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Vinoway intervista il Presidente AIS Puglia per il 45° Congresso Nazionale

45° Congresso Nazionale AIS dal 6 al 9 ottobre 2011 Associazione Italiana Sommelier 45° Congresso Nazionale AIS dal 6 al 9 ottobre 2011
Ci siamo. Per tre giorni, dal 6 al 9 ottobre, il Salento diventerà la capitale di tutti i sommelier d’Italia; sarà proprio questo estremo lembo della Puglia ad ospitare il 45° Congresso Nazionale dell’AIS. Gli appuntamenti in programma sono numerosi ed interessanti e prevedono convegni, degustazioni verticali, escursioni fra i territori più significativi della Puglia. 
Vinoway ha rivolto alcune domande al presidente AIS Puglia Vito Sante Cecere:

Presidente Cecere,  il congresso nazionale a Lecce rafforza l’immagine del Salento come  luogo di successo?
“Indubbiamente la Puglia ed il Salento, in particolare, stanno riscuotendo un grande successo turistico; questa zona ha tutte le carte in regola per attrarre i visitatori: mare, spiagge, campagne, arte ma anche buon cibo e buon vino. Oltre a questa importante motivazione, la scelta del Salento è dettata dal fatto che nel Salento è concentrata la maggior presenza delle cantine della Puglia”.

Cosa ne pensa il presidente dell’AIS Puglia dei vini salentini?
“I vini salentini hanno alle spalle una lunga storia, esperienza, tradizione e tecnica, ormai da tempo si pongono come ambasciatori della Puglia in tutto il mondo. In alcuni casi si raggiunge un’eccellenza tale da  poter competere senza timori reverenziali con i vini più blasonati d’Italia. Senza dimenticare, inoltre, che qui nascono i primi rosati importanti; a tale proposito all’interno del Congresso ci sarà la degustazione “Charme in rosa” dedicata proprio a questa tipologia di vini. Spesso in altre regioni si tengono manifestazioni sui rosati ma quando si parla di tradizione il pensiero non può che correre alla Puglia e al Salento”.

Anche in Puglia recentemente sono state riconosciute zone a DOCG. Crede che la via della qualità passi anche attraverso la promozione delle denominazioni? 
La via della qualità passa anche attraverso la promozione delle denominazioni, anche se non è l’unico percorso. Indubbiamente le DOCG servono a dare visibilità ai territori e ai produttori di quei territori oltre a dare credibilità ai vini se non altro per i severi controlli a cui tali vini sono sottoposti.

Presidente come è cambiato il vino pugliese negli ultimi anni?
“E’ cambiato moltissimo nel senso che ha imboccato la direzione della qualità, insomma la Puglia produce vini più moderni rispettando le caratteristiche delle uve. Inoltre grande lavoro viene fatto dalle cantine attraverso la valorizzazione delle uve autoctone. Abbiamo vitigni presenti solo in Puglia e dobbiamo tenerceli ben stretti”.

Cosa potrebbe fare l’AIS in futuro per promuovere maggiormente la conoscenza dei vini pugliesi nelle altre regioni italiane?
“Questa domanda mi permette di parlare di un progetto in corso di elaborazione: proprio per far conoscere meglio i vini pugliesi nelle altre regioni, stiamo programmando degli incontri in grosse città italiane con distributori, enotecari, centri commerciali, ristoratori, insomma tutti coloro il vino lo vendono e lo promuovono. Non a caso questi incontri si terranno di lunedì, giorno tradizionale di chiusura degli esercizi commerciali. Periodicamente saranno coinvolte venti-trenta cantine delle varie zone della Puglia. La migliore forma di comunicazione è fare assaggiare direttamente il vino”.

Puglia sinonimo di rosati, rossi, vini dolci, ma anche vini bianchi e spumanti: qual è la tipologia che si è distinta particolarmente per salto qualitativo?
“Indubbiamente i vini bianchi. Negli ultimi tempi si è affermato con grande soddisfazione il bianco ottenuto dal Fiano Minutolo, vitigno allevato ormai non solo nella valle d’Itria ma anche in altre zone della Puglia. Si tratta di un grande vitigno storico che finalmente sta ottenendo i giusti riconoscimenti. Sembrerà stano ma anche i vini spumanti hanno fatto dei grossi passi avanti soprattutto se consideriamo che questo tipo di produzione fino a qualche anno fa era completamente assente in Puglia”.

Quale zona della Puglia, se c’è, presenta dei ritardi, o avrebbe bisogno di un rilancio di immagine?
“La Puglia in questo momento ha la fortuna di avere un assessore regionale all’agricoltura, Dario Stefàno, molto attento alla promozione dei vini di Puglia. La Regione sta davvero lavorando moltissimo per diffondere la conoscenza delle nostre produzioni . Le aziende, dal canto loro, in questi anni stanno facendo un ottimo lavoro nelle loro cantine del resto solo la sinergia positiva tra politica e produttori potrà dare ottimi risultati”.

Cosa significa essere presidente Ais nella Puglia enologica attuale?
“Sento una grande responsabilità innanzitutto perché i soci sono aumentati tantissimo, in dieci anni abbiamo avuto circa 5700 persone che si sono avvicinate ai corsi AIS. Significa rivestire un ruolo importante per la promozione dei vini di Puglia anche attraverso la sensibilizzazione dei delegati provinciali ciascuno con il compito di valorizzare i prodotti della propria zona. L’AIS Puglia sta promovendo una campagna sociale di sensibilizzazione dell’uso dell’alcool attraverso la creazione di una lezione da inserire nel primo livello del nostro corso. Significa, inoltre,  lavorare tanto per far crescere il prodotto Puglia in generale; ruolo fondamentale viene svolto dai nostri corsi e dai nostri relatori che attraverso una didattica efficace e completa riescono a soddisfare le aspettative di tutti coloro si avvicinano all’affascinante  mondo del vino”.

Il vino del cuore del presidente Cecere.

“Non ho un vino del cuore ma una tipologia del cuore perché mi piacciono tutti i vini un po’ invecchiati sia bianchi sia rossi; amo i vini con una certa maturazione perché solo dopo qualche anno un vino riesce a tirar fuori la vera natura. Insomma con il vino non ho nessuna fretta ed i risultati spesso confermano che ho fatto bene ad aspettare”.

Ultima modifica ilVenerdì, 07 Ottobre 2011 07:44

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