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Di Verdicchio e altre storie

Nell’elegante cornice di Villa Parco della Vittoria a Roma, si è concluso l’evento dedicato agli amanti di un grande vino bianco italiano: Il Verdicchio. Un assaggio di estate romana firmato Cucina & Vini.

Tutte le anime del Verdicchio, le sue diverse espressioni e i suoi abbinamenti ai prodotti più tipici del territorio. Una serata romana, organizzata dalla redazione di Cucina & Vini, tutta dedicata al grande e storico vino bianco, “infinito” capolavoro delle Marche e dell’Italia intera, ricco di sfumature e personalità, sorprendente nella sua innata versatilità.

Un evento realizzato in collaborazione con l’IMT, Istituto Marchigiano di Tutela Vini e che ha visto il coinvolgimento di oltre 25 aziende e più di 70 etichette diverse di Verdicchio, nelle sue due tipologie di Jesi e di Matelica. Terre così preziose che non potevano che avere un eccellente ambasciatore, altrettanto nobile e antico, noto già da secoli e che si diffuse al punto da diventare l’icona, il simbolo di una sintesi perfetta di tutti quegli elementi che contraddistinguono il territorio.

Un vino legato alla sua storia e alla sua terra, celebrato a Roma nell’elegante cornice di Villa Parco della Vittoria, tra operatori del settore e della comunicazione e, soprattutto, un folto pubblico a darsi appuntamento per la degustazione della nuova annata e per confrontarsi col mondo della tipologia Riserva, élite della produzione italiana in bianco. Negli anni ’50 il Verdicchio si presentò al resto del mondo, vestito di tutto punto nella famosa bottiglia dalla caratteristica forma ad anfora, sinuosa come le strade di queste terre. Da allora, un successo dopo l’altro fino ad arrivare all’incoronazione a miglior vino bianco del mondo nel 2011.

Il segreto è presto detto: la particolare finezza aromatica floreale e minerale, il tipico finale ammandorlato e il colore verde oro dei suoi grappoli, provengono dalle caratteristiche uniche di queste terre, rare da trovarsi altrove. Se a questo si aggiunge l’influsso benefico delle brezze marine dell’Adriatico e le particolari condizioni climatiche, si intuiscono i motivi dell’importanza di un vitigno che non trova altro ambiente ideale se non qui. Ne è stata prova la partecipazione all’evento romano di Cucina & Vini di grandi aziende e di grandi produzioni come Villa Bucci e il suo Verdicchio di Castelli di Jesi Riserva 2013, dai sentori nocciolati e speziati, una cuvée proveniente solo da vecchie vigne e prodotta solo nelle annate favorevoli.

O la giovanissima ed interessantissima azienda Col di Corte di Montecarotto, in piena Doc dei Castelli di Jesi, forte della sua produzione biologica e delle piacevoli note agrumate e floreali del Classico Superiore Vigneto di Tobia. O ancora la classicità e l’eleganza del Verdicchio di Matelica delle Cantine Belisario e la loro espressione di Verdicchio dell’Alta Valle Esina nello storico Vigneti del Cerro 2015: un verdicchio di montagna, dalla lunga persistenza, rinnovato nella veste ma non nella sua inconfondibile morbidezza e sapidità.

E se ciò non bastasse, non sono mancati gli abbinamenti con la cucina più tipica marchigiana, dal celebre fritto ascolano di olive e cremini al tipico salame lardellato, presente attraverso il Consorzio di Tutela del Salame di Fabriano. Grandi bianchi italiani, note aziende di un territorio affascinante quanto ricco di tradizioni e di storia.

Da assaggiare e soprattutto, da visitare. Cucina & Vini ci ha abituato ai suoi precisi appuntamenti di straordinaria partecipazione e organizzazione: e ora, non ci resta che aspettare il loro prossimo grande evento con il mondo del vino, la quinta edizione di Bererosa, a Palazzo Brancaccio, il prossimo 5 luglio, per brindare in rosa in questa estate 2016.

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