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Perché bisogna andare ai saloni sui “vini naturali”?

Perché bisogna andare ai saloni sui “vini naturali”? Perché bisogna andare ai saloni sui “vini naturali”? Perché bisogna andare ai saloni sui “vini naturali”?
Non voglio cominciare il mio articolo sui vini artigianali  con le definizioni che vadano a spiegare cosa si intende per “naturale” o “biologico” o “biodinamico”.
Troppe volte si è cercato di farlo e sono cominciate aggressioni e suddivisioni di ogni sorta! Il problema è appunto dover per forza inserire un produttore nelle varie categorie, altrimenti sembra quasi che non lo si possa capire fino in fondo. Ma è davvero così?

Comunque non per questo dobbiamo smettere di parlarne perché questa fettina di mercato artigianale che riguarda i vini senza aggiunte, da tempo è tenuta d’occhio dalle grosse realtà industriali e perfidi piani sono già in atto.

Il consumatore è la vittima da confondere e si devono anche ringraziare tutti quelli che si sono scornati per arrivare alle definizioni esatte… si è perso tempo,ma chi produce in maniera artigianale e senza aggiunte è ancora avanti secondo me e lo si può notare, non si deve mai smettere di cercare… assaggiando.
Assaggio dopo assaggio il palato cerca con sempre maggiore esigenza quei vini lì, quelli che non ti rimangono sullo stomaco, quelli che non ti danno alla testa, quei vini che ti fanno star bene, che ti fanno comprendere come si potessero un tempo bere 170 litri in un anno a persona!

Più facile per la ristorazione? Sì, forse… se mangiamo male ci incazziamo, se qualcosa ci emoziona era davvero naturale, cucinare bene non basta, la materia prima di alto livello quella siamo in molti bravi a riconoscerla… ma fidatevi anche per i vini è così. Più bevi i vini senza aggiunte e più diventi bravo a rifiutare quelli falsi, per cui tutti a studiare nei saloni di vini “naturali”, prima di perdere la capacità di riconoscere quello falso.

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Ultima modifica ilMartedì, 01 Marzo 2011 21:16

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