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I tre Moschettieri del Vino

I film di “cappa e spada”li hanno visti duellare insieme, abili, sprezzanti del pericolo, magnanimi ed eleganti, divenendo prototipo del coraggio e dell’azione, dell’onore e della galanteria.

Athos, Porthos e Aramis nascono dalla penna di Alexandre Dumas (padre) e sono i Moschettieri del Re di Francia nel XVII sec;oggi considerati d’antan come eroi da proporre, conservano però il loro fascino che è intramontabile,che ha ispirato personaggi ed eroi più moderni.

Porto Marsala e Madera  possono essere paragonati a questi personaggi , perché vini speciali, nati molto più di un secolo fa, in regioni diverse, dal Portogallo alla Sicilia,ma con un filo conduttore che li unisce: il mare, l’Inghilterra, la nobiltà, i commerci avventurosi.

Il Porto è un vino liquoroso portoghese e come Athos di animo nobile e distinto, è il più ammirato ed intelligente,aveva sposato Milady,la femme fatale, che gli ha spaccato il cuore e trafitto l’anima. Questo vino liquoroso è fatto esclusivamente con uve  Touriga National,Moscatel, Malvasia Bastardo e Tinta Roriz provenienti dalla regione del Douro ( Nord del Portogallo) vicino ad Oporto; il suo mosto subisce una fermentazione incompleta in quanto viene fermata con l’aggiunta di alcol, in questo modo gli zuccheri non svolti  dai lieviti lo faranno risultare naturalmente dolce.

Sette sono i tipi di Porto: le categorie base, Bianco( giovane e fruttato, secco, semisecco e dolce) Ruby ( da vino rosso, è intenso e dal sapore di frutti rossi) e Tawny( da vini rossi, invecchia solo 2/3 anni in botti piccole, ossidandosi e perdendo il colore originario, divenendo ambrato, con sapore di frutta secca , noci e mandorle.)

Più pregiati sono il Tawny invecchiato (Aged Tawny può essere commercializzato dopo 20 anni fino a 40), il Colheita, LBV ( Late Bottled Vintage) e il Vintage il più pregiato perché prodotto con le uve di una singola annata, secondo alcuni non va bevuto prima che siano trascorsi venti anni di  invecchiamento. Il Porto è il risultato di un assemblaggio tra uve di diversi vigneti, vinificate in modo diverso e di diverse annate. Oggi si sta diffondendo un nuovo tipo di prodotto il Single Quinta che proviene da una sola tenuta.

La tradizione di fortificare il vino,nasceva a quel tempo dall’esigenza di resistere ai lunghi viaggi per mare che spesso le derrate alimentari dovevano sopportare; fu così che si decise di aggiungere alcol dopo la prima fermentazione, ottenendo un vino morbido e dolce, di cui gli inglesi si innamorarono, tanto da stabilirsi in Portogallo per avviare questa produzione e questo commercio di vino. Il Porto bianco va servito fresco ( 8-12°) le altre tipologie si apprezzano intorno ai 15-20° , ma anche il Tawny va servito leggermente fresco. Vino da meditazione può comparire come aperitivo e accompagnare i dolci e i formaggi ;in cucina lo si può utilizzare per sfumare pesce e carne; fresco e dissetante è il “ melone al Porto” da servire come antipasto.

Aramis è il più colto dei tre moschettieri; è un uomo di chiesa mancato, sensibile e poeta, e per questo lo assimilo al Madeira, vino prodotto nell’omonimo arcipelago portoghese,a circa 700 km a ovest del Marocco.Il metodo di vinificazione simula i lunghi viaggi in nave ( in zone a clima tropicale) che il vino nelle botti doveva subire; si sottopone per alcuni mesi ad alte temperature utilizzando dei contenitori di pietra, che vengono riscaldati con stufe apposite, favorendo il processo di maturazione del vino, che si ossida. Un po’ come il nostro personaggio che dopo un lungo peregrinare e tante avventure si ritirerà vecchio e solitario in preghiera, rivelando la sua vera essenza.

Abbiamo a seconda dei vitigni 4 tipi di Madeira: il Malmsey ( malvasia) che è il più dolce , viene indicato con il termine di “ricco”;il Boal semi dolce ( viene indicato come “dolce”); il Verdelho semi secco ( viene detto “medio”) e il Sercial ( viene indicato come secco).

Può essere etichettato come millesimato ( vintage) prodotto con uve di un singolo vitigno, di una singola annata e invecchiato per più di venti anni; oppure un solera con indicazioni di invecchiamento ( 3, 5, 10, 15 anni).

Napoleone Bonaparte sicuramente ne bevve durante il suo esilio forzato a Sant’Elena, perché gli fu spedito come omaggio dal governatore inglese dell’arcipelago; mentre Thomas Jefferson lo usò per brindare alla firma della dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America; due usi completamente diversi per lo stesso vino, che avrà avuto per uno il sapore dell’esaltazione e della vittoria e per l’altro quello della meditazione sul perché della sconfitta.

Ma veniamo a Porthos , il più godereccio dei tre, il più forte, il più goliardico, è un giocatore ma non  perderebbe mai il suo onore e la sua dignità . Per questo suo essere sanguigno lo associo al Marsala , vino che prende il nome dalla città omonima in Sicilia , che in arabo significa “ porto di Allah”.

