Log in

Bardolino il vino del Gran Tour

"Avrei potuto essere a Verona già questa sera, ma mi stava accanto un magnifico prodotto della natura, uno splendido spettacolo, il lago di Garda, e non volevo rinunciarvi e sono stato ricompensato per la mia deviazione".
Questo scrive  Goethe nel suo diario che sarà il fondamento della sua opera “viaggio in Italia”, la data della nota è il 12 settembre 1786, in quel periodo era uso a scrittori, letterati e nobili partire per il “Gran Tour”, ossia un viaggio che toccasse mete dell’età classica per ammirarne la bellezza e studiarne la storia. J.W Goethe fu uno di questi e lasciò dei posti visitati sempre una descrizione ammirata e fiabesca.

Torbole fu il primo paese che incontrò, parla di limoni, fichi e pere e degli abitanti. Navigando lungo la costa del lago passa per Malcesine ed infine Bardolino, il poeta resta impressionato dai posti dallo loro bellezza e tranquillità. Il lago di Garda è descritto come uno spazio aperto circondato da alte montagne e  popolato da gente che vive una vita semplice e senza problemi.

Da allora le rive del Lago di Garda sono rimaste un richiamo per i viaggiatori dei vicini paesi d’oltralpe, che alla ricerca del clima e dell’ambiente mediterraneo si portano sulle cittadine rivierasche del grande specchio d’acqua appena né hanno l’opportunità.

E’ su queste sponde, sulla parte est del lago, in provincia di Verona che si trova Bardolino, che volendo citare una frase fatta “è una ridente cittadina posta sulle rive del Lago di Garda” ed in effetti aldilà dei luoghi comuni ciò corrisponde al vero. Le colline di questa zona  che degradano sulle “dolci” acque sono coperte di vigneti e uliveti e non di rado è possibile scorgere incantevoli ville sia in campagna che sulle rive di spiaggette di ciottoli con giardini che richiamano ambienti mediterranei, il clima ha qui temperature medie annuali più prossime al sud d’Italia che a quello della contigua pianura Padana.

Le colline anzidette sono di natura “morenica”  lascito dell’ultima grande glaciazione che colpì l’Europa circa 10000 anni fà, infatti dove adesso trova posto il Lago insisteva un enorme ed alto ghiacciaio, che con la sua spinta ed  il lento movimento creò questi ammassi di terra e ciottoli che al termine del grande freddo si ricoprirono lentamente di vegetazione divenendo ciò che noi oggi possiamo ammirare ed apprezzare.

Su questi suoli ha trovato con il tempo posto la viticoltura, favorita proprio dallo scheletro dei terreni che è l’ideale per la vite e  che consente la  produzione delle le uve usate per produrre il vino Bardolino; il vino porta il nome della cittadina  nel cui territorio si iniziò per primi a produrre questo vino.

Non esiste un’uva Bardolino, ma per ottenerlo  vengono opportunamente miscele le uve di  Corvina, Molinara e Rondinella, il tutto definito da un disciplinare di produzione tra i più vecchi d’Italia che porta la data del 1968 e che consente volendo anche l’aggiunta di altre varietà in  minima parte, quali barbera, sangiovese, cabernet sauvignon, rossignola.

L’uvaggio prevede Corvina per il 35-80%, la Rondinella per il 10-40%  , la Molinara 15%, l’area di estensione attuale di questi vigneti è oggi all’incirca  2800 ettari,  l’estensione della DOC è ampia e interessa, Bardolino con i comuni, o parti di essi, Garda, Lasize, Affi, Costermano, Cavaion,Torri del Benaco, Caprino, Rivoli, Bussolengo, Sona, Sommacampagna.

Ogni uva apporta a questo vino un contributo che si può riassumere grosso modo così: La Corvina è la base più importante e conferisce robustezza e morbidezza, la Molinara  conferisce  sentori di ciliegia e violetta, la Rondinella conferisce vivacità.

In linea generale viene descritto di colore rosso rubino chiaro, e talvolta con tendenza al cerasuolo, solo dopo l’invecchiamento prende note di granato, ovviamente ogni tipologia trova alle degustazioni una propria collocazione.

All’olfatto  risulta  delicato  con leggeri profumi che devono ricordare le viole e la frutta rossa; al gusto è asciutto, di  buona acidità, con corpo non è pesante.

Viene proposto nelle seguenti tipologie:
- Bardolino D.O.C. viene prodotto in tutta l’area della denominazione da quella classica a quella più recente gradazione minima 10,5° Vol.
- Bardolino D.O.C. Classico è prodotto solo nella zona Bardolino, Garda, Lazise, Cavaion, Costermano, Affi.
- Bardolino D.O.C. Superiore : che può vantare il titolo di primo vino del Veneto ad ottenere la DOCG; per essere tale la sua gradazione non deve essere inferiore a 12° Vol. e deve avere un invecchiamento di almeno un anno.
- Bardolino D.O.C. Chiaretto :  prodotto con vinificazione in rosato che prevede il breve contatto tra mosto e bucce delle uve rosse, il risultato è un vino dal piacevole colore rosa, dal profumo accattivante e piacevolissimo. Di questa tipologia esiste anche la versione spumante assolutamente da provare.
Bardolino Novello DOC  è stato il primo vino novello d’Italia ad ottenere la certificazione doc. E’ prodotto con la tecnica della Macerazione  carbonica per  totalità delle uve. Il Bardolino Novello è un vino dal'odore intenso, vinoso, con intensi profumi di fragola, lampone, marasca e uva matura.

In cucina è un vino da tutto pasto, adeguato alla cucina tipica veronese,  và bene con  con gli antipasti, salumi, minestre e zuppe, carni bianche.  La tipologia Novello lo vede protagonista con le Castagne.

Infine vorrei segnalare che il secolare  matrimonio tra  il vino e la gente di Bardolino ben trova rappresentata questa realtà nel Museo del Vino che si trova a Bardolino e fondato nel 1991.

Il fautore di questa idea di raccogliere in un unico ambiente  attrezzature e mezzi  che sono la concreta e originale testimonianza della cultura del vino dell’intera area veronese, si deve a Gaetano Zeni che si è impegnato tutta la vita nella raccolta di tutto il recuperabile.

Il museo è allestito all'interno della Cantina dei Fratelli Zeni posta su di una meravigliosa e panoramica  collina  alle spalle di Bardolino e che consente una vista incantevole ed affascinante direttamente sul Lago di Garda, questa strada panoramica prende il nome di Costabella di Bardolino. La gestione delle visite e del museo sono della famiglia Zeni che da generazioni produce il Bardolino e non solo, per accedere al museo l’entrata è libera,  ma vi consiglio di contattare in anticipo l’Azienda e di incominciare un eventuale gita sul lago proprio da qui, perché prima di assaggiare il vino Bardolino bisogna che proviamo a vedere il lago con gli occhi di Goethe !!!.
Ultima modifica ilGiovedì, 08 Novembre 2012 07:22

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.