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Cesanese: vitigno nobile Laziale

Il Cesanese è il vitigno a bacca rossa autoctono del Lazio e, non a caso, due sono i Comuni che ne rivendicano la paternità: Affile e Piglio.

Leggenda vuole che i due paesi si accusino l'un l'altro di essersi sottratti la barbatella originaria e che poi questa avesse trovato maggior diffusione nella terra altrui.

Tale aneddoto rende esplicita l'importanza di questo vitigno, capace di dare un vino rosso delicato, dai sentori floreali di viola e rose, ciliegia e note speziate.

Sono tre le DOC che interessano il Cesanese: Piglio, Affile e Olevano Romano.

I tre paesi sono molto vicini l’un l’altro e si ripartiscono tra le provincie di Roma e Frosinone.

Ci troviamo ad est dei Castelli Romani, dove ha inizio la Valle Latina, situata tra i monti Simbruini e gli altipiani di Arcinazzo.

Tale vitigno ha avuto sempre fama per essere meritevole, ma la fatica che richiede in vigna ha fatto si che in passato venisse messo in disparte.

Oggi invece, grazie alla caparbietà di alcuni produttori, possiamo godere di un grande vino rosso in grado di reggere primi piatti della tradizione romana a base di sugo (cannelloni, amatriciana) o alimenti dal sapore intenso come il pecorino romano DOP e l'Abbacchio romano IGP.

Il cesanese di Olevano Romano

Olevano Romano si trova in zona collinare ai piedi dei Monti Simbruini e nella Valle del Sacco. Qui i suoli sono di carattere composito (vulcaniti, marne argillose e calcaree).

Terreno non molto generoso che scarseggia di elementi nutritivi, concentrando la produzione sulla qualità e non sullo sfruttamento intensivo. Anche il clima è favorevole per una buona viticoltura con escursioni termiche giornaliere e scarse precipitazioni nel periodo finale di maturazione delle uve.

Qui  troviamo Damiano Ciolli con i suoi vini ‘Cirsium’ e ‘Silene’, l’azienda Agricola Migrante con il suo ‘Sigillum’ e Alberto Giacobbe con ‘Lepanto’. Tutti vini capaci di passare da semplici sentori floreali e fruttati a ventagli aromatici più complessi aggiungendo note di spezie e humus.

Il Cesanese di Affile

‘pene severissime a chiunque avesse avuto l’ardire di recare danno alle vigne, sia per mano d’uomo che per tramite di bestiami…’ : così recita lo statuto comunale di Affile già nel 1700.
La viticoltura per questa zona è sempre stata di vitale importanza.

I vigneti trovano locazione sulle pendici dei monti Affilani, dove il suolo è noto per le sue Terre Rosse caratteristiche per il colore dovuto alla grande presenza di ossido di ferro.
Anche qui la scarsa concentrazione di elementi nutritivi non favorisce una produzione intensiva.

Vi consigliamo di assaggiare il ‘Capozzano Riserva’ e ‘Cisinianum’ di Formiconi, oppure i Cesanese ‘Gaiano' e ‘Le Cese' di Colline di Affile, comunità composta da oltre 60 soci che nel 2003 si unì per non lasciare al degrado alcune vigne del territorio.

Il Cesanese del Piglio

Qui ci troviamo sulle pendici dei monti Ernici e nell’alta Valle del Sacco. La vicinanza con Affile fa si che anche qui si trovino le Terre Rosse.
I vigneti sono compresi tra i 220 e i 980 m.s.l. Abbondanti le piogge durante l’anno che però scarseggiano nei periodi cruciali, consentendo così una buona maturazione delle uve.

Tra i produttori che meritano di essere menzionati troviamo: Casale della Ioria con ‘Tenuta della Ioria’, La Visciola con i suoi ‘Donna Rosa’ e ‘Piore’ e ancora Corte dei Papi con Colle ‘Ticchio e San Magno’.

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