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Verdicchio dei Castelli di Jesi

Verdicchio dei Castelli di Jesi Verdicchio dei Castelli di Jesi Verdicchio dei Castelli di Jesi
Il nostro è un Paese adorabile e balordo, soprattutto contraddittorio. Per rimanere nei nostri ambiti di cibo e di vino, si pensi a una regione come le Marche - già il nome al plurale suggerisce interessanti riflessioni - una regione con 170 chilometri di coste piatte che innalza i due unici promontori dell’Adriatico - Monte San Bartolo e Conero - prima del Gargano.
Questa Terra comincia al nord con il Bianchello e si consegna all’Abruzzo con Passerina e Pecorino. In mezzo regala i Verdicchio di Jesi e di Matelica, il Falerio…Una Terra soprattutto di vini bianchi che, infatti, vanta due DOGC: Serrapetrona e Conero, ottimi, per carità, ma rossi!

Lavorando in Ancona in un settore vicino a quello dell’enogastronomia, ho avuto la possibilità, fin da quegli anni, di scoprire e seguire la grande evoluzione che ha visto un vino dall’immagine abbastanza scadente, pur assai conosciuto, raggiungere traguardi allora impensabili.

Il Verdicchio è un vitigno antico e autoctono: le solite leggende, diffuse ovunque da noi, riportano la storiella del re visigoto, Alarico, che nel 410, prima di assalire Roma, si fece una scorta di Verdicchio caricando una quarantina di muli! Ma che il grande Pietro Aretino parli bene di questo vino, già diffuso nel XVI secolo, è faccenda acclarata; e non si può parlare di vini marchigiani, senza almeno ricordare Andrea Bacci, di Porto Sant’Elpidio!

La DOC del Verdicchio dei Castelli di Jesi fu istituita l’11 agosto del 1968, il disciplinare è stato rivisto di recente e migliorato nell’indicazione del volume alcolico minimo (oggi 12°), nelle densità d’impianto e nelle rese minime (3.000 ceppi e non più di 90 ql. per Ha.).

La zona di produzione è localizzata per quasi il 90% nelle colline anconetane intorno a Jesi con una piccola area in provincia di Macerata. I dati recenti parlano di oltre 1.000 aziende, circa 2.500 Ha. vitati con una produzione potenziale di 385.000 ql. di uva (resa massima di 140 ql/ha ).

La Terra del Verdicchio di Jesi è caratterizzata da colline di altezza compresa fra i 100 e i 500 metri, con terreni limoso-argillosi, calcarei, poveri di sostanze organiche e dunque ricchi di potassio. Sono terre che sentono le brezze marine: i venti da nord-est d’inverno e lo scirocco d’estate, con temperature medie intorno ai 15° e una buona piovosità, abbastanza bene distribuita nel corso dell’anno.

Il vitigno del Verdicchio è vigoroso, germoglia non molto presto e presenta un bel grappolo conico, compatto, alato e di media grandezza.

Ovviamente, oggi si vinifica con particolare attenzione alla qualità che deve essere costante in tutte le varie fasi: raccolte selezionate, pigiature soffici, macerazioni controllate (con affinamento sulle fecce, quando l’opzione è quella della maggior struttura), controllo della malo-lattica, eventuale  uso intelligente di legni piccoli magari non di primo passaggio.

I vini che ho richiesto per questo articolo appartengono tutti alle tipologie “Classico Superiore” e “Classico Riserva”: per i quali il disciplinare prevede un invecchiamento minimo di 18 mesi (di cui almeno 6 in bottiglia).

E sono vini che si pongono al vertice della produzione, non soltanto italiana (inutile ricordare qui i risultati ottenuti, a livello mondiale, dal Balciana o dal passito Tordiruta).

Certo, di acqua sotto i ponti, dalla bottiglia etrusca disegnata dall’architetto milanese Malocchi nei Cinquanta, tanta ne è passata: oggi le tecnologie permettono un controllo e una pulizia maggiore sia in vigna sia, soprattutto, in cantina.

Ho bevuto (non amo il verbo “degustare”), scegliendole personalmente, 6 bottiglie di produttori diversi e annate comprese tra il 2006 e il 2008, alcuni di questi vini sono stati invecchiati in barrique, altri hanno visto soltanto acciaio. Quasi tutti sono stati vendemmiati tardivamente, alcuni con la presenza già di muffe nobili.
Sono tutti vini più che eccellenti (vedi schede).

Personalmente ho trovato sensazionali il Villa Bucci Classico Riserva 2007 e il Garofoli Classico Superiore Podium 2008: vini lunghi, con quella caratteristica mandorla amara che ti accarezza il palato e poi tutti i sentori di frutta bianca (ognuno può divertirsi a scoprire banane, ananas, mele, ecc.) e miele; buona acidità (mai alta in questi vini) e anche mineralità; alcol sempre sopra i 13,5% che non aggredisce il naso.
Vini grassi di gran corpo che possono accompagnare non soltanto roba di mare; vini che io amo bere anche solitari e solitario: quando il bere diventa un rito per soddisfare soltanto sé stessi, certi sé stessi molto esigenti ed esclusivi.

Di pochissimo inferiori il Vecchie Vigne 2007 Classico Superiore di Umani Ronchi, il Novali 2007 Classico Riserva di Moncaro (ottimo uso parziale della barrique) e il sorprendente San Sisto 2006 Classico Riserva di Fazi Battaglia (buona barrique anche qui).
E poi, poi c’è il Balciana di Sartarelli: qui i miei giudizi non sono da tenere in gran conto, perché per il Balciana io nutro amore vero e gli innamorati non sono mai gente affidabile.

