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Il Montepulciano in Molise

Quando si parla di montepulciano è facile, quasi banale, l’associazione con la splendida terra d’Abruzzo.  Nonostante la grande attualità nella riscoperta di alcune uve autoctone a bacca bianca, il montepulciano rimane  il simbolo dell’amore per la terra dei  vignaioli abruzzesi.

Identikit morfologico: foglia media , pentagonale, pentalobata, di colore verde cupo; grappolo medio, ovale con buccia pruinosa, coriacea di colore nero violaceo. Panorama sensoriale:  colore rosso rubino profondo, profumo intenso e fruttato con note speziate e finale ammandorlato. Sebbene solo l’Abruzzo possa fregiarsi dell’autoctonicità del vitigno, esso compare anche in altre regioni: Lazio, Marche, Puglia e il contiguo Molise.

Il Molise enoico vede la “presenza” del montepulciano in tre DOC:  DOC Pentro Rosso e Rosato con il 45%-55% di montepulciano, ed il 45%-55% di sangiovese; possono inoltre concorrere, la prestigiosa tintilia, ultimamente inserita nel disciplinare di produzione, ed  altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione per la regione Molise; DOC Rosso del Molise, Riserva e Novello  con min. 85% montepulciano, (100% per la tipologia Novello) possono concorrere altre uve a bacca rossa per un massimo di 15%;  Doc Biferno Rosso, Superiore, Riserva e Rosato con 70%-80% montepulciano, 15%-20% aglianico, possono concorrere altre uve a bacca rossa per un max. di 15%.

L’unica azienda vitivinicola della provincia d’Isernia produce un vino frutto di un blend di montepulciano (55%) e Sangiovese (45%) che rientra nella Doc Pentro  (denominazione che comprende alcuni comuni della provincia di Isernia); le aziende della provincia di Campobasso che interpretano il montepulciano sono molteplici. I vini prodotti, relativamente allo stile di ciascuna cantina, presentano i caratteri tipici del vitigno; struttura, grande carica polifenolica e buona tessitura tannica. Le possibilità di abbinamento con i vari piatti della cucina tradizionale molisana sono diverse. Si può sperimentare un “matching”  tra cot’c, faciuol e taccunel, ossia “cotenna di maiale, fagioli e pasta fresca fatta in casa” e un montepulciano di media struttura con moderata alcolicità, oppure esaltare un’eccellente piatto di chitarrine al tartufo nero del Molise con un Rosso del Molise full-bodied. Ottime poi gli abbinamenti con un blend di montepulciano- aglianico e un gustoso caciocavallo stagionato.

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