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TORCHIATO DI FREGONA: una storia di passione

Torchiato di Fregona Torchiato di Fregona
Il Torchiato è un vino ottenuto da uve passite della tradizione enologica del comune di Fregona in provincia di Treviso, ma la sua produzione si estende nella zona collinare dei comuni di Sarmede e Cappella Maggiore, alle falde del bosco del Cansiglio o bosco dei Dogi e la zona di produzione rientra nella DOC "Colli di Conegliano" (dal 2011 DOCG).
Nella stessa denominazione d’origine vengono prodotti altri tipi di vino: Colli di Conegliano Bianco, Colli di Conegliano Rosso e il Passito di Refrontolo.

Molto probabilmente il suo nome deriva dal metodo più caratteristico per ottenere il vino: la “torchiatura”, che in enologia è legata ad un processo di estrazione dei residui vinosi dalle vinacce per ottenere prodotti di bassa valenza, ma non è il caso di questo passito, in quanto i produttori locali hanno conservato il nome della tecnica ma per produrre un vino di eccelso vanto per le aziende del territorio.

Il mosto del Torchiato da sempre è stato estratto da uve raccolte ad ottobre (60-70% dell’effettiva produzione, da 100 Kg. di uva si ottengono circa 20 litri di vino) e lasciate ad appassire nei fruttai, sui graticci o legate in cordicelle appese alle travi dei solai poste a riposo per tutto l’inverno dove i grappoli vengono costantemente ispezionati per eliminare gli acini marci in modo da consentire la giusta evoluzione dell’appassimento. Si passa poi alla pressatura dei grappoli selezionati e il residuo del mosto viene nuovamente torchiato, così per più volte, e il liquido ottenuto si fa fermentare in botticelle di rovere o di castagno. Il 2 di agosto, che per antica simbologia pagana è il giorno dedicato alla virilità “festa degli uomini”, gli uomini procedono al rito dell'assaggio del nuovo Torchiato che, travasato in altre botticelle viene tenuto a maturare fino alla Pasqua dell'anno successivo, per questo è anche detto “Vin Santo”. Gli ambienti dove avvengono fermentazione e maturazione sono piccole cantine, realtà legate alla tradizione locale, ed ognuna di esse ospita l’antico strumento: “il torchio”.

La viticoltura del Torchiato ha contribuito moltissimo a salvaguardare alcune varietà autoctone come il Verdiso e la Boschera, che ben si prestano all’appassimento e sono fondamentali per questo particolarissimo vino, inoltre viene utilizzato il diffusissimo Prosecco (Glera).
Per il Torchiato si utilizzano più varietà di uve, ma sostanzialmente sono i 3 vitigni appena citati che ne compongono l’uvaggio: Prosecco, molto diffuso nella zona e conferisce note fruttate ed un elevato tenore zuccherino; Boschera, caratterizzata da una buccia spessa con una notevole quantità di profumi; Verdiso, con una buona acidità che permette di dare corpo al prodotto finito. Altri vitigni che contribuiscono sono: la Perera e l’Uva dall’Ocio, ma in quantità minime.

Considerando la limitata area di produzione va da se che le quantità del Torchiato sono bassissime, ed è proprio questa caratteristica che fa di questo passito un vino prezioso; con profumi delicati di miele, vaniglia e frutta secca; di buon corpo, dolce ma non stucchevole che si può apprezzare in ogni occasione.

Ma per gli scettici dal 21 aprile al 1 maggio, nell’ambito della manifestazione “La Primavera del Prosecco Superiore”, si svolge nel Comune di Fregona “La 38^ Mostra del Torchiato” durante la quale viene proposta al pubblico l’ultima annata da parte delle 13 aziende locali, riunite in un Consorzio di Tutela della qualità del vino (www.torchiato.com), il quale coordina e promuove l’immagine del Torchiato anche in altre manifestazioni, infatti un’altra particolarità è l’adozione di un’unica etichetta suddivisa verticalmente in tre fasce, su quelle laterali fanno bella mostra i grappoli dorati, su quella centrale invece compare in alto la denominazione d’origine, subito sotto l’immagine del famoso “torchio” seguito dal nome del vino, per terminare con l’azienda produttrice.

Tutto questo è il “Torchiato di Fregona”.

Ultima modifica ilLunedì, 30 Aprile 2012 06:26

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