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"Dogliani Translate" come tradurre un vino

Fino agli anni ’80 su tutte le tavole piemontesi il vino da pasto per eccellenza era il Dolcetto. Poi vicissitudini varie, il successo del Nebbiolo, i gusti che cambiano, lo scandalo metanolo, hanno ridimensionato notevolmente le quote di mercato del vitigno e di conseguenza dei suoi vini.

Il Dolcetto che spazia da Alba a Diano, da Ovada al Monregalese. Il sud Piemonte aveva un vino che veniva esportato in tutto il nord ovest d’Italia, che aveva diverse declinazioni e che faceva la fortuna di tantissimi produttori.

Oggi, dicevamo, le cose sono notevolmente cambiate. In molte zone della Langa chi può espianta Dolcetto per mettere altri vitigni, bianchi o rossi poco importa. Per sopperire a ciò vengono fatti numerosi interventi, anche di marketing, per dare nuova vita al suo mercato, sempre in difficoltà!

 Ë da questa esigenza che nel 2011 viene riconosciuta una nuova Docg denominata semplicemente “Dogliani” prodotta in provincia di Cuneo in ben 21 comuni, dove la Città del Presidente Einaudi ne è la portavoce.

Il Dogliani prova anche a scardinare vecchi pregiudizi, molti basati sul “vecchio” nome, dove Dolcetto all’estero significava per forza di cose “vino dolce” e quindi con scarso mercato.

Per portare nuova linfa Federica Mariani, esperta in comunicazione, insieme a 7 produttori, Anna Maria Abbona, San Fereolo, Chionetti, Marziano Abbona, Pecchenino, Poderi Luigi Einaudi e Cantina Clavesana, hanno dato vita a “Dogliani Translate” il cui principale intento è quello di far conoscere questo vino soprattutto all’estero.

Una delle grandi doti del Dogliani è la versatilità che fa si che si sposi oltre che con la cucina tradizionale piemontese anche con piatti di altri territori dal Giappone alla Cina, dal Brasile alla Thailandia.

Per lanciare “Dogliani Translate” Federica Mariani ha deciso di creare un apposito cookingshow con Marta Pulini e l'"Enocentrico" Ivano Antonini, chiaramente due personaggi che non hanno certo bisogno di presentazioni. Una platea di circa 100 persone tra esperti, bloggers e giornalisti da ogni parte del mondo hanno potuto capire il nuovo spirito del Dogliani.

Il Dogliani Docg si trova ad essere confinante con un territorio dove nasce uno dei più grandi vini al mondo, il Barolo, e questo forse catalizza molta dell’attenzione mediatica internazionale. Ma è anche vero che oggi, soprattutto all’estero, si sente il bisogno di novità e di nuove “scoperte” ed è quindi forse giunta l’ora di riscoprire il Dogliani Docg.

Ogni produttore incarna una propria interpretazione del Dolcetto che dà vita ad un Dogliani Docg particolare che riflette la storia, la professionalità ed il gusto del produttore. Qui c’è ancora libertà d’interpretazione e di sperimentazione...

La "traduzione" poi la fa il produttore che interpreta un vino e il suo territorio per portarlo all’estero e farlo conoscere a chi ha ancora il piacere di scoprire e di farsi stupire.

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