sono, dall’Hotel Airone –  curato, con un’ottima cucina e dove si respira aria di casa – ai numerosi B&B. Non mancano nemmeno i locali e ristorante gourmet, l’esempio più significativo è Corte Maria: ottimi piatti e prodotti del territorio, ambiente curato, moderno e accogliente, lista dei vini ben fornita; di grande effetto l’allestimento di un’intera parete espositiva con  i vini della cantina Casaltrinità. Se non bastasse, nelle vicinanze della cittadina c’è Margherita di Savoia con altre attrazioni; come l’imperdibile l’Osteria al Vicoletto, un concentrato di tipicità (il vero significato del km 0) e ovviamente le famose terme e le saline, che in realtà ricadono per buona parte nel territorio di Trinitapoli, sottolinea l’attivo sindaco Francesco Di Feo.

I gioielli di Trinitapoli sono il Museo civico archeologico e il Parco archeologico degli Ipogei (l’Ipogeo dei Bronzi e degli Avori, detti monumentali, sono quelli più importanti; in realtà se ne contano 15 complessivamente). Sono testimonianze preziose di un periodo remoto, 1800  a.C.,  Età del Bronzo in cui il “popolo degli ipogei” era dedito all’agricoltura, integrata dalla pastorizia e la caccia. Gli ipogei furono scavati per celebrare i vari rituali propiziatori che scandivano le stagioni, il tutto in simbiosi con i movimenti astrali. Questi santuari sotterranei furono adoperati per generazioni e dopo un periodo di abbandono alcuni furono riaperti come sepolcreti collettivi delle élites locali. In  ciascuno dei due ipogei sono state rinvenute numerose sepolture, tra adulti e bambini di entrambi i sessi, inumati in posizione fetale e accompagnati da ricchi corredi funebri. Gli ipogei hanno una struttura ben precisa che, conducendo nelle viscere della Terra, evoca il ritorno dell’uomo al grembo materno. Sono costituiti  da un dromos (una rampa a cielo aperto), a cui segue uno stretto corridoio sotterraneo detto stomion, che immette  nella camera con la volta a forma di cupola apicale, con un'apertura circolare sulla sommità. Era  il luogo deputato ai rituali.



L’unicità, ricchezza e maestosità di questo sito archeologico sono paragonabili a Stonehenge. “Quotidianamente ci sono rinvenimenti grazie ai fondi stanziati dal Mibact. È in fase di scavo la Via Sacra”. Lo dice con orgoglio l’appassionata e competente archeologa Mariangela Lo Zupone.  Parte dei reperti è in mostra al Museo civico archeologico, con un allestimento molto originale e innovativo. Le descrizioni sono affidate a pannelli retroilluminati in cui vengono riassunti, a fumetti, tutti i contenuti.  Eccellente e accattivante per le scolaresche, divertente per gli adulti.
Pochi chilometri a nord-ovest di Trinitapoli c’è Salapia Vetus, citata in varie fonti letterarie, ma la cui ubicazione, incerta, è stata alla fine individuata in contrada Torretta dei Monaci, grazie all'aerofotografia e agli scavi eseguiti a partire dal 1967. Dal punto di vista politico, Salapia come altri centri della Daunia, era organizzata come una città-Stato, in cui il potere era nelle mani di una ristretta oligarchia. Conferma di questa autonomia politica viene dalla coniazione di una propria moneta che riportava i nomi dei governanti del tempo. Durante la II Guerra Punica, Salapia ebbe al proprio interno due schieramenti, uno filoromano guidato da Blattio, e uno filocartaginese con a capo Dasio. Quest'ultimo prevalse in un primo tempo, tanto che Annibale soggiornò a lungo a Salapia. Qui ebbe una relazione con una donna del luogo, bollata come prostituta da Plinio, che definì la città: Oppidum Annibalis meretricio amore inclutum. Con un contributo consistente del Comune di Trinitapoli, oggi un po’ alla volta, il sito archeologici rivede la luce grazie a un progetto di ricerca e scavi archeologici condotto dall'Università di Foggia e dal Davidson College.

Il Parco Naturale di Trinitapoli è un altro presidio ambientale, costituisce la porta d’accesso alla Zona Umida delle Saline. Oltre al sale, questa vasta area (di 20 km di lunghezza e 5 di larghezza), vanta un ecosistema unico, punto di riferimento per le numerosissime specie di uccelli migratori. La presenza costante di una miriade di uccelli acquatici – fra cui gli splendidi fenicotteri rosa, facilmente avvistabili – rende questo luogo particolarmente apprezzato dai naturalisti e dai biologi. Nella valorizzazione e tutela di questo ecosistema gioca un ruolo importante il centro di educazione ambientale  Casa di Ramsar, guidato da Giuseppe Pavone. La struttura prende il nome dalla Convenzione di Ramsar, un atto firmato nell’omonima località iraniana, il 2 febbraio 1971 da un gruppo di Paesi, istituzioni scientifiche ed organizzazioni internazionali partecipanti alla Conferenza internazionale sulle zone umide  e gli uccelli acquatici. L’atto ha stabilito un quadro d’azione e di cooperazione internazionale per la conservazione e il cauto utilizzo di questi habitat. La Casa di Ramsar si trova a Contrada Castello, questa precisazione toponomastica si collega con la storia. In questi luoghi prodighi di fauna dimorava Federico II, conosciuto anche come “il grande imperatore naturalista” e noto amante della falconeria. Scrisse  il  De arte venandi cum avibus, il primo trattato relativo alla caccia praticata con l'ausilio di uccelli rapaci. Parlando di Federico II è doverosa la citazione a Castel Del Montel, l’imponente fortezza federiciana.

