Log in

TERRA, AMBIENTE, QUALITA’: NELLA BERGAMASCA L’ASSOCIAZIONE SETTE TERRE

Tutti vogliamo lasciare il segno del nostro passaggio sulla Terra. Siamo sempre molto concentrati nel fare bene le cose che spesso non ci accorgiamo che sono già belle di per sè.

Michelangelo Buonarroti sosteneva che quando guardava un blocco di marmo dentro vedeva già la forma dell'opera d'arte e che il suo lavoro non era altro che eliminare il superfluo.

Oggi vi racconterò come ci si può comportare come Michelangelo all’interno del mondo del vino.
La storia ci racconta che a Bergamo, in Lombardia, la viticoltura sin dal ‘700 era uno dei più importanti mezzi di sussistenza per la gente.
Col passare dei secoli questa è andata via via specializzandosi in tutta l’Italia, si è ben affermata nella bergamasca ma quasi mai identificandosi con prodotti utili all’esaltazione dell’intero territorio, inteso come espressione appassionata di coltivatori e consumatori.
L’opera d’arte è innata nella viticoltura bergamasca si attendeva solamente un “Michelangelo” che la sapesse portare alla luce.

La Lombardia, già famosa per vini che campeggiano in fama e notorietà, primi su tutti la Franciacorta con le molteplici firme prestigiose dello spumante, la Valtellina con la Chiavennasca e altri vini autoctoni si sono legati indissolubilmente al territorio e anche l’Oltrepò pavese che da anni sta spalleggiando magistralmente la viticoltura lombarda.

Gli ottimi esempi di viticoltura nella regione Lombardia stanno dimostrando come la predisposizione a questa attività umana sia una Realtà che a Bergamo non è ancora riuscita ad identificarsi.

E’ dal Marzo 2014 che sette cantine bergamasche hanno deciso di unirsi in un’associazione di viticoltori indipendenti, chiamata Sette Terre (www.setteterre.it), non un consorzio, non una cooperativa ma solamente un ambiente in cui legarsi ad alcuni concetti chiave molto importanti: Terra, Ambiente, Qualità.

Parlando con una protagonista dell’associazione, Laura Micheli a capo dell’azienda Valba (www.valba.it), sono emerse necessità impellenti e inderogabili legate a queste tre parole.
La Terra è il punto di partenza dalla quale nasce qualsiasi buon vino e i sette produttori hanno presentato le loro tipologie di terreno differenti che unite, rappresentano il patrimonio pedologico bergamasco.

L’Ambiente, perché è nella sua tutela, tramite un’agricoltura sempre più sostenibile che si può proporre una viticoltura nuova con occhi rivolti nel futuro e le radici ben ancorate nel passato.
In ultimo ma non d'importanza, la Qualità, ormai un “diktat” indispensabile per i produttori di vino di oggi e di domani. La qualità è diventata il punto di partenza non più d’arrivo di una viticoltura e di un’enologia sempre più rivolta a consumatori attenti e amanti del vino.

Quest’associazione comprende come detto sette produttori che geograficamente si distribuiscono su quasi tutto il territorio bergamasco, Valba e Caminella a Cenate Sopra e Sotto, Casa Virginia a Villa d’Almè, Cascina Lorenzo  a Costa Volpino, Eligio Magri a Torre de Roveri, Le Corne a Grumello del Monte e Sant Egidio a Sotto il Monte Giovanni XXIII.

Ognuna di queste realtà aziendali ha una storia a sè e all’interno di questa è nascosta la genialità, probabilmente ancora inespressa, di un territorio, quello bergamasco che nel 2014 ha finalmente trovato una strada da percorrere.

La sfida passa nelle mani dei sette produttori che dovranno riscoprirsi “scultori” dell’enologia, togliendo il superfluo, gettando gli scarti, portando alla luce vini di pregio che siano capaci di dare lustro e rilievo ad un territorio che è in attesa di essere celebrato.

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.