Log in

Carso, dove il vino si fa luce

La sottile linea gialla è una terra di confine: una terra fatta di guerra e morti, battaglie e bandiere.
La sottile linea gialla è una terra unica: una terra fatta di campi e vigne, trattori e Osmize.
La sottile linea gialla è un incontro di colori, quello tra il cielo e la terra dove il luccichio improvviso illumina uno scoglio incagliato nel mare...

Il Carso è un costone che si estende fra l'Italia nord-orientale e la Slovenia, fra la sinistra del fiume Isonzo ancora nella provincia di Gorizia, ed il golfo di Trieste.

Terra fine dallo spessore irrisorio che permette l'affioro della roccia madre che qui, più di ogni altro posto, predomina e condiziona la viticoltura.

Carso, secondo alcuni, è il termine celtico che racchiude il significato di “paese di roccia”. Te ne accorgi subito dopo aver oltrepassato Monfalcone quando la pianura verde si fa più brulla, frastagliata, aspra, ed i fitti boschi lasciano spazio ad abeti, muschi, sassi e rocce.

Mentre la terra si fa più stretta, paradossalmente, sulla destra si apre l'orizzonte, il blu del mare e l'infinito.

Qui risiedette Rainer Maria Rilke,  scrittore austriaco di origine boema, considerato uno dei più importanti poeti tedeschi del XX secolo.

Autore di opere di prosa e poesia, ma è famoso soprattutto per le elegie Duinesi, scritte proprio durante il suo soggiorno a Duino, vera porta del Carso triestino, ad inizio '900. Un sentiero che parte dal castello di quel comune prende il suo nome anche se è più romanticamente detto “Il sentiero degli innamorati” perché la meraviglia del paesaggio non lascia indifferenti.

Il Carso triestino è sempre stato considerato una microregione povera con terreni di difficile lavorazione. Non mancano però delle caratteristiche conformazioni dette “doline” nelle quali la terra rossa, generalmente ferrosa e priva di sassi, si accumula in spessori rilevanti, soprattutto nella fascia interna.

I terreni qui sono fertili, leggermente argillosi con altezze medie di 150 metri entro il confine triestino ma che aumentano la loro altitudine nel Kras sloveno con altezze che raggiungono e superano i 300 metri slm.

La costa, invece, quella a ridosso del mare, è contraddistinta da terreni marnosi, meno fertili e meno profondi con un clima mitigato dalla brezza marina.

Questa è forse la zona di maggior pregio viticolo anche se è stato l'uomo con la tenacia a dover rendere più adattabile e meno faticosa la coltivazione della vite.

Non sono molti però i vignaioli che sfidano la roccia in quello che si può definire un lavoro improbo. Qui per realizzare un ettaro di vigna si spendono almeno sei volte rispetto alla bassa pianura friulana sabbioso-argillosa, quattro volte rispetto alla pianura ghiaiosa delle Grave, due volte il costo della sistemazione delle marne goriziane.

Parliamo di una sessantina di ettari vitati in tutto, quasi trenta volte meno del Collio con cui il Carso condivide il consorzio.

Vini sapidi e iodati, influenzati dal mare e dalla roccia, dal vento e dal sole.

C'è il Terrano, simbolo della viticoltura Istriana, il cui prefisso Ter, di derivazione tedesca, significa catrame, per il colore scuro di questo vitigno a bacca rossa.

C'è la Vitovska, uva bianca delicata e fine di origine slovena, così salmastra.

C'è la Malvasia Istriana, scarsamente aromatica differentemente dalle altre malvasie sulla penisola, anzi, contraddistinta da una vena amara.

C'è la Glera, nota varietà originaria del comune di Prosecco (ebbene si, il comune si trova in provicnia di Trieste) che ha dato lustro alla vitocoltura trevisana.

E ci sono i produttori, di qua e di là del confine. Sulla roccia e sulla terra rossa.

Cantine sotterranee che richiamano la pietra dove affinano i vini di Kante, Lupinc, Zidarich e Skerk nella frazione di Prepotto di Duino-Aurisina, Skerlj a Seles di Sgonico, mentre scendendo si arriva a Trieste da Bole e, oltrepassata la città, da Parovel e Kocjancic.

Nucleo variegato ma unito di produttori a cui si affiancano, oltreconfine, Cotar, Fon, Rencel...

Ed è solo un assaggio carsico.  

PS La sottile linea gialla, prende spunto dal film "La sottile linea rossa", del 1998 di Terrance Malick, legato alla seconda guerra mondiale.

Qui vuole essere intesa come linea di confine tra Italia e Slovenia, palcoscenico di aspre battaglie e porta tra l'est e l'ovest europa ma, grazie all'idea di Roberto Terpin, uno tra i più grandi conoscitori della viticoltura carsolina, come progetto che mira alla valorizzazione e diffusione del vino di queste terre.

Ultima modifica ilLunedì, 17 Marzo 2014 10:10

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.