Questo, del 2008, presenta un colore giallo oro (non il classico paglierino con riflessi verdognoli del Verdicchio), una esplosione di sentori che non mi sento di descrivere e in bocca ti dice, semplicemente: gustami piano, a lungo, non mi dare nessuna compagnia perché sono geloso ed esclusivo, bevimi come fossi una droga…

Il Balciana è qualcosa di straordinario: 15° per un vino che abbiamo soltanto noi, in Italia e che costa poco, come tutti i vini marchigiani. E qui mi piace di fare una proposta: alcune verticali per saggiare la tenuta di questi vini a fronte di invecchiamenti anche molto lunghi.

Mio dovere è quello di ringraziare Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela dei Vini.

Il Consorzio, costituto nel 1999, mi ha gentilmente fornito i vini  e il materiale di documentazione.

UMANI RONCHI
Vecchie Vigne 2007
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc
Classico Superiore
14 % vol
13.000 bottiglie da vigneti di 30/40 anni
Giallo dorato brillante dai vivaci riflessi verdognoli e la sontuosa grassezza, anticipano un ampio bouquet di ginestra, camomilla, albicocca matura, ananas e pesca con piacevoli sentori di menta selvatica, salvia e nocciola.
In bocca colpisce per la sua eleganza: asciutto e fresco con un'acidità che si bilancia perfettamente nella morbidezza dell'alcool.
Lungo finale sapido.

MONCARO
Vigna Novali 2007
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc
Classico Riserva
14 % Vol
30.000 bottiglie da vigneti di 30 anni
Pressatura soffice e breve macerazione a freddo delle bucce su parte delle uve con decantazione statica del mosto; fermentazione in parte in acciaio a temperatura controllata con lieviti selezionati, e in parte in barrique allier con successiva permanenza sulle fecce. Il vino affina per dieci mesi in cantina e per altri sedici in bottiglia in ambiente termocondizionato.
Colore giallo paglierino carico con riflessi verdi, volge al dorato con la maturazione; all'olfatto ha fragranze di frutta matura e fiori di campo con percettibile sentore di mandorle amare. Il gusto morbido e armonico ripropone delicate emanazioni fruttate.

FAZI BATTAGLIA
San Sisto 2006
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc
Classico Riserva
13,5 % Vol
15.000 bottiglie
La fermentazione avviene già in barriques di rovere francese, ben dosate tra primo, secondo e terzo passaggio, dove San Sisto resta a maturare per 10-12 mesi. Successivamente si ha almeno un altro anno di affinamento finale in bottiglia.
Colore giallo paglierino intenso con riflessi dorati. Profumo intenso, armonico, nel quale i sentori fruttati si fondono in modo armonico ed elegante con quelli di vaniglia e di burro di arachide caratteristici della permanenza in rovere. Sapore deciso, rotondo, pieno e persistente.


VILLA BUCCI
Riserva 2007
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc
Classico Riserva
13,5 % Vol
15.000 bottiglie in vigneti di 40 anni
Riserva millesimata prodotta solo in annate particolari. Affinamento: almeno un anno e mezzo in botti di rovere di Slavonia da 50 e 75 hl.; almeno un anno in bottiglia prima dell'inizio della vendita.
Il Villa Bucci è un bianco con caratteristiche da "rosso" e come i rossi deve essere trattato: a temperatura non troppo fredda, possibilmente con la bottiglia aperta almeno mezz'ora prima. Infatti il vino, affinato a lungo in botte e bottiglia, modifica la struttura dei profumi che da primari (uva e fiori) diventano secondari e terziari: spezie, erbe aromatiche, officinali, minerali, ecc. Come avviene per i vini rossi questi odori per aprirsi hanno bisogno di respirare, e il freddo li chiude.

GAROFOLI
Podium 2008
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc
Classico Superiore
14 % vol
50.000 bottiglie
15 mesi in serbatoi di acciaio inox a 10° C. e maturazione in bottiglia per 4 mesi in locale termocondizionato. Bassissima resa per ettaro di uve selezionate e leggermente surmaturate; - pressatura soffice delle uve intere; pulizia del mosto a freddo; fermentazione a bassa temperatura intenso.
Colore giallo oro con riflessi verdi. Profumo con sentori di frutta gialla matura si accompagnano eleganti sentori di agrumi uniti a note di miele che insieme danno grande complessità e persistenza. Al palato, sapido, caldo, elegante, con sapori di frutta gialla.

SARTARELLI
Balciana 2008
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc
Classico Superiore
15 % vol
15.000 bottiglie
Nelle annate sfavorevoli, come nel 1996, 2002 e 2005, non viene imbottigliato.
Dopo un prolungato affinamento in bottiglia il vino acquisisce delle sensazioni gustative di incomparabile finezza.
Colore giallo oro intenso. Profumi complessi di frutta bianca con note di mandorla amara e sentori di resina.
Al palato si presenta con una personalità che è unica.

VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI

Annate a cinque stelle, secondo Alberto Mazzoni

1990
1993
1995
1997
1997
2001
2004

Per il resto:

1998 molto buona ma non a questi livelli.
1999 ha avuto un periodo arido ma i vini hanno mostrato contrasti in evoluzione.
2000 troppo calda, 2002 e 2005 troppo fresche, 2003 manco se ne parla, 2007 molto pronta ma non  penso terrà, 2008 più equilibrata, tra le buone ma non penso che sarà ai livelli massimi.
Per la 2009 io nutro buone prospettive ma è troppo presto, aspetterei ad assaggiare le riserve ed i superiori importanti.

Ultima modifica ilMartedì, 28 Giugno 2011 12:39

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