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La Valtellina: l'eroismo diventa vino

La Valtellina è davvero suggestiva, percorrendo la strada statale che serpeggia al centro di questa valle viene naturale fermarsi a contemplare un paesaggio molto suggestivo.

La viticoltura qui ha modificato in maniera unica il territorio, i terrazzamenti formati dai muretti a secco (che si estendono per circa 2500 Km) sono il simbolo di una viticoltura eroica, e rendono il panorama superbo.

La Valtellina è terra di vino, fin dall’epoca romana infatti si hanno tracce della coltivazione dell’uva che serviva nei secoli alle popolazioni locali come merce di scambio.
In tempi passati la superficie vitata era maggiore, nel tempo, a causa dell’epidemia della fillossera e delle guerre la viticoltura è stata per la maggior parte abbandonata, causando una notevole diminuzione degli ettari vitati.

Di recente però, grazie anche ad uno sviluppo qualitativo dei vini valtellinesi, le nuove generazioni si stanno riavvicinando a queste pratiche tanto antiche quanto faticose.
Si parla di viticoltura eroica poiché è su questi ripidi pendii, dove solo l’impatto dell’uomo ed il suo sudore possono garantire questa continuità, che tutt’oggi si mostrano audaci e orgogliose le viti.

In Valtellina i vitigni coltivati sono principalmente a bacca rossa come la Rossola, la Pignola e il Fortana, primo su tutti però è il Nebbiolo, qui conosciuto come Chiavennasca.
Grazie alle forti escursioni termiche e alla posizione geografica della valle che permette, nella maggior parte dei casi, un’esposizione a Sud i vigenti ricevono tanta luce, permettendo al Chiavennasca di maturare nei suoi tempi con eleganza e raffinatezza.

I vini valtellinesi nascono dalla caparbietà dell’uomo che da secoli porta avanti una delle viticolture di montagna più spettacolari, qui sono presenti tre denominazioni: Sforzato di Valtellina DOCG, Valtellina Superiore DOCG ed in infine il Rosso di Valtellina DOC.

Lo Sforzato (o Sfursat) è un vino rosso secco (DOCG dal 2003) che prevede, dopo la vendemmia, un appassimento delle uve su graticci di legno che ne concentra gli zuccheri. Segue una fermentazione che porterà ad un’elevata concentrazione alcolica ed infine un lungo affinamento in legno (20 mesi almeno).
Sicuramente il vino più rappresentativo e prestigioso di questa regione, lo Sfursat, è caratterizzato da una grande alcolicità spalleggiata da un aroma ricco di frutta rossa appassita che addolcisce l’irruenza tannica del Nebbiolo: è un vino di estrema raffinatezza e potenza.

La DOCG Valtellina Superiore fa riferimento ai vigneti dell’area compresa tra Berbenno e Tirano, con una produzione massima di 80 q/Ha, un periodo minimo di affinamento di 24 mesi, di cui almeno 12 in botti di rovere (in particolari annate, con 36 mesi di invecchiamento, è consentita la qualifica “Riserva”)
Il Valtellina Superiore DOCG può avere anche le denominazioni di 5 sottozone di produzione: Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella.

La DOC Valtellina invece prevede una resa massima di 100 q/Ha, con 7 mesi di affinamento e grado alcolico minimo dell’11%.
Transitando lungo la statale, poco dopo Sondrio, non si può non notare una splendida tenuta, oggi appartenente alla famiglia Triacca, risalente al 1500: siamo al cospetto della tenuta “La Gatta”, un antico convento Domenicano, passato poi successivamente in mano a diverse famiglie nobili, fino ad essere acquistato e ristrutturato nel 1969 dalla famiglia Triacca.
Non solo ottimi vini, ma soprattutto tanta storia ed una meravigliosa location per godersi appieno questo magnifico paesaggio.

Seguendo la strada si giunge a San Giacomo, dove l’azienda di Sandro Fay negli anni si è fatta valere per la qualità dei suoi vini. Ad oggi questa realtà conta 4 ettari di vigne, per la maggior parte coltivate a Nebbiolo, situate ad un altitudine tra i 350 e i 900 metri s.l.m. su terreni sabbiosi o limosi, derivanti da formazioni granitiche sfaldate, ottimi per la produzione di vini di pregio.

Proseguendo sulla strada si giunge a Tirano che fu, fin dall’antichità, uno dei centri economici e culturali più importanti della Valtellina, un’antica cittadina che conserva ancora oggi i retaggi dello splendore vissuto nel 1500. Qui si trova il palazzo Salis, un antico edificio con annessa una cantina di vinificazione e la barricaia, che ad oggi grazie al restauro sono tornate a risplendere mantenendo la struttura originale.
Attraversando un vecchio portone di legno, sul lato sinistro dello scalone d’onore, scendendo le scale si accede alla tiniera contenente i tini da fermentazione. Proseguendo ancora , si giunge nelle cantine padronali dove sono riposte le grandi botti di legno utilizzate per l’affinamento.
Un patrimonio inestimabile che spesso viene messo in ombra da realtà più grandi e famose; non dimentichiamoci infatti che i vini più prestigiosi della Lombardia provengono da questa zona, la Valtellina infatti sorprende per magnificenza, storia e qualità, va solo scoperta…

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