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La Vernaccia di Oristano: Rinascita di un tesoro

In estate, quando le strade sono deserte, appare “Sa Mama ‘e su Sole”: una palla infuocata alla quale non c’è scampo.

La Sardegna è la Sua casa, il luogo dove i cocenti raggi del Sole, cambiano i connotati di qualsiasi cosa tocchino.

Sull’uva, si trasformano in un’arma a doppio taglio, da una parte aiutano la maturazione dei grappoli e dall’altra in modo potente li scottano portandoli a maturazioni spesso non omogenee.

Sull’Isola, oltre alla Malvasia di Bosa, che dona vini da meditazione superlativi, troviamo un altro vitigno: la Vernaccia di Oristano.

Quest’uva, cela un tesoro che ha rischiato di andare perduto, inficiando la tradizione vitivinicola fortificata dai contadini nel corso degli anni.

Siamo sulla costa occidentale della Sardegna, nella pianura che da Cagliari si estende sino al Golfo di Oristano. Una fetta di Isola caratterizzata dalla Penisola del Sinis, altopiano variopinto, caratterizzato da spiagge di quarzo, falesie a strapiombo sul mare e dune di sabbia dorata, sferzate dal Maestrale. 

I luoghi in cui nasce la Vernaccia di Oristano, sono colmi di storia e avvolti nel mistero. Ancora oggi si pensa che i Fenici, fondatori della vicina città antica di Tharros, con le loro rotte commerciali, abbiano portato quest’uva sull’Isola.

Molti recenti ritrovamenti archeologici, stanno affermando la paternità della Vernaccia all’Isola sarda, anche l’analisi linguistica aiuta: “vernaculus” è il modo in cui in latino chiamavano quest’uva, tradotto significa autoctono.

Un’uva dal grappolo abbastanza piccolo, con acini minuti e tondi. Anticamente veniva allevata ad alberello, oggi questo sistema d’allevamento è stato sostituito dal più innovativo e idoneo Guyot che permette ai grappoli di restare a distanza dal terreno e non esser riscaldati ulteriormente.

La zona dell’oristanese ha fatto da culla perfetta all’insediamento di questo vitigno che predilige i terreni alluvionali, come quelli della Valle del Tirso.
La Vernaccia di Oristano è stato il primo vino sardo al quale è stata riconosciuta, l’11 Agosto del 1971, la D.O.C.

Le botti di castagno per la Vernaccia, hanno una capacità che varia da 3 a 7 hl, l’invecchiamento dura, per disciplinare, tre anni per la Vernaccia “Superiore” e quattro o più per la “Riserva”.

La genialità di questo prodotto risiede nel caratteristico processo di lavorazione che la avvicina ai più famosi Madeira, Porto e Sherry: dopo la spremitura soffice delle uve, il mosto fiore viene travasato in botti di castagno che non vengono completamente colmate. 

È proprio in queste condizioni che avviene la magia, i lieviti presenti salgono in superficie, formando un velo detto “flor” che isola il vino in fermentazione dall’ossigeno presente nella botte, raggiunto un certo spessore, il velo si deposita sul fondo contribuendo a filtrarlo e a rendere limpido il vino.

Questo tipo di procedimento è praticamente unico nel patrimonio enologico mondiale, gli si può imputare l’aroma tipico di questo vino.

Il risultato è un prodotto dal bouquet aromatico singolare e particolareggiante. Il suo colore ambrato deriva dalla sovramaturazione dei grappoli che vengono raccolti generalmente verso la prima decade di ottobre.

Questo vino ha rischiato di scomparire a causa della crisi economica che impervia da diversi anni in maniera globale. Le vendite di Vernaccia, sono diminuite cosi drasticamente a favore di vini più semplici e beverini, da minacciare interamente la scomparsa della coltivazione di questo vitigno.

Nonostante ciò, alcune aziende non si sono mai arrese, continuando a proporre e a migliorare questo vino. Come non citare l’azienda Contini che produce Vernaccia con livelli qualitativi enormi e i Fratelli Serra, oltre alla celebre Vernaccia di Silvio Carta e le numerose altre aziende oristanesi che hanno creduto in quest’uva.

La Vernaccia presenta sempre un corpo molto robusto dovuto alla gradazione alcolica ed è sempre molto elegante e fine. Color ambrato con riflessi ramati, al naso è molto intenso ed etereo con profumi di nocciola tostata, arancia essiccata e marmellata di fichi. In bocca sprigiona potenza e determinazione esaltando il territorio dal quale nasce. Profumi legati alla macchia mediterranea, lentischio su tutti, secco e abbastanza tannico, possiamo trovare note mandorlate e di miele amaro.

La Vernaccia di Oristano è un vino che si afferma nel tempo, necessita di pazienza, calma e capacità d’attesa. È un fine dono della terra che va saputo attendere nel modo più umile e costante. L’immenso e complesso bouquet aromatico che la caratterizza, raffigura in tutti i suoi più piccoli componenti, gli elementi costitutivi del territorio.

È capace di delineare un’immagine genuina, ma allo stesso tempo celata, dell’Isola di Sardegna.










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