Anche il Marsala deve la sua fortuna all’Inghilterra, che è sempre stata alla ricerca di vini da importare in patria. Nel 1773 fu un commerciante inglese di Liverpool , John Woodhouse a spedire da Marsala la prima partita di vino verso la madrepatria; fondò qualche anno dopo il primo stabilimento( Baglio), visto il successo che ebbe tra gli inglesi, il governo volle che la flotta comandata da Nelson ne disponesse per 500 botti l’anno. Dopo la vittoria di Nelson contro Napoleone a Trafalgar, il Marsala ricevette il titolo di “ victory wine”.Agli inizi del 1800 un altro inglese Benjiamin Ingham fondò il secondo stabilimento di produzione conquistando i mercati di Germania, Russia, Stati Uniti e America Latina e Australia.

Nel 1833 Vincenzo Florio fece costruire tra i due stabilimenti inglesi , il suo Baglio ( termine che indica lo stabilimento di produzione del vino Marsala) scegliendo come insegna un leone che si abbevera ad un ruscello. Nacquero poi le cantine Rallo, Arini e Pellegrino. Nel 1920 la Cinzano acquisì le Cantine Florio, unificando la produzione sotto il marchio Florio. Molto tempo dopo( 1962) nascerà il I Consorzio del sud, che oggi comprende 15 aziende. Il vino Marsala è stato il I vino DOC della storia vinicola italiana. I vitigni a bacca bianca utilizzati sono : Grillo, Cataratto, Inzolia e Damaschino, da cui deriva il Marsala Oro e Ambra. Il Marsala Rubino vede impiegate uve Perricone, Nero d’Avola e Nerello Mascalese, con il ricorso alle uve bianche prima citate per un massimo del 30%; a seconda del contenuto zuccherino avremo le qualità : dolce,secco e semi-secco.

Così come si fa con il Porto e con lo Sherry in Spagna, il Marsala viene prodotto con il metodo “Soleras”; consiste nel disporre due botti di rovere su due file sovrapposte. Si inizia riempiendo di vino solo le botti che si trovano in alto, poi dopo un anno si travasa il contenuto nelle botti inferiori, mentre quelle superiori sono riempite con il vino nuovo. In questo modo il vino nelle botti alla base risulterà composto da uve di annate diverse, e anche di qualità diversa.

Oggi in commercio si trova il Marsala vergine e il Marsala Conciato.

A seconda della quantità di zuccheri , il Marsala può essere definito “secco”, “semi secco” e “ dolce”; le 5 categorie in cui si classifica il Marsala sono :Fine ( 17° alcolici, invecchiato per un anno), Superiore ( 18° alcolici, invecchiato due anni), Superiore Riserva ( 18° alcolici e invecchiamento di almeno 4 anni), Vergine/ Soleras ( oltre i 18 ° alcolici e 5 anni di invecchiamento), Vergine Soleras Riserva ( invecchiato più di 10 anni).

Al Marsala conciato viene aggiunto dopo la fermentazione etanolo e mosto cotto che influirà sugli aromi e il colore del vino, e mistella ( sifone) una miscela di mosto d’uva tardiva che determina il  grado zuccherino e il profumo di questo magnifico vino, considerato uno tra i più pregiati vini da dessert. Tutti i Marsala devono essere serviti in bicchieri a tulipano con stelo alto.

Ma a dispetto del titolo del romanzo di Dumas, i moschettieri sono in realtà quattro, e anche fra questa tipologia di vini ve ne è un quarto , già citato tra le righe.

D‘Artagnan è giovane e pieno di speranza, di ideali, di sogni, e come tutti i giovani bello e forte, cosa che lo fa essere spavaldo e sprezzante del pericolo, è generoso e sa rinunciare ai propri sogni  in nome di valori come l’amicizia, l’onore e la fedeltà. Un personaggio di cui non ci si può che innamorare, dolce  com’è; per questo lo assimilo allo Sherry/ Jerez.

Questo vino liquoroso  di colore scuro e dal profumo di uva sultanina, è prodotto nei dintorni della città di Jerez de la Frontera in Spagna , con uve “ Palomino”,” Pedro Ximenes” e “ Moscatel” vendemmiate tardivamente. Dopo la raccolta avviene l’ammostamento, quindi dopo una prima fermentazione si esegue la fermentazione malo lattica; subito dopo come per gli altri vini si aggiunge un distillato di vino che blocca la fermentazione in atto. Durante la fermentazione malo lattica si forma uno strato di lieviti esausti in superficie chiamato “ flor”, che determinerà l’invecchiamento del vino.( invecchiamento di tipo soleras).

I tipi di Sherry sono : Fino,Palo Cortado, Oloroso, Cream, Pedro Ximenes.

Molti tipi di Sherry possono essere secchi( Fino, Ammontillado), semidolci ( Oloroso e Palo Cortado) e dolci ( Pedro Ximes  e Moscadel). Oltre a queste grandi categorie esistono  selezioni speciali, prodotti a lunghissimo invecchiamento e miscele ( blends).

Il motto dei tre moschettieri era :” Tutti per uno e uno per tutti”lo sarà anche per questi vini speciali, così simili ma anche così diversi?

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