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Il Grave del Friuli visto da Riccardo Vendrame

Noi che siamo cresciuti di là de l'aghe non siamo mai stati considerati friulani; così lontani da quelle colline che sul confine italo-sloveno danno origine ai famosi vini del Collio o dei Colli Orientali del Friuli.

Per “Di là de l'aghe” (dall'altra parte dell'acqua in friulano), s'intende la popolazione che vive sulla riva destra del fiume Tagliamento, barriera naturale delle province di Udine e Pordenone, del dialetto friulano e veneto, e soprattutto di due dominazioni storiche così differenti: austriaca quella udinese; veneziana quella pordenonese.

Sarebbe tutto più facile se la sponda destra fosse quella della Garonna, nei pressi di Bordeaux, e si parlasse di Pomerol o St.Emilion; oppure se invece di trovarsi nelle Grave del Friuli, fossimo  sulle Graves di quei medesimi luoghi francesi.

I vitigni sono pressapoco gli stessi e vale a dire Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Chardonnay, Sauvignon, Friulano a cui vanno aggiunti i vari Pinot Grigio e Pinot Bianco che qui hanno fatto la fortuna dei contadini, oltre ai locali Refosco, Verduzzo e la recente intromissione della Glera (l'uva che da origine al vino Prosecco).

Inserire il Friulano tra le uve bordolesi non è di certo un errore geografico, perché se per decenni si è pensato al Tocai Friulano (ora solo Friulano) come un’uva locale che voleva omaggiare la più nota regione ungherese produttrice di vini passiti, si è recentemente accertata l'origine di quella bacca che, tanto per le caratteristiche organolettiche, quanto per quelle genetiche, si riconduce al Sauvignonasse francese laggiù non più coltivato.

Per comprendere come quelle varietà bordolesi siano giunte nell'estremo est d'Italia bisogna risalire al 1850, periodo dell'oidio. La moria di viti causata da questo microscopico fungo originario del “nuovo mondo” mise in ginocchio l'economia locale causando enormi danni per le famiglie contadine. Furono solo alcuni possidenti come Luigi Chiozza e Luigi Pacile a comprendere quanto quel dramma avrebbe potuto rinnovare il parco vigneti regionale. Si sarebbero infatti potute salvare solo le varietà più resistenti e pregiate, cercando di modificare la produzione di quell'epoca, più incline a vini liquorosi e dolci, verso produzioni più moderne ed eccelse che guardavano la Francia come modello.

Furono  così introdotte le varietà bordolesi tra cui, probabilmente, tre le barbatelle di Sauvignon, si trovò qualche pianta di Sauvignonasse non riconoscibile per gli ampelografi dell'epoca.

Nacque così il mito del Tocai Friulano, ma questa è un altra storia…

Ciò che preme sottolineare è come in questa pianura caratterizzata da suoli sassosi di origine calcareo-dolomitica, con ciottoli che da grossi e superficiali tendono ad assottigliarsi agglomerandosi con argilla e terra rossa man mano che i fiumi Meduna, Cellina e Tagliamento si avvicinano al mare Adriatico, vi sia la più alta produzione di vino regionale con i suoi oltre 300.000 ettolitri annui e la più alta concentrazione di vivaisti viticoli non solo regionali, ma dell'intero territorio nazionale con produzioni che da poche migliaia di piante dei primi del '900, passarono ad oltre 80 milioni negli anni 2000.

Dalle terre che furono di Pier Paolo Pasolini e di Primo Carnera, passò la storia viticola del Friuli Venezia Giulia; nei paesi di Casarsa della Delizia e di San Giorgio della Richinvelda, con la frazione di Rauscedo, si cominciarono a riprodurre le prime barbatelle del periodo post-fillosserico e post-oidico, concentrandosi sulle varietà più resistenti, produttive e consone alla realizzazione di vini di qualità.

Come detto furono soprattutto le varietà francesi a prendere il sopravvento sulle locali di cui si sono perse le tracce, ad eccezione di alcuni vitigni come Piculit Neri, Ucelùt, Sciaglìn e Forgiarin ancora presenti nell'alta pianura a ridosso del paese di Spilimbergo.  Sono però realtà minori, quasi estinte, che non hanno di certo retto il confronto con Merlot, Cabernet e Chardonnay, ormai diffuse in tutto il territorio, soprattutto qui, nelle Grave del Friuli, una DOC decollata attorno al 1970, con l'istituzione della provincia di Pordenone scorporata dal territorio Udinese.

Qui si può parlare di quattro tipologie geo-pedologiche che differenziano questo territorio:

1. La bassa pianura calcareo-dolomitica, nei pressi dell'abitato di Sacile, dove ha sede l'azienda Vistorta del Conte Brandolini d'Adda, una delle più apprezzabili realtà produttive di stampo francese e con un’ottima produzione di Merlot dai toni cupi e profondi.

2. L'alta pianura ciottolosa che costeggia il fiume Cellina e s'insinua tra l'abitato di San Quirino e Sequals; la così detta zona dei “Magredi”. Importanti escursioni termiche, prevalenza concessa alla produzione di uva a bacca bianca come Friulano, Chardonnay, Riesling, Traminer e Pinot Bianco, con vini magri e profumati. Tre le aziende più rappresentative si possono  citare Quinta della Luna e Russolo a San Quirino, Fernanda Cappello e i Claps (quest'ultima della produttore veronese Albino Armani) nella zona di Sequals.

3. Lungo l'asse del fiume Tagliamento con suoli generatosi dalle recenti alluvioni e terreni di natura mista, in una fascia verticale che da Spilimbergo scende verso Casarsa della Delizia e San Vito al Tagliamento, ad eccezione dell’azienda Borgo delle Oche di Vivaro, si trovano una serie di Cantine Sociali che hanno recentemente puntato su produzioni più proficue e redditizie come il Pinot Grigio e il Prosecco (da uva Glera), andando lentamente a estirpare i vecchi vigneti di Refosco e Friulano, simbolo della viticoltura di questo territorio.  Entrando in provincia di Udine, il suolo non si diversifica fino a Codroipo dove risiede Pittaro, una delle aziende storiche regionali cha da diverso tempo produce degli eccellenti metodo classico da uve Chardonnay.

4. Infine l’alta pianura degli Tagliamento composta da suoli franco ghiaiosi fino all’abitato di Udine che non presenta aziende di rilievo, con produzione d’uva destinata al consumo familiare o alle cantine sociali.


Ultima modifica ilLunedì, 21 Ottobre 2013 06:16

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