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Nascetta di Novello: il bianco nelle Langhe

Otto produttori di Nascetta in Novello. Fuori dai confini comunali ne contiamo poco più di dieci. Il più lontano ad oggi si trova a Santo Stefano Belbo, dove il padrone assoluto in queste zone è il Moscato.

Due i produttori “Principi” che in circa 20 anni sono riusciti a dar nuova vita alla Nascetta con l’obiettivo tra altri 10 anni di poter ottenere una Docg.

Prima la Cantina Elvio Cogno e poi la Cantina Le Strette che a metà degli anni ‘90 hanno speso tempo e denaro per salvare questo vitigno a bacca bianca che era destinato sicuramente all’estinzione. E’ stato un percorso lungo e complicato, il vitigno in quegli anni non era nemmeno registrato ed è per questo motivo che i viticoltori si trovarono in condizioni precarie, vinificando illegalmente un’ uva che sulla carta non esisteva nemmeno. Di Nascetta si parlava già alla Fiera internazionale di Torino del 1874, veniva quotata metà prezzo del Barolo, insomma un vino d’élite e raffinato già all’epoca.

Sarebbe stato davvero un peccato rinunciarvi; la storia della Nascetta in qualche modo è davvero incredibile perché si èlavorato in un territorio che di certo non ha bisogno di altri vini per uscire sul mercato, il Barolo basta e avanza per far lavorare una qualsiasi cantina, quindi in questo recupero oltre alla ricerca di nuovi mercati, ha preso il sopravvento la passione e l’amore per il proprio paese, Novello.

Oggi il Langhe Doc Nascetta è sicuramente fra i bianchi con più possibilità di crescita sotto molti punti di vista.

I primi produttori hanno cominciato le vinificazioni nel ‘94 un pò alla cieca, leggendo testi ottocenteschi e non molto altro, avevano qualche confronto con gli anziani di Novello che però vinificavano dolce, oppure proprio sfruttando i profumi, la Nascetta la usavano per assemblare altri vini. Oggi si sta puntando alla qualità.

Sono arrivati ottimi risultati ma gli stessi produttori ci dicono che lo studio e le sperimentazioni non sono ancora finite e che le potenzialità per migliorare ci sono ancora, tutto questo non fa altro che aumentare gli entusiasmi. Oggi, addirittura, qualche produttore sta provando anche il Metodo Classico con Nascetta in purezza. Non è previsto dal disciplinare quindi non aspettiamoci in etichetta Spumante Nascetta ma questo vuol dire che c’è tanta voglia di provare nuove strade.

La crescita di volumi (bottiglie e superficie vitata), sempre più produttori, novellesi e non, fanno impianti e di conseguenza aumentano il numero di bottiglie, fermo restando che la Nascetta non potrà e non dovrà mai essere un vino dalle grandi cifre produttive, per preservare pianta e territorio da un eccessivo sfruttamento che ne minerebbe l’ “elitari età”.

Anche la popolarità non è da meno, apprezzata ormai ovunque, sia da esperti che dagli appassionati, riesce ad avere una doppia anima, un vino bianco di pronta beva o addirittura da invecchiamento, cercando (con tempo, pazienza e tanta professionalità) di arrivare ai livelli dei Riesling.

La Langa terra da vini da invecchiamento, ha fatto la fortuna del Barolo e del Barbaresco e la stessa cosa, sono sicuro, accadrà con la Nascetta grazie proprio a questa sua anima che arriva direttamente dalle nostre terre.

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