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Prosecco: una storica realtà che merita più cultura

Prosecco: una storica realtà che merita più cultura Prosecco: una storica realtà che merita più cultura
Vinoway nei prossimi mesi ha intenzione di approfondire un comparto vitivinicolo italiano che molto spesso è fonte di discussione, confusione, polemica, ma allo stesso tempo rappresenta un prezioso punto di riferimento Enoico del nostro Paese, molto conosciuto ed esportato anche all’estero: stiamo parlando del “fenomeno” Prosecco.

Il livello di confusione che sta attorno al mondo del Prosecco è uno dei più elevati di tutto l’universo del Vino: milioni di persone ne hanno sentito parlare, milioni di consumatori lo hanno assaggiato, ma purtroppo una miriade di loro possiede un’idea assolutamente distorta della realtà.

Quest’anomalia è risaputa da quelli che possiamo definire “addetti ai lavori” dell’Enoico mondo, ma purtroppo a oggi una sana diffusione della cultura vitivinicola stenta a decollare, è quindi difficile portare chiarezza e competenza nel vasto mondo dei consumatori.

Vinoway vuole sfruttare le proprie risorse sul Territorio per raccontare ai lettori il “fenomeno” Prosecco, infatti abbiamo la fortuna di avere nella redazione dei collaboratori che vivendo in quella zona hanno una conoscenza piuttosto approfondita delle dinamiche Enoiche nei dintorni di Conegliano, Valdobbiadene, Asolo. 

Andrea Amistani, Francesco Galeone, Antonio Monaco e Daniele Sala saranno gli autori che ci documenteranno e informeranno  sotto l’aspetto enoico, Alessandro Ren e Davide Gangi cureranno la comunicazione ed il marketing del territorio.

La nostra volontà è quella di fare un po’ di chiarezza, una grossa percentuale dei lettori di Vinoway non fa parte della cerchia degli “addetti ai lavori”, non sono sommelier, enologi, degustatori, ma semplicemente amano questo mondo senza avere una formazione specifica di base: occorre fare cultura in maniera paziente e capillare, senza dare nulla per scontato.

Qualcuno ha dei dubbi sul fatto che sia necessaria una massiccia attività informativa nei confronti del mondo del Prosecco?

Vi facciamo subito degli esempi di affermazioni sentite, frasi che sono emblematiche della pazzesca confusione che aleggia attorno a quest’argomento.

Ecco le buffe affermazioni che sicuramente molti altri avranno udito con le proprie orecchie:

“La Franciacorta è una splendida zona vinicola, fanno dei Prosecchi buonissimi!”, frase che provoca i brividi a tutti i Produttori che orgogliosamente rivendicano le peculiarità delle due zone vitivinicole.

Da un Produttore di Pinot Nero, rifermentato in bottiglia, dell’Oltrepò Pavese,  un suo cliente pronuncia tali parole: “….. quindi anche lei produce un Vino tipo il Prosecco, bene, mi piace molto, lo assaggio volentieri!”, il titolare della Cantina,  con pazienza cercò di fare chiarezza sull’argomento.

Altra affermazione sconsolante: “Ho bevuto un Prosecco che mi sembrava essere leggermente dolce, ma non dovrebbe sempre essere secco?”, impressionate anche la confusione che sta attorno ai concetti di brut, extra-dry, dry, che tutti leggono sulle etichette, spesso senza conoscerne il reale significato.

Ulteriore frase da brivido: “Io amo il Prosecco in cui prevale lo Chardonnay rispetto al Pinot Nero!”, purtroppo il concetto di uva Glera è assolutamente sconosciuto e oscuro per una miriade di consumatori.

Altra follia: “Preferisco il Prosecco del Trentino rispetto a quello della Franciacorta!”, esempio emblematico di un livello avvilente di confusione vitivinicola.

L’aggravante che peggiora ulteriormente quanto detto sta nel fatto che tali frasi  vengono pronunciate anche da persone appassionate che frequentano Cantine, fiere e sono disposte a spendere anche 15-20 euro per una bottiglia di Vino, fatto tutt’altro che scontato in questi tempi di crisi: non sono state pronunciate da superficiali consumatori che acquistano sugli scaffali etichette dozzinali da pochi spiccioli.

Sono strafalcioni detti da persone che bevono abitualmente! Acquistando anche vini di Qualità! Che nel loro piccolo magari si ritengono pure intenditori…! Eppure hanno una forte mancanza degli Enoici fondamenti.

A questo punto è chiaro come di fronte a una platea di consumatori con tali lacune sia più semplice per i “furbetti” insinuarsi in una denominazione, cavalcandone l’onda mediatica-commerciale senza enfatizzare minimamente il livello qualitativo del Territorio. Ciò accade ovviamente in tutte le zone vitivinicole d’Italia, ma in questo frangente a noi interessa analizzare il comparto del Prosecco.

Vinoway, oltre a occuparsi di rafforzare i fondamenti teorici, cercherà progressivamente di approfondire gli aspetti più “tradizionali”, ma anche tutte le interpretazioni che appartengono al concetto di Prosecco, parlando per esempio della produzione “col fondo”, una tipologia con sempre più estimatori e che merita di essere analizzata.

Ovviamente anche in questo Territorio non mancano le diatribe fra i Produttori considerati “convenzionali” e quelli che seguono la filosofia del biologico, battaglia che ormai sta caratterizzando tutto il mondo Enoico e quindi anche il comparto vitivinicolo del Prosecco.

Gli argomenti da trattare sono davvero molti, ci sarà tutto il tempo per farlo, senza fretta, ma con una comunicazione che cercherà di porre solide basi per poi raccontare sempre più nello specifico quelle realtà produttive che meritano di essere presentate al pubblico degli appassionati.

Questo è un lavoro che interesserà Vinoway a livello di redazione, si cercherà di sfruttare al meglio le singole competenze spumantistiche e territoriali.

Vinoway non ha assolutamente la presunzione di poter stravolgere con la bacchetta magica la cultura nel Mondo del Vino, ma ogni singolo appassionato che accrescerà la propria competenza rappresenta un prezioso tassello verso il miglioramento collettivo: pazienza, semplicità e chiarezza devono essere ingredienti essenziali per coinvolgere i lettori in questo processo, senza mai dimenticare che gli “addetti ai lavori” sono una percentuale molto piccola nel vastissimo universo dei consumatori del Vino.

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