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Il vino declinato al femminile: l'enologa Maria Concetta Raimondo

Un esempio di competenze e semplicità, di appartenenza che sa di territorio: Maria Concetta Raimondo, Molisana doc, enologo della Cantina Tenimenti Grieco di Portocannone.

Nasce a San Martino in Pensilis ma, ben presto, si trasferisce a Larino, dove i nonni hanno un’azienda agricola e, in questo luogo, nasce la passione per l’Enologia.



Cosa ti ha spinta ad intraprendere una carriera che nell’immaginario collettivo sembra essere riservata agli uomini?
La voglia di vita all’aria aperta, l’amore per la mia terra, l’esempio di mio nonno. Non avendo avuto nipoti maschi, ha visto in me il proprio successore. (Maria Concetta, infatti, guida il trattore con grande disinvoltura, si muove tra i filari della vigna con la competenza  e la passione del sapiente viticultore, segue con attenzione i consigli del nonno) Decido così, dopo aver frequentato il prestigioso Istituto Agrario di Larino, di iscrivermi alla facoltà di Agraria a Campobasso per, poi, laurearmi in Enologia a Teramo.

Quale è stata la tua palestra professionale?
Ho lavorato sempre in Molise e non perché non abbia avuto offerte fuori regione, anzi…ed alcune confesso anche molto interessanti, ma perché il mio sogno è sempre stato quello di mettere a frutto le mie esperienze per valorizzare la nostra produzione. Ecco, perché, ricordo con particolare piacere la mia esperienza presso la Cantina San Zenone di Montenero di Bisaccia. Vedi,  il Molise è una piccola regione, con enormi potenzialità, spesso però queste potenzialità si disperdono, per una serie di ragioni. Sono rimasta qui perché credo fermamente che dobbiamo essere noi molisani gli artefici della rinascita e valorizzazione del nostro territorio. Chi meglio di noi , che conoscendo  a fondo natura dei terreni, esposizioni, tradizioni, vocazioni, può fare in modo che i frutti della terra siano i migliori in assoluto? Il mio motto è sempre stato quello di una continuità nella formazione  a 360° per realizzare qui, nel mio Molise, il massimo.

Lavoro, lavoro, e poi ancora lavoro, ma il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto? …si sofferma un pò a pensare, poi scoppia in una sonora risata. (E, sì,  Maria Concetta è una persona solare, con una risata schietta e fragorosa, che sembra nascondere una timidezza particolare, quella delle donne, che da sempre hanno dovuto vestire i panni forti dell’uomo di casa, ma che sotto sotto, sono di una straordinaria sensibilità , di una dolcezza disarmante). Il mio sogno nel cassetto? Mica uno ….tanti. Intanto, avere la possibilità sempre e comunque di lavorare all’aria aperta, amo  la natura, gli animali, tutto ciò  è sentirsi liberi, quasi volare, allontanarsi dagli aspetti più brutti del mondo, vivere in una dimensione unica. Poi, senza dubbio, far crescere e potenziare l’azienda di mio nonno, che un giorno lontano, molto lontano sarà la mia. Ancora viaggiare, viaggiare, per scoprire, conoscere, crescere, sognare, quest’ultimo lo vedo un po’ duro, sai con l’andare del tempo riesco sempre meno a ritagliarmi degli spazi miei, l’agricoltura richiede impegno a tempo pieno, non esistono feste, ferie, mal di testa, devi essere sempre in forma.  E, infine, poiché amo scoprire, conoscere  nei miei viaggi le tradizioni dei luoghi, ed in special modo l’aspetto folcloristico, antropologico delle genti realizzare nel tempo qualcosa in tal senso.

Wow, interessante , spiegati meglio
E no! Che sogno nel cassetto sarebbe se lo svelassi? – sorride, e nei suoi occhi compare un guizzo di luce.

