Log in

IL CESANESE, UN VINO PATRIZIO

Il Cesanese Il Cesanese
Il Cesanese, dall’agosto 2008 il I° prodotto DOCG del Lazio, è radicato al confine tra la provincia di Roma e la Ciociaria.

Il Castello Colonna o Castello dei baroni come lo chiamano ad Olevano Romano, risalente al quattrocento, fu abitato dai monaci e poi se lo contesero le varie famiglie patrizie che nel corso del tempo si avvicendarono al potere a cominciare dai Colonna e i Frangipane.

Oggi appartiene ad un architetto che dagli anni ’80 lo sta ristrutturando e che mette a disposizione per mostre e conferenze, proponendo un luogo molto suggestivo e pregno di valore artistico.

Un escalation di stili diversi si possono osservare visitandolo; il pavimento del  pianterreno è appositamente lasciato in pietra viva, così come le pareti, e lì dove un tempo erano le scuderie oggi vi è ospitata una mostra sulla figura di Maria, con statue e dipinti di varie epoche storiche.

Il secondo piano si apre con uno studiolo cinquecentesco dove un arazzo porpora ricopre tutta una intera parete annunciando il salone rinascimentale, con affreschi e un enorme camino, poltrone dantesche e cassapanche, le finestre strette e oscurate sono il simbolo di un passaggio epocale nella storia  che annuncia una vita più serena . In altre sale , pian piano, il moderno si fonde con l’antico, fino ad arrivare al terzo piano, dove il pavimento è di pregevole marmo e gli arredi sono ottocenteschi  e che ospita attualmente una mostra su De Pisis.

Da queste antiche mura si domina la vallata , le colline dolci sono ricoperte di coltivazioni, di vigneti , e lo sguardo spazia fino al mare.  

Siamo al confine tra la provincia di Roma e la Ciociaria.

Un tempo l’ Olevano era apprezzato ovunque nel Lazio come vino dolce , abbinato alla pasticceria della tradizione come crostate di frutta e marmellata, e anche a Roma era ricercato e venduto in grande quantità nella versione vivace e frizzante; oggi è passato di moda a favore di passiti e malvasie , perdendo estimatori, che non comprendono il valore di assaporare un territorio, come quello laziale, ricchissimo di tipicità enogastronomiche. Ma questo territorio è padre anche di un altro importante vino, il Cesanese, dall’agosto 2008 il I° prodotto DOCG del Lazio.

Tre sono i comuni che danno il nome alla DOCG : Affile, Olevano e Piglio, e del vitigno Cesanese ci sono almeno due varietà.

Cesanese deriva dal latino cesae, parola usata per indicare luoghi dagli alberi tagliati;queste zone un tempo interamente coperte di boschi e selva furono disboscate dai Romani per creare terreni da coltivare e impiantare a vigna. Il Cesanese deliziò il palato di Papi e Imperatori e l’importanza di quest’uva viene testimoniata anche nello stemma del paese di Affile, rappresentante un tralcio d’uva con un’aspide attorcigliata sul tronco.

Gli anni d’oro di questo vino patrizio furono i ’30, tempo in cui ebbe una grande eco con riconoscimenti internazionali.

Le vigne sono tutte attorno all’antico borgo di Olevano degradanti verso la valle del Sacco; in località San Marco ci sono vigneti storici che sfiorano i novant’anni, di proprietà della famiglia Proietti che si occupa di vino da quattro generazioni.

In forte pendenza ( siamo a 700 m.  s.l.m.) le vecchie viti aiutate da un sistema di canne che va a formare una sorta di alberello, espongono sapientemente i tralci alla luce del sole , scongiurando meglio il pericolo di malattie della pianta.

Il terreno qui è più calcareo rispetto ai terreni a valle che diventano più argillosi.

I grappoli di Cesanese piccoli e gonfi , in questo settembre ancora solare, escludono autonomamente gli acini peggiori, che seccano, facendo in modo che il resto della pigna abbia tutto il nutrimento necessario. La resa è molto bassa per questo vigneto rimasto praticamente identico da così tanti anni.

Il rubino brillante del Casanese di Olevano Romano mescola in se note boschive di more e mirtillo, muschio e rosa canina;la struttura alcolica sostanziosa è calibrata dall’acidità, e il tannino è affinato dal passaggio in carati da 225 lt.

La vendemmia porta con se tutto un bagaglio di sapori stagionali ; da sempre la ventricina ( salume tipico della zona) veniva assaggiata per la prima volta in questo periodo dell’anno accompagnandola con il Cesanese. Sapori antichi che meritano di non essere dimenticati ma apprezzati e riscoperti.


Ultima modifica ilLunedì, 14 Ottobre 2013 07:18

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.