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Liliana Savioli è andata a vendemmiare il Cipro

Di solito nei fine settimana di settembre, da molti anni, è per me consuetudine andare a veleggiare, regatine non impegnative ma barca a vela a gogo. Invece quest’anno, per una ragione o per l’altra di barca a vela neanche l’ombra ma... tante piccole vendemmie hanno occupato le mie giornate. Oggi quella che mi ha divertito di più.
 
Dove? Nella valle di Dragonja vicinissima a  Sicciole, un piccolo paese noto per le sue saline. Ovviamente vicinissimo al mare, giusto giusto al confine tra la Slovenia e la Croazia. Una piccola valle con terreni marnosi bianchissimi che oggi, vista la mancanza di pioggia da ormai tre mesi, sembravano brillare.

Di chi? I terreni oggetti della festa della vendemmia sono di proprietà Kmetija Mahnič gestita da Ingrid Mahnič e da tutta la sua famiglia. Ingrid oltre a condurre l’azienda è l’attivissima presidente dell’Associazione Viticoltori dell’Istria Slovena nonché Donna del Vino, nonché enologo, nonché sommelier, nonché... donna simpaticissima e instancabile organizzatrice di eventi.

Che cosa? Se si parla di vendemmia, è chiaro che sono andata a vendemmiare un’uva. Ma qui sta il divertimento. Sono andata a vendemmiare il Cipro un antichissimo e misconosciuto vitigno autoctono dell’Istria Slovena. Non si hanno notizie certe sulla sua origine ma probabilmente arriva proprio da Cipro.



Dicono faccia parte della famiglia dei moscati  infatti in Istria viene chiamato anche Rdeci muskat, Muskat crveni, Muskat ruza.

Insomma Moscato Rosa Il Cipro ha una crescita rigogliosa ma è poco produttivo. I suo grappoli sono alati, i chicchi sono di un color difficile da descrivere. Avete presente il pinot nero. Ecco circa quel colore leggermente più intenso. La buccia e finissima, sembra seta. Il succo è dolce ma anche acidulo.

Per farne che? Che domanda, per farne un vino direte voi. E io invece dico per fare diverse tipologie di vino. E si. Il Cipro è un uva versatile. Si presta ad essere vinificata in rosè e in rosso ma anche lasciata appassire sulla pianta per ricavarne un passito. Il vino poi può essere anche spumantizzato con gradevole successo.



Adesso che abbiamo qualche nozione sul Cipro vi racconto che in circa 40 tra giornalisti Sloveni, Croati, Austriaci e una unica italiana, cioè io, abbiamo vendemmiato 1200 piante di Cipro in circa 4.000 mq. di terra in pochissimo tempo. Era una festa non un lavoro. Coinvolgente farsi portare in vigna, in processione, guidati dalla musica di una fisarmonica dopo aver fatto marenda (merenda). Ancora più divertente pranzare tutti assieme nell’agriturismo della Famiglia Mahnič.

Ma la festa è esplosa quando Ingrid ha comunicato che il suo Cipro Likor 2011 ha vinto la competizione “Moscato della dolce Istria”.



Io lo sapevo già  avendo fatto parte del panel, assieme ad altri 4 enologi. Ovviamente ho saputo che aveva vinto il suo vino solo a cose fatte, avendo degustato come sempre alla cieca. E’ il vino del cuore per Ingrid. Viene prodotto solo in annate speciali, e questa forse lo sarà, effettuando una vendemmia tardiva fino ai primi di novembre. I grappoli, oramai appassiti, vengono pressati in maniera soffice per più giorni onde ricavare il dolce nettare. Poi se ne va in botte per almeno 3 anni.

Eccolo

Color castagna, lentissimo. Naso complesso che va dal miele di castagno alla buccia d’arancia, dal balsamico al salmastro. Poi tutto un rincorrersi di more, fichi secchi, cioccolato bianco, resina, marron glace. La bocca è piena, lui è avvolgente, dolcissimo senza essere stucchevole, quasi fresco con leggerissimi tannini. E poi è sapido e lungo. Di una lunghezza interminabile.

Ma cosa si riesce a produrre da un piccolo vitigno sconosciuto!
Ultima modifica ilGiovedì, 22 Settembre 2016 12:55
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