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Caricalasino: un Vitigno da Scoprire

In una Domenica di Giugno dello scorso anno mi trovavo ad Acqui Terme, provincia di Alessandria, in un piccolissimo ristorante vicino al centro, uno di quei locali accoglienti, a conduzione familiare, arredati in maniera molto tradizionale, una ventina di posti a sedere, dove ci si sente subito a casa propria.

La titolare, molto gentile ed ospitale, venne al nostro tavolo a prendere l'ordinazione, decidemmo di dedicarci ad un primo piatto a base di riso venere e chiesi in abbinamento una bottiglia di Timorasso dei Colli Tortonesi. La Signora, scusandosi, ci comunica che quel Vino è terminato, ma prontamente ci consiglia quella che definisce una "chicca" del loro Territorio, ovvero un Bianco vinificato in purezza con il Vitigno Caricalasino. Era la prima volta che ne sentivo parlare e la mia grandissima curiosità da Eno-Appassionato mi ha portato ad accettare immediatamente l'offerta della titolare del ristorante.
E' questa in breve la storia che mi ha permesso di conoscere questo raro e suggestivo Vitigno, che subito mi ha colpito per le sue intriganti connotazioni aromatiche, avendo proprio l'impressione di Degustare un qualcosa che non avevo mai provato.

In funzione di tale piacevole ricordo, ho deciso a distanza di un anno di confrontarmi ancora con questo singolare Vitigno, diffuso principalmente nelle zona della provincia di Alessandria e di Novara, le cui origini sono comunque incerte, anche se la teoria più diffusa è che derivi dalla Liguria, infatti presenta delle analogie con Pigato e Vermentino.

Il nome curioso e simpatico è legato al fatto che nella zona di Acqui Terme era necessario in passato trasportare l'uva sul dorso dell'asino, a causa delle pendenze elevate del terreno, da ciò deriva l'appellativo:”Carica l'asino”.

Il Vino con cui mi sono di recente confrontato è prodotto dalla Cantina Marenco, situata a Strevi in provincia di Alessandria, una delle poche aziende che ha deciso di valorizzare e rilanciare il Caricalasino, considerandolo un patrimonio ampelografico prezioso da non perdere e che offre al Territorio un ulteriore spunto di Tipicità.

Il “Carialoso”, così ha denominato il suo vino da tavola la Cantina Marenco, è vinificato utilizzando questo Vitigno in purezza, affinato per circa quattro mesi in acciaio, il tutto volto ad enfatizzare al massimo le peculiarità organolettiche dell'Uva.

Quello che si ottiene è un Vino dal colore giallo paglierino dai riflessi verdognoli, che colpisce per la sua originale connotazione aromatica: subito emergono dei gradevoli sentori di camomilla che si fondono con profumi che ricordano le erbe aromatiche, il tutto arricchito da note fruttate fresche di melone ed agrumi.

In bocca sfoggia tutta la sua piacevole semplicità, di medio corpo, tenore alcolico contenuto, con il comparto acido/sapido in grande evidenza, caratteristica quest'ultima tipica del Caricalasino, con un finale molto minerale accompagnato da un retrogusto leggermente agrumato.

Questo è un Vino che deve essere apprezzato per la sua originalità e per la gradevolezza di beva, non nasce per vincere premi o spuntare punteggi risonanti, ma è in grado di regalare nel quotidiano ottime soddisfazioni nell'abbinamento a tavola, con il pregio di saper regalare sensazioni organolettiche particolari ed accattivanti.

Altra azienda che produce un Vino con quest'Uva è la Cantina Carussin, di San Marzano Oliveto in provincia di Asti, che preferisce però realizzare un uvaggio composto da 80% Caricalasino e 20% Cortese dell'Alto Monferrato, questa loro scelta è fatta con l'intenzione di “ingentilire” l'intensa componente sapido-minerale che caratterizza la vinificazione in purezza di questo raro Vitigno.

Come sempre è il singolo Produttore che conoscendo il frutto della propria Vigna decide quale impostazione dare al Vino, per questo c'è chi vuole enfatizzare al massimo le peculiarità organolettiche del Caricalasino, chi invece preferisce accompagnarlo con altri Vitigni autoctoni per conferirne un carattere più compiacente al gusto del Produttore.

Il mio “incontro” con questa Uva dal nome curioso è il tipico esempio di come spesso nel Mondo del Vino delle belle scoperte si facciano per caso, bisogna solo avere la mente e l'anima predisposti ad accogliere ogni sfumatura Enoica, ma un grosso plauso va a tutte quelle Cantine che hanno volontà e pazienza di “credere” in questi Vitigni rari, regalandoci la possibilità di non perdere un fantastico variegato panorama ampelografico, tesoro inestimabile per noi Appassionati.

Ultima modifica ilMercoledì, 03 Ottobre 2012 20:26

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