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CATALANESCA: "Porta Fortuna" per Eccellenza

Carta d'identità del vino vesuviano "porta fortuna" per eccellenza.
Unico ed inimitabile, riconoscibile tra mille altri vini bianchi.

Ecco la netta la sensazione al primo sorso di questo bianco vulcanico persistente, profumatissimo (prevalente su tutti i profumi quello di albicocca) e molto minerale.

Storia affascinante quella della catalanesca.  Introdotta in Campania dalla Catalogna  durante il XV secolo  da Alfonso I di Aragona ed impiantato sulle pendici del Monte Somma,  è tradizionalmente ritenuta dai contadini simbolo di abbondanza (per la numerosità dei semi prodotti dai suoi grappoli) e di buon auspicio (in virtù delle sue foglie appuntite).

Negli anni si è assistito ad un  autentico recupero del vitigno da parte di alcuni lungimiranti e coraggiosi produttori, tutti appartenenti all'area vesuviana, territorio ricco di minerali rivelatosi habitat ideale per la sua coltivazione. A volte viene chiamata anche " Catalana" ed ha una bacca bianca dalla buccia spessa e dorata e si caratterizza per la maturazione tardiva e per la sua attitudine alla conservazione in pianta.

Di recente ha ottenuto la denominazione come  "IGT Catalanesca del Monte Somma"; fino a poco tempo fa, infatti, non era possibile etichettare i vini prodotti con uva catalanesca, benché fosse già conosciuto e molto apprezzato dagli addetti ai lavori.

Ma la catalanesca merita di più. E le opportunità non mancano: anche se il panorama internazionale si dimostra abbastanza piatto ed incline a vini con gusti simili, è crescente l'attenzione per i vini con  personalità e caratteristiche esclusive.

E l'Italia, notoriamente dotata di un patrimonio di vitigni presenti sul territorio davvero invidiabile (la maggior parte dei quali autoctoni), può giocarsi questo vantaggio competitivo proprio puntando sull'ampia gamma di sensazioni organolettiche disponibili.

Le particolarità di questo vitigno possono trasformarsi in elementi di successo se valorizzate con strategie e percorsi di promozione: l'originalità, il legame con il territorio, la storia raccontata dai produttori,  la curiosità dei consumatori, la biodiversità viticola.

Il  valore aggiunto di questo vino consiste nella possibilità di posizionarsi nella mente del consumatore come vino autoctono -  con il suo background di tradizioni e peculiarità esclusive - ma allo stesso tempo può definirsi fresco, immediato, equilibrato ed affascinante, facile da comprendere anche per chi non è abituato a queste tipologie di gusto ed in grado di conquistare in modo particolare le donne e i giovani sia italiani che stranieri.

Puntando sulla valorizzazione di questi elementi e mantenendo il più possibile un buon rapporto qualità-prezzo - importante per entrare nei canali esteri - la catalanesca mira a prendere il suo giusto posto nella storia.

In sostanza, la catalanesca  ha la stoffa giusta per sedurre i consumatori italiani ed esteri e l'auspicio è che quest'opportunità si trasformi in strette di mano foriere di concreti accordi di business.

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