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Luca Maroni e i migliori vini Laziali: viaggio alla scoperta di un territorio

Le Mura del Valadier di Frascati hanno fatto da cornice all’evento di Luca Maroni: “I migliori vini d’Italia”, ospitato in queste vecchie cantine, trasformate oggi in centro congressi e luogo di cittadinanza attiva.

Il gala, magistralmente condotto da Luca Maroni, non si è concentrato solamente sui vini da lui premiati nella guida, ma ha dato ampio spazio ai soggetti coinvolti nello sviluppo del territorio laziale e dei suoi prodotti.

Maroni inaugura la serata con un monologo sulle potenzialità di questa terra che ormai ha raggiunto evidenti livelli qualitativi nella produzione vinicola e che vede sempre più spesso riconosciuti gli sforzi anche in premiazioni oltre confine.

Non a caso gli ospiti importanti sono stati molti, a cominciare dal Sindaco di Frascati Alessandro Spalletta e dall’assessore alla cultura Francesca Neroni, che hanno rappresentato le autorità politiche.
Entrambi hanno posto l’accento sul legame indissolubile che unisce Frascati - e più ampiamente il Lazio - alla viticultura e di come i comuni e la Regione debbano lavorare sinergicamente al fine di promuovere il territorio, non solamente all’estero ma ancora di più su Roma, spesso schiva nei confronti di questa realtà così vicina e così buona.

Ed è proprio su Roma che Maroni insiste: “E’ l’unica capitale al Mondo che produce vino, in linea d’aria i Castelli Romani distano solamente 20 Km dal centro città, non esiste niente di simile in tutto il pianeta, abbiamo un primato unico e nessuno, ripeto, nessuno lo dichiara”.

A coadiuvare il lavoro istituzionale sono il GAL, diretto da Damiano Pucci e la Comunità Montana, rappresentata da Gianluigi Peduto, associazioni che negli ultimi anni stanno svolgendo intensa attività propagandistica delle produzioni locali, cercando uno stile e una modernità che coinvolga più cittadini possibili, associando l’enogastronomia all’arte e alla musica.

La parola passa poi a Mauro de Angelis, presidente del Consorzio per la tutela della denominazione dei vini Frascati DOC e DOCG, il quale è pienamente cosciente dei progressi fatti nell’ultimo decennio da tutti i produttori e li incita a tirare fuori l’orgoglio, per liberarsi di quel timore che spesso hanno nel chiedere il giusto prezzo, scrollandosi di dosso quell’etichetta, ottusa, che vede nel Frascati un vino economico e di poco valore.

La Kermesse segue poi con la premiazione dei sei migliori vini Laziali citati nella guida.
Il premio “migliori spumanti” spetta - in ordine - a Virbio 1929 - Cantine Silvestri e al Brut di Casale Mattia.

I migliori bianchi sono il Sauvignon Blanc Sesto21 2014 di Casata Mergè e il Donnaluce 2014 di Poggio alle Volpi.

Un rosato invece svetta tra tutti, l’Albiola 2014 di Casale del Giglio, mentre a rappresentare il Lazio dei vini rossi ci sono il Petit Verdot 2014 Ducato Grazioli e il Montiano 2013 di Falesco.

Per finire allo Stillato 2013 - Pallavicini e al Cannellino 2014 - Antiche terre Tuscolane spetta il premio di migliori vini dolci Laziali.

Alla fine della premiazione la serata ha avuto seguito nelle sale di degustazione dove, oltre ai vini, sono stati proposti prodotti gastronomici della tradizione locale.
Ultima modifica ilDomenica, 22 Novembre 2015 11:21
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