Castel del Monte, ubicato ad Andria,  possiede un valore universale eccezionale per la perfezione delle sue forme, l'armonia e la fusione di elementi culturali venuti dal Nord dell'Europa, dal mondo musulmano e dall'antichità classica. È un capolavoro unico dell'architettura medievale, che riflette l'umanesimo del suo fondatore: Federico II di Svevia. Il castello fu costruito nel 1240 direttamente su un banco roccioso, in molti punti affiorante, ed è universalmente noto per la sua forma ottagonale. Su ognuno degli otto spigoli si innestano otto torri della stessa forma nelle  cortine murarie di pietra calcarea locale. Ci sono sedici  sale, otto  per  ciascun  piano. Il cortile ottagonale è caratterizzato, come tutto l'edificio, dal contrasto cromatico derivante dall'utilizzo di breccia corallina, pietra calcarea e marmi. La sua collocazione, in cima ad una collina alta 540 metri sul livello del mare e ben visibile a distanza, faceva di Castel del Monte un elemento essenziale nel sistema di comunicazione all'interno della rete castellare voluta da Federico II.

Trinitapoli. Olio e Vino

Da.Vi.Ol
“Riservato a pochi”, questo è il nome dell’olio Extra Vergine d’Oliva prodotto da Bruno Damiano. È da sempre  sinonimo di qualità, frutto della ricerca e della sperimentazione. Si ottiene dalla spremitura a freddo, conseguita esclusivamente attraverso procedimenti meccanici. La sede di produzione è un frantoio del 1882 riconosciuto dalla Regione Puglia come “Museo storico dell’olio d’oliva e la Elaiotecnica”. Fa anche parte dell’itinerario delle “Strade dell’olio”.

Casaltrinità
È tra le realtà cooperative più importanti della Puglia: 52 anni dalla sua costituzione e 200 soci che coltivano 600 ettari  di vigneto, in prevalenza autoctono. L’origine di Casaltrinità ha un collegamento con la storia. La Croce Templare, simbolo del sovrano Ordine di Malta,  è il logo aziendale che campeggia sulle etichette. A testimonianza di un luogo che fu commenda dell’istituzione cavalleresca sotto le insegne di Venezia e da secoli particolarmente vocato alla  vitivinicoltura.



Il volume produttivo è ragguardevole e va di pari passo con la volontà di innalzare quotidianamente il livello qualitativo. Artefici di questa mission: il presidente Antonio Gargano, gli enologi Antonella Briglia e Pasquale Pastore, insieme a tutte le altre risorse umane di questa grande famiglia.
Tra i vini degustati segnaliamo una piacevole novità:  il “Brì”. Spumante metodo Martinotti, 6 mesi di affinamento sui lieviti, Trebbiano in purezza (e non si direbbe assaggiandolo). Colore giallo paglierino, profumi fragranti e fruttati, di frutta a polpa bianca croccante. Sorso grintoso, sapido, pieno e carezzevole. Perlage elegante. Un’ottima scelta idonea all’accompagnamento con piatti delicati e raffinati. Da assaggiare il “Padre”, 100% Nero di Troia. Bel colore rosso rubino, profumo giovane e vivace con accenni di  viola e spezie. Sorso equilibrato, bella tannicità e sapidità. Imperdibile è il “Dolium”, Nero di Troia affinato in terracotta, un'alternativa al legno. Sintesi di eleganza e armonia. Per chiudere in dolcezza, mai stucchevole, il Moscato di Trani “In nomine patris” dei fratelli Cristoforo e Pasquale Pastore.

Giannattasio
Realtà nuova del panorama Bio certificato. Prima vinificazione anno 2012. Cantina a Trinitapoli e vigna di 14 ettari a Cerignola. Vitigni autoctoni e produzione di 40.000 bottiglie.  Le proposte spaziano dal Bombino fermo a quello spumantizzato (Metodo classico 34 mesi sui lieviti), senza far mancare il Nero di Troia vinificato sia in rosso (solo acciaio) che in bianco; questa versione rosa cipria ha profumi fragranti, con sentori di melograno e ciliegia,  note erbacee di macchia mediterranea e un tocco speziato. Sorso sapido ed equilibrato.
Ultima modifica ilLunedì, 03 Luglio 2017 16:02

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