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La Freisa di Chieri: storia e ambiente pedoclimatico.

La leggenda locale racconta che il nome sarebbe derivato da una battuta, fatta nel 1154 da Federico I  detto Barbarossa ; dopo aver distrutto la città avrebbe detto, rivolto alle rovine “ E tu chi eri ?”

Cosa centra Federico I detto Barbarossa con il Freisa di Chieri ?

Federico I del Sacro Romano Impero sali al trono di Germania il 14 marzo del 1152 succedendo allo zio Corrado II e fu incoronato imperatore il 18 giugno 1155.

Chieri ei rapporti con Barbarossa

Nel 1154 Chieri e Asti si unirono in guerra contro Guglielmo IV del Monferrato.Una volta sconfitto si rivolse al nipote Federico I, detto Barbarossa . Nello stesso anno fu chiamato dal Papa Adriano IV e da altri comuni Italiani e decise di scendere in Italia. Venne convocata la dieta di Roncaglia, Barbarossa intimò a Chieri e Asti di sottomettersi  al marchese del Monferrato.
Entrambi i comuni non vollero inviare i propri rappresentanti a Roncaglia, pertanto furono dichiarati ribelli. Alla fine di gennaio del 1155 Barbarossa occupò Chieri distruggendo tutto .

Enostoria del Freisa di Chieri .

Tale era l’identificazione del Freisa con il chierese che, nel seicento, il vino ricavato era comunemente chiamato “vino di Chieri”.

Le vigne erano diffuse sia nella fascia pianeggiante attorno a Torino sia nelle colline del pò.
In queste zone era diffusa la pratica dell’alteno, con l’utilizzo dei fusti d’albero come sostegno della vite. La pratica agricola dell’alteno era garantita dalla coesistenza di più produzioni agricole che
consentiva un migliore sfruttamento del terreno.

Le date della vendemmia erano stabilite da leggi comunali, la cui efficacia era garantita dalla prospettiva di pesanti sanzioni per quanti non lo rispettassero anticipando la vendemmia.
Tali provvedimenti, pur tenendo conto delle variazioni climatiche annuali sul processo di maturazione dell’uva, stabilivano, in genere, che la raccolta non potesse essere effettuata prima di San Matteo (21 settembre ) per la pianura e di San Michele (29 settembre ) per la collina .

Dove si vendeva il vino?
Con la specializzazione tardo-seicentesca delle aree mercantili di Torino, i mercanti di vino posero fine alle loro continue peregrinazioni, che li avevano costretti  a spostarsi  da piazza Castello  a piazza delle Erbe e poi ancora da Porta Palazzo (mercato all’aperto più grande D’Europa ).
Con l’apertura di piazza Carlo Emanuele II (piazza Carlina in torinese, a me molto cara come piazza), si decise di destinare questo spazio urbano a sede permanente del “mercato del vino “ per la vicinanza del porto fluviale dei Murazzi (oggi al posto del porto vi sono molti locali per la movida).
Il mercato del vino rimase in piazza Carlina sino alla metà dell’ottocento. I giorni di mercato erano il martedì, mercoledì e venerdì (e dal 1728 anche il giovedì ).

Nelle consuete giornate di mercato vi erano delle figure particolari, oggi estinte. Un di queste era
il brentatore, il cui compito era quello di travasare il vino dalla botte del venditore alle taniche degli acquirenti per mezzo della brenta (recipiente della capacità di 50 litri marchiato con il sigillo comunale ).
Il brentatore era nient’altro che un quality manager che aveva il compito di controllare che il vino  non fosse annacquato  o rinforzato con il miele.
Si può considerare un esperto di vino ?
Credo proprio di si .

Oggi il mercato di piazza Carlina esiste ancora ma non si vende più vino. So che negli anni 70 in piazza Carlina n°15 c’era una cantina dove vendevano vino. Probabilmente li si potevano incontrare gli ultimi brentatori.

Ambiente pedoclimatico della Collina torinese.

La Collina di Torino è un sistema montuoso di origine tettonica con asse orientato sud ovest –
Nord ovest.
I rilievi della collina si presentano come un insieme di corrugamenti più o meno accentuati, conseguenza della pressione orogenetiche provenienti da sud est, lungo il piano rappresentato da quella che oggi è la pianura Padana .
Il terreno è composto da sabbie silicee, calcare e ossido di ferro, numerose sono le zone da cui emergono abbondanti depositi fossili di conchiglie .
Il clima è particolarmente favorevole alla coltivazione delle vite. Le colline infatti sono protette dai venti  boreali ed esposte a quelli più miti sciroccali.

Ultima modifica ilGiovedì, 08 Luglio 2010 18:41

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