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Una Valle di calici

Una Valle di calici Una Valle di calici

La Valle d’Aosta è una terra stupenda. Sembrerà un’eresia ma lo è anche sotto il profilo enologico. Sicuramente fare paragoni con grandi regioni è sbagliato ma ciò non toglie che l’unicità del territorio valdostano sa regalare molte emozioni e soddisfazioni con i suoi vini.


Quest’angolo d’Italia si sviluppa lungo una grande vallata coccolata dalle alpi. Proprio in questa valle si concentra la produzione di vino.

Per quanto riguarda le etichette, possiamo semplificare l’immagine della regione dividendola in due macro territori, uno meridionale che parte da Donnas e giunge alle porte del capoluogo e uno settentrionale, che termina sotto le pendici del monte Bianco. Entrambe le zone si estendono indicativamente lungo il percorso della Dora Baltea.

In questi due macro territori vi è una sostanziale differenziazione tra vitigni utilizzati e tipologia di vini prodotti. Nei dintorni di Aosta, dove le macro aree si sfumano tra loro, la produzione è davvero variegata e imposta dai vari micro climi esistenti.


Risalendo la Valle d’Aosta troviamo soprattutto vigneti a bacca rossa, Fumin, Gamay, Merlot, Petit rouge, Cornalin, Vien de Nus e Nebbiolo. A questi si affiancano Malvoisie e Muller thurgau. Sono questi i principali vitigni utilizzati, alcuni dei quali autoctoni e strettamente legati alle tradizioni del territorio.

Costeggiando Aosta e risalendo la statale si possono invece incontrare viti di Chardonnay, Moscato bianco, Petite arvine, Muller thurgau, Pinot gris e Priè Blanc.

E’ evidente e importantissimo il lavoro svolto dal clima. Laddove le temperature sono più alte e la valle concede un ampio respiro tra le montagne, i vini a bacca rossa hanno un ruolo predominante.

Mano a mano che ci si dirige verso la montagna più alta d’Europa, le temperature si abbassano, i terreni mutano e da alluvionali argillosi si trasformano in alpini ricchi di minerali. In queste zone, i vini bianchi la fanno da padrone.


Dopo l'attribuzione, negli anni 1971 e 1972, delle prime Denominazioni di Origine Controllata per i vini Donnas e Enfer, dal 1985 una sola DOC "Valle d'Aosta" o "Vallée d'Aoste" comprende tutti i vini di qualità della Valle. Oggi la DOC è rappresentata da sette sottodenominazioni di zona e da diciannove sottodenominazioni di Vitigno. Inoltre sono previste dal disciplinare indicazioni sul colore (bianco, rosso o rosato) e sulle tipologie di vinificazione (novello, passito, vendemmia tardiva e spumante).


Sempre partendo da sud, i principali centri abitati riconducibili alla produzione di vino a bacca rossa sono: Donnas, Arnad-Montjovet, Chambave, Nus e Torrette.

Per quanto riguarda i vini a bacca bianca abbiamo: Nus (Malvoisie), Chambave (Moscato), Aymavilles (chardonnay), Enfer d’Arvier e Morgex et La Salle (Priè blanc).


Importante e non secondaria la produzione di distillati. Questa tipologia di bevanda si sviluppa lungo tutto il territorio, l’unica differenza è il vitigno dal quale si ricavano le vinacce. I vitigni più utilizzati sono Nebbiolo, Fumin, Malvoisie, Moscato bianco, Muller Thurgau e Priè Blanc.


Per caratteristiche i vini offerti dalla Valle d’Aosta sono molto variegati, dai rossi caldi di Donnas ai vini metodo classico ottenuti da appezzamenti lungo le pendici del Monte Bianco.

Ciò non deve sembrare strano perchè i vigneti, come gli abitanti di queste terre, si sono dimostrati capaci di adattarsi ai nevosi e rigidi inverni cosi come alle piacevoli giornate estive. Ciò rende i vini eterogenei ma rappresentativi dell’intero territorio. Un calice valdostano narra la forza di una terra estrema e variegata che si sviluppa sotto il profilo imperioso delle grandi montagne.

Questi vini parlano di viticoltura spesso eroica e, raccontano una freschezza che ci accompagna come i venti che scendono dalle alpi.


Questo testo vuole essere una guida introduttiva e per questo motivo è giusto citare qualche produttore e vino. Uno per tipologia, a livello indicativo. Maggiori approfondimenti saranno ripresi in altri post.

Per i bianchi fermi è sicuramente un volano della regione l’azienda Les Cretes. Si trova ad Aymavilles. Ricco di premi il suo Cuvèe Bois, chardonnay in purezza con lunga sosta in legno. Prezzo, 30-35 euro, www.lescretes.it.

Per le bollicine occorre raggiungere Morgex e visitare la Cave du Vin Blanc. Freschezza e mineralità unite a dosaggi spesso bassi. Prezzi indicativi tra i 20-25 euro, www.caveduvinblanc.com.

Il Fumin è sicuramente uno dei vitigni a bacca rossa maggiormente rappresentativo della regione. La cantina dei Fratelli Grosjean lo esprime al meglio. Prezzo 20-25 euro, www.grosjean.vievini.it.

Il passito da consigliare nasce a Chambave nella Crotta de Vegneron. Moscato bianco dal color ambrato, avvolgente ed equilibrato. Prezzo: 20 euro circa, www.lacrotta.it.


In conclusione è giusto riprendere il paragrafo iniziale di questo testo. La Valle d’Aosta non è sicuramente paragonabile alle grandi regioni enoiche italiane se si parla di quantità. Scoprendo lentamente il mosaico di queste terre si può tuttavia capire come questi territori siano stupendi e possono regalare colori e profumi incredibili all’interno di un calice, il tutto accompagnato da paesaggi mozzafiato.


Ultima modifica ilSabato, 28 Dicembre 2013 11:44

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