L’azienda per la quale lavori, Tenimenti Grieco, è una realtà emergente in Molise, ce ne parli un po'?
Antonio Grieco, imprenditore Pugliese, ha comperato quest’azienda storica di Portocannone nell’agosto del 2013 , intuendo quelle potenzialità di cui dicevo prima. Con i suoi 85 ettari vitati, situati tutti nel basso Molise, nel cuore della DOC Biferno, oltre che in quella del Molise, la Tenimenti Grieco rappresenta oggi una realtà importante per la nostra regione. I nostri vigneti sono caratterizzati da un’ottima esposizione, molti sono in pendenza, a strapiombo sul  mare, godendo così  dell’influsso positivo della brezza marina. Una carezza, che assicura straordinaria sapidità e salinità che sono le caratteristiche vincenti  dei nostri vini. L’azienda è cresciuta qualitativamente molto negli ultimi anni, arricchendo la propria offerta. Oltre alla classica Falanghina coltiviamo:  Sauvignon, un interessante Pinot bianco, il Shyra e, ovviamente ,  Montepulciano e Aglianico , che concorrono nelle produzioni delle doc Biferno, la più antica doc regionale, e la classica Tintilia. Per terminare, con un originale taglio bordolese,  originale perché tutto legato al nostro territorio, una mia personale creatura, realizzato con Cabernet Sauvignon Merlot ed Aglianico. Abbiamo, poi, una linea più giovane e fresca la  Settenodi, vini vivaci, elegantemente frizzanti destinati ad un pubblico giovane, al consumo estivo, da condividere con gli amici.



Una domanda d’obbligo, qual è il tuo vino del cuore?
(Ancora una bella e fragorosa risata) - Il mio vino del cuore…bella domanda. Sai, i miei vini sono tutti vini del cuore, io non lavoro solo in cantina, ma seguo l’andamento del vigneto, ogni vino è frutto di un attento controllo della vigna, è un vero e proprio figlio, concepito, partorito cresciuto, per poi permettergli di camminare da solo. Comunque, bando alle ciancie, il figlio prediletto è la “ 200 metri”, la nostra Tintilia, l’ho voluta, pensata , realizzata, in piena libertà. I Grieco mi hanno dato massima fiducia, dalla scelta del nome alle caratteristiche finali del prodotto.

Perché, 200 metri?
Come ben sai, il disciplinare di produzione della Tintilia stabilisce che la stessa non possa essere coltivata ad altitudine inferiore ai 200 metri, la nostra per l’appunto viene coltivata a Larino proprio a 200 metri, è una Tintilia fresca, giovane, accattivante, con dei bei sentori di frutta rossa, liquirizia, straordinaria acidità e sapidità. I miei vini sono come me, freschi, schietti, pronti da bere, che tutti possono apprezzare, legati al territorio, non amo lavorali troppo in cantina, preferisco seguire le uve in vigna, esaltando al massimo le caratteristiche delle stesse.

Chi vuoi  ringraziare per essere arrivata fin qui?
In primis la mia famiglia, i miei fantastici nonni, mia madre e, poi, il mio maestro, Silvio Centonze, enologo di Tenute Rapitalà. Silvio mi ha insegnato tutto: in primis, il rispetto per la tipicità, la pulizia, la franchezza dei vini, un bravo enologo è colui che interviene poco per aggiustare, manipolare, è quello che dopo aver seguito il vigneto, sa quale è il momento giusto per procedere in cantina. Silvio  mi ha sempre sostenuta, incoraggiata, e come me ama i vini figli della terra.

Il Molise enologico ha raggiunto un grande traguardo,  la costituzione del Consorzio per la Valorizzazione della Tintilia.
Si , è vero, abbiamo finalmente il Consorzio , è un traguardo importante, sarà lo strumento per valorizzare ancor meglio il nostro autoctono,  per sdoganare il Molise. Un gran bell’ esempio di cooperazione, di rete, i tempi sono maturi per lavorare tutti insieme in sinergia, e sono certa accelererà i tempi per una revisione del disciplinare, e perché no, per pensare concretamente alla zonazione del territorio. Resteremmo ancora a parlare con Maria Concetta, ma è tardi, deve correre a Larino, ha appena lasciato la sua Azienda, Tenimenti Grieco, dove ha trascorso più di dieci ore, per raggiungere quella di famiglia, e dare una mano a nonna…..Ci saluta con il suo sorriso dolce e ci dà appuntamento  per la vendemmia e condividere, con noi, uno dei momenti più festosi della vita di cantina.
Ultima modifica ilLunedì, 26 Giugno 2017 12:18

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