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Montescudaio: anima etrusca e leadership rosa

Il prestigioso circuito de I borghi più belli d'Italia annovera Montescudaio tra le cittadine più  affascinanti del pisano.  Ubicata in posizione panoramica  e collinare nella Val di Cecina dista una decina di chilometri dal litorale tirrenico. Ha origine etrusca e il nome, che significa “Monte degli scudi”, è un riferimento esplicito al ruolo di borgo fortificato strategico che svolse fino al Medioevo.


 
Il territorio da sempre è vocato alla vitivinicoltura, come dimostra un famoso e importante reperto  archeologico di cui daremo conto nei paragrafi successivi. Nel 1976 è stata istituita la Montescudaio Doc (Denominazione di Origine Controllata), attualmente estesa ai Comuni di Casale Marittimo, Castellina Marittima, Guardistallo, Montecatini Val di Cecina, Riparbella e Santa Luce. Questa Doc prevede  3 tipologie di vino – rosso, bianco e Riserva – ottenuti da  Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Sangiovese, Chardonnay, Sauvignon e Vermentino. Per la denominazione  Montescudaio Rosso è obbligatorio l’impiego di almeno il 50% del vitigno autoctono: il Sangiovese.

La guida del Consorzio Vini Montescudaio Doc è al femminile, nelle mani di Luisa Silvestrini dell’azienda Colline di Sopra. Le altre realtà agrarie consorziate sono Fattoria Santa Maria, Fattoria Sorbaiano, Fontemorsi, Marchesi Ginori Lisci, Pagani Di Marchi, Pakravan Papi, Tenuta La Macchia e Podere Morazzano.

I festeggiamenti per il quarantennale sono iniziati a maggio, con seminari e degustazioni, e idealmente si concluderanno la prima settimana di ottobre con la Festa del vino, nata nel 1967.  
Da questo territorio, prodigo di vino e prelibatezze gastronomiche, bisognerebbe copiare l’egemonia al femminile. È una donna la prima  sindaca nella storia di Montescudaio: Simona Fedeli.



Agli esordi nel suo ruolo istituzionale ha dovuto farsi largo per arginare i luoghi comuni sulle donne al potere. Oggi  è concentrata a favorire il coinvolgimento dei cittadini nella vita civica. Da cui la scelta di mettere in campo “La Carta dei beni comuni”, che darà modo ai residenti di prendersi cura in prima persona di alcuni progetti utili alla comunità.  “L’aggregazione dal basso dà un vero senso alla volontà di fare sistema. Rivalutare gli spazi urbani, incentivare la raccolta differenziata e l’isola ecologica sono tra le priorità”, sostiene la sindaca.
Non è facile come impegno, anche perché l’Amministrazione opera in sinergia con altri 4 Comuni – Guardistaldo, Riparbella, Casale Marittimo e Castellina Marittima – insieme ai quali gestisce i finanziamenti per i piani intercomunali da destinare a territori che possono avere problematiche e obiettivi diversi. Ad esempio, Montescudaio inizierà a puntare in modo significativo sul marketing territoriale per rendere ancora più noto e appetibili il piccolo borgo. Si iniziano a gettare le basi per la realizzazione di una forma di recettività innovativa: l’albergo diffuso. Modalità di accoglienza che rende ancora più gratificante l’esperienza del soggiorno per gli ospiti e per gli abitanti.

Montescudaio è destinata ad affermare il suo status di meta imperdibile. Per il paesaggio, le tradizioni, le sue genti, per il vino e per il  pane. Infatti, è rinomata l'arte della panificazione montescudaina (con lievito madre e cottura in forno a legna). Il borgo sa farsi notare anche per via delle molteplici iniziative che vengono organizzate. Eventi non solo enogastronomici, ma anche  culturali. N’è un esempio la mostra intitolata “Il banchetto degli etruschi. Un percorso intorno al cinerario di Montescudaio”, visitabile fino al 30 di settembre presso la Torre civica.



Il pezzo forte dell'allestimento è l’urna cineraria. Un manufatto del VII secolo a.c. rinvenuto proprio a Montescudaio. Ripropone l’iconografia del banchetto funebre etrusco in cui è raffigurato un  cratere, lo speciale vaso utilizzato all'epoca per mescolare il vino con l’acqua. Questa esposizione testimonia, qualora ci fossero ancora dei dubbi, l’importante ruolo della cittadina nella storia e la sua vocazione vitivinicola.

Ultima modifica ilMercoledì, 07 Settembre 2016 07:19

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