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Il Cortese di Gavi, un altro Piemonte

Il Cortese di Gavi, un altro Piemonte Il Cortese di Gavi, un altro Piemonte

Da qualche anno ha ripreso vigore il dibattito tra vitigni internazionali e autoctoni. In quest’articolo mi spingo oltre andando a parlare di un vitigno autoctono addirittura “controcorrente”.

Piemonte, terra di grandi rossi, lunghi invecchiamenti, evoluzioni sofisticate ed eleganti. Nulla di tutto ciò. Tratteremo questa stupenda regione enoica ma introducendo un vino nato da uve a bacca bianca, il Cortese, vero padrone di casa a Gavi.

 


A Novi Ligure, provincia di Alessandria si esprime nella sua massima espressione questo vitigno autoctono. Se esistesse come in Francia una catalogazione delle vigne, la frazione di Rovereto, corrisponderebbe al gran cru del Cortese.

I terreni sono argillosi con trame calcaree e di tufo indicativamente compresi tra i 150 e 250 metri sopra il livello del mare. Geograficamente ci troviamo a nord delle colline con le valli percorse dai torrenti Scrivia e Borbera, a ridosso degli Appennini che segnano il confine tra Piemonte e Liguria.

Il Cortese cresce immerso nel verde, posti incantanti dove echeggia l’armonia e la serenità della natura.

Dal 1998 il vino in questione è stato riconosciuto a DOCG. Le prime bottiglie commercializzate risalgono alla fine degli anni ’60 grazie all’azienda La Scolca.

La Scolca è un punto di riferimento veramente importante per l’area di nostro interesse. Fondata nel secondo decennio del 1900, continua imperterrita nel suo ruolo di ammiraglia della denominazione. A condurre questa cantina troviamo sempre la famiglia Soldati da cinque generazioni.

Gli ettari a governo sono circa sessanta, un terzo di questi in affitto. Le viti, nella loro totalità, sono esposte a sud. La Scolca fin dai primi anni di attività deve operare in terre abitate da vini rossi. Innovativa e vincente la scelta di puntare sul Cortese, una bacca bianca che allora visse una vera e propria riscoperta. In questi anni, la produzione di vino bianco a denominazione della cantina, raggiunge circa le 150-200 mila bottiglie.

Una famiglia capace di guadagnare le vette enoiche italiane attraverso cinque generazioni ha sicuramente nel proprio DNA l’innovazione, la ricerca e il coraggio di imporsi attraverso scelte ponderate e significative. La torre che sovrasta casa Soldati, simbolo di visione, scelta e lungimiranza esprime a pieno la capacità di quest’azienda nel saper rafforzare il proprio lavoro attraverso decisioni importanti e votate verso il futuro.


uva corteseIl Cortese da vita a uve con grappoli allungati, gli acini sono piuttosto grossi con un colore che tende al dorato nel momento di perfetta maturazione. Il vino che si ottiene può assumere molteplici capacità.

Inizialmente utilizzato per la produzione di vino semplice e diretto, il Cortese ha visto con il passare dei decenni un’evoluzione anche nella sua concezione e lavorazione. Il tempo ha portato alla luce un vitigno poliedrico, capace di accontentare e accompagnare le più diverse situazioni. Il Cortese nelle sue versioni più semplici è ottimo per aperitivi e pasti poco impegnativi ma è altrettanto capace di stupire e di abbinarsi perfettamente a pietanze più complete e strutturate dopo importanti affinamenti e riposi in bottiglia. Un vino completo nelle sue diverse espressioni.

La Scolca è riuscita a perfezionare la sua produzione attraverso un’offerta completa ed esaustiva, ricca d’eccellenze. Particolarmente importante è la meticolosità con la quale i grappoli sono vendemmiati e portati in cantina, venti minuti tra un’operazione e l’altra.

Il Cortese si può definire un vitigno semi-aromatico, riprende in percentuali più delicate i sentori del moscato. La sua forza risiede nel binomio acido-sapido mentre una corretta fermentazione ed evoluzione dona maggior morbidezza e compostezza. I motivi del suo successo risiedono nella sua freschezza e nella sua capacità evolutiva.


la scolcaIl Cortese di La Scolca trova la sua bellezza nei vini fermi, dove colpiscono sentori di pietra focaia, frutta fresca con ricordi esotici, ananas in prevalenza. Rimandi al Melone e alla pera. Non mancano i fiori, rosa bianca e mughetto a completare un soddisfacente esame olfattivo. Al palato freschezza, ancora freschezza e tanta sapidità per un calice che invoglia la beva.

Nonostante il piacere di questi prodotti fermi, la vera eccellenza risiede nella tipologia Metodo Classico attraverso tre millesimati. Il “Millesimato” si forgia sei anni in bottiglia sui lieviti, le due versioni “D’Antan” e “D’Antan Rosè” invece, creano la loro complessità sur lie dopo una sosta di ben dieci anni. Sono prodotti unici, capaci di regalare evoluzioni diverse con il passare del tempo. Capacità di affinamento esponenziale ed eleganza coccolata da finissima effervescenza. Sorprendente la possibilità di dimenticare la bottiglia per anni in cantina.

Ogni millesimato si presenta luminoso e dotato di grande brillantezza, al naso i ricordi si susseguono legati da finezze e innata signorilità. Il palato rimane sorprendente, di grande vigore e freschezza. Il piacere è unico, le emozioni paradisiache, vini armonici e ampi.

Il Cortese di Gavi è un’eccellenza italiana, un piacere da condividere, un lavoro che merita sicuramente i migliori elogi.

Ultima modifica ilGiovedì, 23 Aprile 2015 20:55

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