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Colli Euganei: “Oasi mediterranea e sentori di fiori d'arancio”.

Al centro della pianura padana, in provincia di Padova, si erge un complesso collinare, i “Colli Euganei”, di origine vulcanica, quasi cornice naturale della città di Venezia, generate in seguito ad eruzioni sottomarine da 30 milioni di anni.
Immerse in una fitta vegetazione affine alla macchia mediterranea caratterizzata dalla presenza di piante di olivi, fichi d’india, ideali per la coltivazione della vite.

In questa zona è nota la coltivazione del moscato che prende il nome di “Fior d’Arancio”a descriverne i  sentori di zagara e miele, tipico del moscato giallo, che si caratterizza per la sua foglia media di forma pentagonale, per il grappolo cilindrico, per l’acino medio-grosso e sferico, di colore giallo a buccia molto spessa che presenta un leggero velo di polvere detta “pruina”. Il suo nome deriva da “muscum” (muschio) per il suo profumo intenso.

La diffusione in queste zone avvenne principalmente nel medioevo grazie ai veneziani, che con i loro commerci con le isole del Mediterraneo lo importarono in tutto il nord Europa.



Dopo la nascita della Doc Colli Euganei nel 1994, la produzione del Moscato Fior d'Arancio è tutelata, dal primo aprile 2011, dalla  denominazione di origine controllata e garantita  “Colli Euganei Fior d'Arancio DOCG” all’interno della quale sono contenute tre tipologie:

Fior d’Arancio spumante, il Fior d’Arancio passito e Fior d'Arancio (vino tranquillo).

I vini a denominazione di origine controllata e garantita “Colli Euganei Fior d’Arancio” o “Fior d’Arancio Colli Euganei” devono essere ottenuti dalle uve della varietà Moscato giallo per almeno il 95%; possono concorrere, fino a un massimo del 5%, le uve di altri vitigni di varietà aromatiche, di colore analogo, presenti nei vigneti in ambito aziendale, idonei alla coltivazione nella provincia di Padova.

Lo spumante di un brillante giallo paglierino, con riflessi dal verdolino al dorato, avvolge in una nuvola di aromi citrini, è dolce ed equilibrato. La versione secca mantiene i sentori aromatici e regala un bouquet di fiori bianchi, di erbe aromatiche e di albicocca.

La versione “passito”è di colore oro intenso. I profumi sono i più svariati, dalla frutta candita al miele, fino ad arrivare a sentori ampi ed eterei.

Le uve fresche saranno sottoposte ad appassimento naturale in cassette di legno per qualche mese, finché non avranno raggiunto un titolo alcolometrico di 15,50%. L'appassimento può essere condotto anche con l'ausilio di impianti di condizionamento ambientale purché operanti a temperature analoghe a quelle riscontrabili nel corso dei processi tradizionali di appassimento.

Il vino "Colli Euganei Fior d Arancio" o "Fior d Arancio Colli Euganei" passito non può essere immesso al consumo prima di un periodo di maturazione e affinamento di almeno 1 anno a decorrere dal 1° novembre dell'anno di produzione delle uve. Durante tale affinamento, che precede la messa in bottiglia, il vino passito può compiere una lenta fermentazione che si attenua nei mesi freddi. Lo spumante si accompagna preferibilmente a dolci di pasta sfoglia, focacce e crostate di frutta; il passito preferisce la pasticceria secca ed i biscotti.



Per concludere vi propongo alcune attrazioni turistiche del territorio dei Colli Euganei, per poter degustare questi fantastici vini e per una vacanza all’insegna del relax, magari in un centro benessere, senza rinunciare al gusto:

Arquà Petrarca , abitata dai romani, fu in seguito residenza del Francesco Petrarca dove morì nel 1374. Le ville sparse nel territorio, in confine con il veronese, appartenenti al patriziato padovano e veneziano,  le acque termali, utile alla cura di patologie ma anche al benessere del corpo, ne fanno un’interessante meta culturale/turistica. Il complesso termale è quello di Montegrotto Terme, con l’area archeologica, il teatro, e la decorazione di mosaici.
Ultima modifica ilMartedì, 27 Novembre 2012 08:13

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